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  • 22/11/2006 22 novembre 1888: moriva la pena di morte in Italia (Claudio Giusti, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Il 22 novembre 1888 il Parlamento approvava il Codice Zanardelli che, promulgato il 30 giugno 1889, entrerà in vigore il primo gennaio del 1890 e farà dell'Italia un paese abolizionista per i crimini comuni (ma già dal 1877 non c'erano esecuzioni).

    Sarà il fascismo, il 25 novembre 1926, a fare tornare il plotone d'esecuzione con le leggi fascistissime (9 novembre 1926). Gli ultimi ad essere "giustiziati" nella primavera del 1947, saranno "Quelli di Villarbasse", poi la Costituzione repubblicana metterà fine a questo obbrobrio.

    Vale appena la pena di ricordare che il Granducato di Toscana aveva abolito la pena capitale il 30 novembre 1786; che la gloriosa e sfortunata Repubblica Romana questa abolizione l'aveva scritta nella sua costituzione democratica, il 3 luglio 1849; che il governo provvisorio toscano aveva ripetuto il gesto degli antenati abolendo di nuovo questa pena il 30 aprile del 1859 e che la Camera dei Deputati dell'Italia unita aveva seguito questo luminoso esempio con il voto del 13 marzo 1865.

    Viva l'Italia.

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