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  • 07/03/2007 Aggressioni ai docenti : l'esempio degli Stati Uniti (Rico Guillermo*, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Una volta per vedere dove stava andando la societa' italiana si volgeva lo sguardo agli USA. E sono proprio gli Stati Uniti a balzare alla mente dopo le aggressioni a preside e docente e a brutti scherzi ai docenti (filmati e inviati on line), dato che in quei lidi la pratica e' diffusa.

    Un docente di una scuola superiore di Filadelfia e' finito all'ospedale dopo essere stato affrontato da un suo studente di 17 anni che portava in classe l'Ipod. Un altro allievo di 15 anni si e' unito al confronto ed ha preso a pugni o spintonato il docente, che e' caduto ed ha battuto la testa contro un armadio. Cosi' come nelle scuole italiane dove si sono consumati gli ultimi episodi ai danni di personale della scuola non sono permessi cellulari, cosi' nella scuola statunitense erano vietati dispositivi elettronici come l'Ipod. Mentre al professore veniva diagnosticata una doppia frattura del collo, i due ragazzi fuggivano, ma una fotocamera di sicurezza dell'istituto aveva immortalato la scena. Si e' poi saputo che si trattava di ragazzi gia' mostratisi in passato insofferenti alle regole e per questo prossimi al trasferimento in una scuola disciplinare.

    Un insegnante della contea di Allegheny, in Pennsylvania, ha perso l'uso di un orecchio e di un occhio per dell'esplosivo lanciato da due studenti nell'aula dove stava preparando la sua lezione. I due studenti, 14 e 15 anni, sono stati arrestati, espulsi e trasferiti a percorsi didattici alternativi. Nel dicembre scorso una collaboratrice scolastica della stessa zona e' stata presa a calci in testa da uno studente che a causa del freddo rifiutava di uscire all'aperto per una esercitazione di sicurezza programmata. Un allievo della scuola superiore ha schiaffeggiato un docente sul viso, mentre un altro ha morso sul braccio un insegnante, comportando un'antitetanica e un'analisi di positivita' all'epatite B e C.

    Spintoni e gomitate si sprecano. Dal 2002 al 2006 nella stessa contea ci sono stati 621 casi di allievi che hanno aggredito docenti al college mentre questi erano intenti al loro lavoro. Di questi, 179 casi si sono verificati nel solo 2006, dimostrando una crescita del fenomeno. E la cosa e' considerata a tal punto fisiologica, che i membri della federazione dei docenti di Pittsburgh sono autorizzati ogni anno a 20 giorni supplementari di congedo per malattia per le lesioni relative alle aggressioni, ma i distretti hanno stabilitoe regole rigorose per rientrare nel beneficio, fra cui la denuncia alla polizia e la conferma dei dirigenti scolastici. Diversamente la malattia comporta perdita dello stipendio.

    Tuttavia molte aggressioni neppure vengono segnalate, perche' gli insegnanti non vogliono accusare i ragazzi, dato che il reato viene perseguito su denuncia di parte. E talora sono proprio i direttori a scoraggiare gli insegnanti dal presentare denuncia, in modo che le loro scuole non siano viste come pericolose.

    Ma quando vengono a conoscenza dell'autorita' giudiziaria le aggressioni degli allievi sui docenti sono presi seriamente dalla giustizia minorile. Se la vittima e' un insegnante, infatti, l'aggressione diviene aggressione aggravata, che e' un reato. Il ragazzino compare subito davanti ad un magistrato per verificare la situazione e rilasciato o meno a seconda del tipo di violazione. A volte si decide di inviarlo in altra scuola e cio' comporta l'osservazione da parte della Corte. In genere si cerca di recuperare lo studente tentando di spingerlo fino alla laurea. In qualche caso pero' il Tribunale ha disposto l'uso di un braccialetto elettronico per il reo.

    Secondo uno studio effettuato nel 2006 dal dipartimento dell'istruzione degli Stati Uniti, alcuni insegnanti sono piu' a rischio di altri. Ad esempio i docenti uomini corrono un rischio doppio delle donne, e i docenti delle elementari hanno piu' probabilita' di essere aggrediti che quelli della scuola secondaria. Inoltre gli insegnanti della scuola pubblica ricevono percentualmente piu' minacce e attacchi fisici che quelli delle private e ovviamente un docente nel cuore di una metropoli USA corre piu' rischi che quello di provincia. Scuole private e religiose - constata il rapporto - hanno un ambiente piu' ordinato e disciplinato e minor tolleranza per i comportamenti che vittimizzano gli altri.

    Ma le cose sono difficili anche in Australia, nel Nuovo Galles del Sud, dove i fatti di violenza sono stati nell'ultimo anno quasi 1500 (138 assalti in scuole private, 393 in scuole primarie pubbliche e 943 in licei), 658 docenti hanno avuto un trauma psicologico fra il 2004 e il 2005. Le vittime delle vendette di allievi rimproverati per indisciplina sono infatti spesso i docenti (o le loro auto). Gli insegnanti sono stati dotati di walkie-talkie per poter chiedere aiuto se scoppia una colluttazione. Alcune scuole hanno chiesto alle famiglie di inserire la segnalazione di eventuali comportamenti violenti nella scheda di iscrizione ed hanno rilevato che, oltre ai ragazzi gia' violenti 'per natura', altri possono mostrare un comportamento aggressivo dopo circostanze difficili in famiglia, quali un divorzio. La scuola ha ideato dei momenti educativi per tali allievi, compresi momenti di sport all'ora di pranzo e un programma educativo apposito per i piu' grandi.

    Gli insegnanti statunitensi commentano che l'insegnamento e' piu' duro oggi di quanto sia mai stato, e sicuramente molto peggio che quando erano studenti loro stessi. "Non credo che i ragazzini siano immorali. Ma vengono da ambienti che sono amorali" commenta un insegnante sul Post Gazette. "Gli allievi - commenta un altro - non vogliono sentire critiche costruttive" e mostrano maggior rispetto all'idea di poter essere mandati davanti ad un giudice, il quale a sua volta commenta: "Gli insegnanti non possono sanzionarli come posso io. I ragazzi ne approfittano e questo rende le cose piu' difficili per gli insegnanti".

    * Si ringrazia Claudio Giusti, membro del Comitato scientifico dell'Osservatorio

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