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  • 07/03/2007 Tratta di donne e bambini: chiesta cooperazione globale (Carla Amato, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Anche se quest'anno si celebra il bicentenario della fine della schiavitu', non tutti gli uomini, donne e bambini sono liberi e per focalizzare l'attenzione su questo problema si e' svolto ieri presso la sede delle Nazioni Unite a New York il congresso internazionale sul traffico delle donne e delle ragazze.

    Le nuove forme di schiavitu' dovrebbero riempirci tutti di vergogna, ha detto ai delegati di tutto il mondo il vicesegretario generale dell'ONU Asha-Rose Migiro, che ha chiesto alla comunita' internazionale di aumentare gli sforzi per porre un freno il traffico di esseri umani. Ma non solo di vergogna, ha parlato Migiro, la quale ha detto: "Come donna africana, aggiungerei che mi riempie anche di collera".

    Il vicesegretario ONU ha sostenuto la necessita' di una cooperazione - dei governi, dei media, delle ONG, delle imprese, degli apparati di applicazione della legge e della societa' civile - per perseguire i perpetratori di tali crimini e proteggere le loro vittime. Migiro ha anche parlato dell'iniziativa globale per combattere il traffico di esseri umani e le moderne schiavitu' che l'ONU lancera' alla fine di quest'anno a Vienna.

    Il presidente dell'Assemblea generale ONU, Sheikha Haya Rashed Al Khalifa, ha detto "Non posso immaginare un crimine più terribile che la vendita delle donne e dei bambini da sfruttare ed abusare" ed ha ricordato che tali crimini privano le vittime della loro liberta', ma anche della dignita' e dei diritti. Citando la portata globale del traffico, ella ha dichiarato che ha effetto su milioni di persone, specialmente quelle nei Paesi poveri e che si tratta di una industria da miliardi di dollari che porta finanziamenti al crimine organizzato.

    Ricordando gli strumenti giuridici internazionali esistenti, quale il protocollo del 2000 (entrato in vigore nel 2003) per prevenire, sopprimere e punire il traffico, particolarmente di donne e bambini, ha detto che tali accordi devono essere applicati efficacemente. Inoltre, Sheikha Haya ha suggerito di sensibilizzare localmente al problema, ma anche di agire sullo sviluppo dei Paesi poveri - sia economicamente che culturalmente - per eliminare il bacino di coltura di questi traffici.

    Secondo i dati dell'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) 120 milioni di bambini dai 5 ai 14 anni in tutto il mondo sono oggi sfruttati nell'accattonaggio o nella prostituzione, il 43% delle persone vittime di traffico all'interno o all'esterno dal loro Paese sono sfruttate sessualmente, mentre un'altra elevata percentuale di esse e' costretta al lavoro forzato come conseguenza della tratta. Due milioni di donne sono ridotte in schiavitu' ogni anno e costrette a prostituirsi. Un quarto di esse finiscono in Europa, 50.000 in Italia.

    Il Rapporto 2005 su Crimine e Sviluppo in Africa dell'Ufficio ONU sulla droga ed il crimine ritiene che ogni anno dai 200.000 ai 300.000 bambini siano vittime della tratta per il lavoro forzato o lo sfruttamento sessuale nella sola Africa occidentale e centrale. Il Consiglio d'Europa stima che gli introiti dei trafficanti raggiungano ogni anno i 10 miliardi di dollari.

    In tutto questo movimento umano l'occidente ha gravissime responsabilita' in quanto fornitore della 'domanda', anche se alcuni di tali crimini si consumano e chiudono il loro ciclo all'interno degli stessi Paesi poveri di provenienza, come nel caso dei bambini soldato.

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