TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 08/03/2007 8 marzo festa della donna . Napolitano : ancora discriminazioni (Elisa Mabrito, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

    Ricerca personalizzata

    Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, la celebrazione della "Festa della Donna 2007, dedicata quest'anno al tema specifico "Donne per le Donne". Erano presenti fra gli altri il Vice Presidente della Camera dei Deputati, on. Giorgia Meloni, e le ministre Barbara Pollastrini, Giovanni Melandri, Emma Bonino, Livia Turco, Rosi Bindi e Linda Lanzillotta.

    Nel suo discorso il Presidente Napolitano ha richiamato l'articolo 3 della Costituzione, dicendo che "l'obbiettivo da perseguire è quello di 'rimuovere gli ostacoli' che 'impediscono il pieno sviluppo della persona umana', senza distinzione di sesso e di razza, il pieno sviluppo, dunque, delle aspirazioni e dei talenti delle donne nella loro generalità. Non altro può essere il senso delle iniziative per l'8 marzo, che nel propugnare e promuovere le pari opportunità di genere, si collocano nel 2007 nella eccezionale cornice dell'Anno Europeo delle pari opportunità per tutti".

    Secondo il capo dello Stato, "sono in giuoco questioni di libertà e di democrazia, e questioni di crescita e progresso della società italiana... Dinanzi alle sfide della competizione globale, studi recenti ci dicono che sono i paesi in cui lo squilibrio tra uomini e donne nell'occupazione, nelle carriere, nelle remunerazioni è più basso, quelli che hanno più successo: sono quei paesi i più prosperi e i più competitivi. Non a caso la Commissione Europea ha affermato che 'la parità tra donne e uomini è una condizione necessaria anche per il conseguimento degli obiettivi di crescita, occupazione e coesione sociale' dell'Unione".

    "E' vero - ha poi sottolineato il presidente Napolitano - che il tasso di occupazione delle donne italiane sta crescendo un po' più rapidamente di quello degli uomini, ma lo squilibrio è ancora altissimo, uno dei più alti in Europa. L'occupazione femminile italiana è ancora ben lontana dall'obiettivo del 60% previsto dal Consiglio di Lisbona del 2000 per il 2010. Le donne italiane sono troppo poco occupate e, quando lo sono, fanno assai più fatica degli uomini ad avanzare in tutte le sfere di attività: dalle imprese private, alla pubblica amministrazione, alla politica, come ben sanno le pattuglie, solo pattuglie, di elette nel nostro Parlamento". Ma oltre alla difficolta' per le donne di raggiungere ruoli di alta responsabilita' in politica, ha sottolineato il presidente, permangono discriminazioni di carriera e salariali sul lavoro.

    Napolitano ha poi ricordato che "Grave e intollerabile è il fenomeno delle violenze sulle donne. Violenze sessuali, fisiche, psicologiche. E spesso - ci dicono le indagini ISTAT - autori dei soprusi sono partner e persone conosciute dalle vittime; troppo spesso violenze e maltrattamenti si compiono dentro le famiglie. Di conseguenza, accade che molte volte le donne colpite non sporgano denuncia: errore fatale". "Perché la situazione cambi, perché le donne godano davvero di pari opportunità, perché cessino sfruttamenti e violenze" - ha detto il presidente - "è necessario un robusto tessuto normativo".

    Tuttavia le leggi non bastano, ha aggiunto il presidente: "E' indispensabile un impegno collettivo, un impegno fortissimo di educazione - fin dai primi gradi del sistema d'istruzione - al rispetto della donna, alla cultura della non violenza, al principio della parità. Se non si crea, innanzitutto tra i ragazzi, tra i giovani, nelle scuole e nel paese un nuovo costume civile, tale da sconfiggere le posizioni più incolte e le pulsioni più rozze, la battaglia della sicurezza, della piena serenità e dignità per le donne non può essere vinta".

    Al termine del suo discorso, il Capo dello Stato ha consegnato le insegne delle onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana ad un gruppo di donne distintesi nella cultura, nella scienza e nel sociale. Sono state nominate Grande Ufficiale Giuliana Massari, Fondatrice di Telefono Rosa e due operatrici per i diritti delle donne - anche quello di voto -, Maria Luisa Ombra, e Luciana Viviani. Il titolo di commendatore e' stato conferito a Paola Barbieri, Presidente della Fondazione Risorsa Donna, che ha promosso lo strumento del microcredito a favore delle donne immigrate, a Daniela Del Boca, Direttore del Centro di studi sull economia della famiglia, a Silvia Franceschi, Oncologa, responsabile del Gruppo Infezioni e Cancro dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione, che ha studiato i metodi di prevenzione del tumore al collo dell'utero. Riconoscimenti anche a suor Rita Giaretta, delle Orsoline, impegnatasi per la protezione e il reinserimento di giovani donne immigrate vittime della tratta e ad Elena Miroglio, che ha contribuito con una linea di abbigliamento per taglie forti a contrastare lo stereotipo della donna grissino.

  • Archivio Diritti
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO