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  • 17/08/2007 Cina : vicepresidente europarlamento , boicottiamo olimpiadi Pechino (Gabriella Mira Marq, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    La Gran Bretagna si schieri per il boicottaggio dei giochi olimpici in Cina in risposta alle violazioni dei diritti umani di Pechino.

    La richiesta a Gordon Brown proviene dall'europarlamentare conservatore britannico Edward McMillan-Scott, vicepresidente del parlamento UE, il quale ha parlato di evidenza di "persecuzione e genocidio" in Cina (il riferimento e' al Tibet ed ha detto che i Paesi UE dovrebbero considerare l'ipotesi di tirarsi fuori dai Giochi per mandare un chiaro messaggio a Pechino. In una dichiarazione, McMillan-Scott ha commentato: "credo che ciascuno abbia il diritto di praticare una religione di sua scelta sena persecuzioni, imprigionamenti o torture" ma, ha ricordato, "Cristiani, Buddisti - specialmente in Tibet - e Musulmani sono tutti perseguitati".

    Da mesi e' in atto - soprattutto da parte di organizzazioni a sostegno dei diritti dei Tibetani - in Italia e nel Mondo una campagna per il boicottaggio dei giorchi olimpici cinesi. Il gigante orientale, che ha sempre praticato il pgno di ferro con dissidenti politici e comunita' religiose non allineate al governo, continua infatti con le politiche repressive noostante le promesse di rispettare maggiormente i diritti umani fatte in sede di Comitato olimpico per ottenere l'assegnazione dei giochi.

    Secondo quanto riferiscono i media governativi cinesi, la campagna condotta nella regione autonoma dello Xinjiang occidentale contro i 'tre mali' - estremismo religioso, separatismo e terrorismo - continua e ha portato l'anno scorso a numerosi arresti di appartenenti alla minoranza Uygur turcofona e musulmana; oltre ai Musulmani, anche i Cristiani di qualsiasi denominazione che non accettino di registrarsi come adepti di una delle chiese riconosciute da Pechino subiscono violente persecuzioni; gli abitanti della cosiddetta 'Mongolia interna' sono trattati come sudditi e forzati ad abbandonare i territori in cui abitano per cercare rifugio in Mongolia, mentre il Tibet subisce da quasi mezzo secolo una forzosa campagna di sinizzazione.

    Il relatore speciale dell'ONU dal 2000 ha contestato al Governo cinese 314 casi di presunta tortura, i quali riguardano oltre 1.160 persone, cui secono una mozione approvata nel dicembre scorso dalla Camera dei deputati italiana, e' da aggiungersi "un caso presentato nel 2003 che riportava in dettaglio presunti maltrattamenti e tortura di migliaia di praticanti del Falun Gong, molti dei quali avvenuti nei campi di 'rieducazione attraverso il lavoro, i cosiddetti laogai, e negli ospedali psichiatrici". La mozione ricordava che il 6 luglio 2006 e' stato pubblicato il "rapporto sulle denunce d'espianto d'organi ai praticanti del Falun Gong in Cina", risultato di un'indagine indipendente condotta in Canada dall'avvocato David Matas e dall'ex membro del Parlamento David Kilgour, secondo i quali "da alcuni anni stata attuata una raccolta su larga scala d'organi a praticanti del Falun Gong e che questa pratica criminale continua tutt'oggi".

    L'Unione europea ha stabilito quale sanzione un embargo sulle armi alla Cina dopo la repressione di Tienanmen del giugno 1989. Posizione ribadita dal Parlamento europeo - che si e' pronunciato severamente anche sulla questione del Tibet e di Taiwan - anche nel settembre 2006.

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