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  • 21/11/2011 Indignati d'Italia, un esordio che fa perdere credibilità al movimento! (Oreste De Pietro, internet)

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    Il movimento degli indignati è un fenomeno interessante e può svolgere una funzione importante nella costruzione di nuovi modelli sociali ed economici, favorendo la partecipazione democratica di tanti cittadini, soprattutto dei più giovani, che non si risconoscono nelle attuali aggregazioni politiche  e partitiche.

    Mi sono trovato (casualmente) a Madrid a fine maggio nella grande piazza di Puerta del Sol ed ho apprezzato la civiltà dell'iniziativa e lo stile di confronto aperto e costruttivo in uno stile nonviolento (e devo dire che si respirava un'aria di allegria e simpatia!).

    Certo in Italia l'esordio non è stato dei migliori: alcune settimane fa a Roma la manifestazione è degenerata in azioni di violenza che né il movimento né le forze dell'ordine sono riusciti ad arginare provocando danni enormi in vari punti della città e da ieri sono iniziate proteste e contestazioni rivolte al nuovo governo Monti, prima ancora che presentasse il suo programa al Parlamento e ne ottenesse la fiducia!!!

     PECCATO! Gli indignati hanno perso e bruciato una grande occasione: poter dimostrare che sono portatori non solo di indignazione fine a se stessa, ma di proposte concrete sulle quali misurarsi con la classe politica e con chi ci governerà nei prossimi mesi.

    Se si protesta a vuoto si rischia (anzi ormai non è più un rischio ma un'evidenza oggettiva!) di far perdere credibilità ad un movimento che potrebbe diventare un interlocutore privilegiato anche con le Istituzioni (a livello nazionale e nei vari territori), ma che in questo modo rivela soltanto un approccio ideologico e pregiudiziale verso categorie di cittadini e di politici.

    Com'è possibile criticare un governo che non si è ancora insediato? Perché demonizzare a priori e in maniera generalizzata persone e contesti, anziché dialogare e ragionare insieme su prospettive di sviluppo a partire dalla definizione di nuovi criteri di distribuzione delle risorse, dalla riforma dell'attuale sistema fiscale, da un cambiamento nei rapporti di lavoro, da una vera e concreta sostenibilità ambientale, da politiche sociali ed economiche più eque e più giuste... insomma proprio a partire dai valori che il movimento porta a avanti?!

     Indignati d'Italia, indignamoci anche contro chi toglie una speranza a quanti hanno visto in questo movimento uno spazio di espressione libera e matura, ma che oggi rimane profondamente deluso da attacchi ad un governo che ancora non c'è ed a persone che ancora non sono neanche entrati nel proprio ufficio di ministro! L'indignazione è salutare quando è credibile!

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