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  • 12/10/2012 Disabilità: monta la protesta contro la stretta sulla legge 104 (Sabrina Bergamini, twitter @sabrybergamini, http://www.helpconsumatori.it)

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    Monta la protesta contro la stretta prevista dal Governo sui permessi per l’assistenza ai familiari disabili.  La bozza che circola sulla stretta alla legge 104/92 e sui permessi di chi assiste familiari malati o con handicap sta suscitando preoccupazioni e tensioni, perché prevede che la retribuzione sia piena solo se il permesso viene fruito per patologie del dipendente o per l’assistenza a figli e coniuge. Se l’assistito è un altro familiare – il caso più diffuso è quello del genitore malato o disabile – lo stipendio della giornata verrà dimezzato e si manterrà intera solo la contribuzione figurativa. La protesta dei cittadini sta montando.

    La norma riguarda solo i dipendenti pubblici e non i privati (fra costoro il ricorso ai permessi della 104 è molto inferiore). Si legge in una bozza parziale del ddl, di cui Help Consumatori è in possesso: “I permessi fruiti ai sensi dell’art. 33 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto dai dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001, ad esclusione di quelli richiesti per patologie del dipendente stesso o per l’assistenza ai figli o al coniuge, sono retribuiti al 50% ferma restando la contribuzione figurativa”. Lo stipendio verrebbe dunque dimezzato in caso di assistenza ad altri familiari, quali genitori o fratelli.

    La norma finirebbe per colpire soprattutto i lavoratori che usufruiscono dei permessi per assistere i propri genitori. Un approfondimento, sulla base delle notizie a disposizione e in attesa di testi ufficiali, c’è sul sito HandyLex: il ddl interessa solo i dipendenti pubblici e non i lavoratori del settore privato e riduce la retribuzione al 50% per l’assistenza di familiari diversi da figli e coniugi o da chi fruisce in proprio dei permessi. Il sito propone anche una quantificazione della platea di dipendenti pubblici che hanno usufruito dei permessi della 104, con dati aggiornati al 2010: “Su 3.311.582 dipendenti pubblici, nel corso del 2010 hanno fruito di permessi ai sensi della Legge 104/1992, 244.997 lavoratori, il che rappresenta il 7,4 % del totale (dei dipendenti pubblici). Nello stesso anno sono state fruite 4.835.263 giornate di permesso per un costo a carico dello Stato di 725.289.450 euro”.

    Valutare quanto si risparmierebbe dal provvedimento inserito nel ddl stabilità è piuttosto difficile e comunque il risultato darebbe esiti modesti: “Una nostra stima prudenziale, cioè che l’effetto prodotto sia il più favorevole possibile all’erario, assesta il risparmio annuo effettivo attorno a 100 milioni euro, quindi piuttosto modesto rispetto agli effetti che produce”, si legge nell’approfondimento di HandyLex.

    C’è già chi fa notare che un provvedimento di questo genere sarebbe anche a rischio di costituzionalità. Lo fanno gli stessi lettori di Help Consumatori, che stanno affollando di commenti indignati la notizia sul provvedimento: il riferimento è alla sentenza n. 19/2009 della Corte Costituzionale, che dichiara l’illegittimità di un decreto legislativo (art 42 comma 5 del decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151) “nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto il figlio convivente, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave”.

    Sul nostro sito, i commenti sono numerosissimi e narrano di storie dolorose, di familiari che assistono genitori e fratelli, con grande difficoltà e grandi sacrifici, ma anche con grande amore, dignità e rispetto per la famiglia. È una platea di persone profondamente indignata dal provvedimento che si intende varare, specialmente in un contesto di sprechi e scandali lontani anni luce dalle difficoltà che le singole famiglie spesso si trovano ad affrontare, da sole.

    Basti leggere, una per tutte,  la testimonianza di Antonella, che ha quattro disabili in famiglia e usufruisce dei permessi per assistere i fratelli: “Vorrei ricordare che un disabile necessita di assistenza non per 3 giorni al mese, ma per 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Le Asl non hanno fondi per aiutare le famiglie ed anche la frequenza ad un centro diurno necessita di un contributo economico da parte della famiglia. Il testo della nuova legge di stabilità prevede per i giorni di permesso, il taglio del 50% della retribuzione, fermo restando la contribuzione figurativa.. Ma stiamo scherzando??? Tra l’altro trovo discriminatoria la modifica di una legge NAZIONALE che riguarda lavoratori privati e pubblici a solo discapito dei dipendenti pubblici. Chi ha la sfortuna di avere un disabile da assistere deve avere gli stessi diritti. Ho paura che presto ci troveremo tra capo e collo una legge che preveda di “gettarli giù dalla rupe” come succedeva in passato”.

    Sono partite anche iniziative di protesta in proprio. Pamela ad esempio ha promosso la petizione online “No alla stretta sulle legge 104/92 per i disabili” in cui si legge : “Firmare questa petizione è un atto di giustizia. Il Governo italiano, con il fine di far quadrare i conti, ancora una volta ha colpito i più deboli, in questo caso, i disabili e gli invalidi, che sono i destinatari delle cure di chi usufruisce dei permessi della legge 104/92. Con la nuova legge di stabilità ci sarà una stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap. La retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l’assistenza ai figli o al coniuge. Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili”. Ed è una petizione importante, prosegue il testo online, perché “chi ha la legge 104 non è un privilegiato, è una persona che fa il suo dovere con coscienza, anche quando le istituzioni sono latitanti”.

    Sintetizza Carlo Giacobini, responsabile legislativo della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (FISH) e direttore di HandyLex: “Una misura del genere, se prevista in questo modi e nei testi che stanno circolando, oltre a creare disparità di trattamento fra dipendenti pubblici e privati fra chi assiste persone con disabilità, fa un taglio lineare che ha una scarsa efficacia economica. Nostre stime dicono che si risparmiano un centinaio di milioni di euro su 725 milioni. La misura è scarsamente efficace in termini di risparmio economico. Fra l’altro taglia il 50% ma lascia i contributi figurativi integri. E crea una sperequazione”.

    Le associazioni di persone con disabilità sono in preallarme e sono pronte alla mobilitazione, in attesa di capire cosa accadrà. Dalla FISH fanno sapere di essere in allerta, nell’attesa di vedere la bozza ufficiale che verrà inviata alle Camere. Le associazioni agiscono in rete e sono pronte a una mobilitazione contro un provvedimento che si annuncia punitivo per quanti assistono genitori, fratelli, suoceri malati, spesso da soli e senza l’aiuto delle istituzioni. 

    a cura di Sabrina Bergamini

    twitter @sabrybergamini

    http://www.helpconsumatori.it

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