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  • 26/07/2008 Disinformazione di Casta (http://www.antoniodipietro.com)

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    disinformazione_casta.jpg

    Pubblico il video ed il testo del mio intervento di ieri in piazza a Pescara.

    "Grazie soprattutto per la pazienza di stare ad ascoltarci nonostante sia una bella serata in una bella città, in una bella località anche di turismo. Grazie, ma non sentivamo il bisogno di venire qui subito per confrontarci con voi, per assumerci le nostre responsabilità e per dirvi come la pensiamo, in modo che possiate sapere come stanno le cose secondo il nostro punto di vista e valutare di conseguenza. Lo dico perché non vorrei che dopo tutto quello che è successo qui si debba ancora continuare a decidere la politica abruzzese in qualche segreta stanza del potere, in una divisione di pagnotta alle spalle dei cittadini. Se è successo quello che è successo è perché cambiando il governo da una coalizione all'altra i metodi non sono cambiati. Neanche le persone che ci stavano dietro sono cambiate.

    E' cambiato il percettore, ieri a te e domani a me, ma chi tirava le fila era sempre lo stesso. Bisogna ragionare un po insieme, e allora vi dico come intendo dividere questo mio intervento. Innanzitutto intendo fare un analisi di quello che è successo e perché, in secondo luogo un analisi storica e di cronaca, infine intendo dirvi cosa vogliamo fare noi dell'Italia dei Valori, come e con chi, in modo che voi possiate saperlo da noi e non attraverso i giornali di domani, perché domani leggerete sui giornali che “io non dico, che non ho detto, che non lo sto vivendo in questo modo, ma che domani cosi sarà raccontato”, perché se tanto mi da tanto qui è un po come quello che è successo a Piazza Navona.

    A Piazza Navona, chi in un modo e chi in un altro, i comici hanno fatto i comici, che devono fare? E' da troppo tempo che i politici fanno i comici, è quello il problema, lasciando i comici fare politica. Ma il problema di Piazza Navona qual'era? La denuncia pubblica di persone che sono andate al governo e si fanno le leggi per conto proprio. Nessuno parla di quello, ma tutt'altro. Domani diranno che oggi Di Pietro è venuto ad uccidere il Partito Democratico. Non è questo il problema, non è ammazzare questo o quel partito, anche perché qui di partiti che possono dire “non c'entro” ce ne sono davvero pochi, ecco perché qui in piazza sono davvero pochi quelli che hanno il coraggio di venirci, e soprattutto perché non è vero che la colpa è dei partiti.

    La colpa è delle persone, che a volte vanno con un partito, a volte con un altro, una volta mangia da una parte e poi dall'altra. Il problema non è dei partiti, perché in ogni partito ci sono delle persone che non solo fanno il loro dovere, ma danno la vita. Ci sono persone che sono morte ammazzate in nome della politica, da Moro, a Pio La Torre, a Mattarella e quanti altri.
    Smettiamola di dire che la colpa è di questo o quel partito, io non sono venuto qui contro uno o contro l'altro. Sono venuto qui per assumermi le mie responsabilità perché è tempo che chi fa politica si assuma le proprie responsabilità.

    Noi dell'Italia dei Valori l'abbiamo detto da tempo come andavano le cose in Abruzzo e che c'era la necessità del ricambio generazionale della classe politica, perché bisogna cambiare le facce. Tutti vengono a dirmi come parlo male l'italiano, come non si fa capire, ma loro le facce le hanno cambiate o no? Io parlerò male l'italiano, ma non hanno risolto il problema. Si sposta l'attenzione, e allora noi abbiamo ritenuto nostro dovere venire qua a spiegare come la pensiamo su quello che è successo e su quello che vogliamo fare. Penso sia giusto, perché questa è trasparenza, questa è politica.
    Ci dicono che noi facciamo antipolitica perché andiamo nelle piazze. L'antipolitica è quella di chi si frega i soldi, non io che sto a dialogare con voi. Antipolitica è quella di coloro che usano i soldi dello Stato per farsi gli affari propri e per spartirseli tra di loro.

    Che cosa è successo in Abruzzo? Capiamoci, le responsabilità penali se le vede il magistrato. Non sono venuto a parlarvi delle responsabilità penali di Giovanni, di Nicola, di Francesco o di Maria. Quelle sono cose che riguardano il magistrato, ma qui c'è una responsabilità politica grossa come una casa: un sistema che già si conosceva e che nessuno ha voluto risolvere, lasciando che chi voleva approfittarne potesse farlo. Questo è il fatto politico, ed è avvenuto perché in Abruzzo è accaduto quello che sta accadendo in Italia e a tutti i livelli, vale a dire un senso d'impunità di chi sta nelle istituzioni. Sanno che tanto la si può farla franca, perché si sospendono i processi, perché si tolgono i fondi alle forze di polizia, perché si accorciano i tempi processuali, perché si rende più difficile amministrare la giustizia, e perché ritengono che la colpa è sempre dei magistrati facendo un teorema.

    Non so se vi siete resi conto. Appena è iniziata l'inchiesta in Abruzzo mi sembra di stare in un altra società. I politici stanno facendo a gara a mandare i pizzini in carcere, a dare solidarietà a questo e a quell'altro. Ma qualcuno che venga a dare solidarietà a questi magistrati che stanno lavorando no? Neanche erano finite le misure cautelari che dall'estero Berlusconi già lo ritiene un teorema. Ma aveva letto qualche carta? Lo dice a prescindere.

    Lo dico adesso a voi perché possiate ricordarvi quando i giornali di regime attaccheranno ancora. Sapete cosa succederà alla fine di questa inchiesta? Che alcuni saranno prosciolti, com'è giusto che sia, perché alla fine dell'inchiesta si vede se qualcosa hanno commesso o non hanno commesso. Altri verranno rinviati a giudizio e seguiranno il loro corso. Appena uno viene prosciolto diranno: “Avete visto come quel povero Cristo è stato incriminato ingiustamente?”. No, il giudice non l'ha incriminato, ma ha fatto un accertamento per vedere se è stato truffato pure lui o se ci sta dentro. In una giunta, in un organo dove ci sono dieci persone a governare, non c'è bisogno che tutti siano d'accordo. Può essere che cinque siano d'accordo e alle altre cinque gli viene raccontato in un altro modo. Ci sono anche delle persone che in buona fede prendono delle decisioni perché qualcun altro le raggira, e l'inchiesta serve proprio per accertare questo. Quando alla fine del processo qualcuno viene assolto e qualcuno viene condannato non è che il giudice ha sbagliato, ma ha dovuto fare degli accertamenti prima per vedere chi aveva ragione e chi aveva torto.

    Ve lo dico qua perché ormai mi sono abituato a parlare a voi direttamente, perché leggo sempre un altra storia sui giornali."

    25/07/2008 Abruzzo: cambiamo le facce (http://www.antoniodipietro.com)

    cambiamo_facce_abruzzo.jpg

    Dopo tutto lo tsunami giudiziario che è successo in Abruzzo, siamo qui per vedere il da farsi. Sia chiara una cosa: in Abruzzo è successo ciò che sta succedendo in tutte le regioni nel settore sanità.

    Non esiste la coalizione di destra e la coalizione di sinistra. C'è un trasversalismo della mazzetta, un federalismo della mazzetta che da quando il federalismo della sanità ha trasferito le risorse dallo Stato alle regioni si sono trasferite pure le mazzette dallo Stato centrale allo Stato regionale.

    Al di là delle responsabilità personali, in quanto giudiziarie, c'è una responsabilità politica grande come una casa. Da qui in Abruzzo, da dove vi sto parlando, i giudici stanno accertando cose incredibili, peggio della Tangentopoli milanese, che coinvolge tutti i partiti da centrodestra a centrosinistra. Sono cambiate anche le coalizioni al governo, da destra a sinistra, ma coloro che gestivano i soldi sono rimasti sempre gli stessi, pagando prima una parte e poi l'altra.

    Cosa dobbiamo fare ora? Dobbiamo procedere al ricambio generazionale della classe dirigente. E' da tanto che lo dice l'Italia dei Valori. Se non cambi le facce non cambi il modo di fare politica.

    In Abruzzo ci stanno chiedendo se ci mettiamo con uno o con l'altro partito. Non ci interessa metterci con le sigle. Ci interessa metterci con le persone, e quindi ci rivolgiamo alla società civile affinché costruiamo assieme una classe politica nuova, con le mani pulite, per ridare dignità ad una regione e portarla come esempio alle altre regioni dove sono già scoppiati altri scandali in materia di sanità o che stanno per scoppiare.

    Ecco perché in questo momento non è importante stare con questo o con quel partito, ma stare con delle persone perbene che decidono di scendere in politica per evitare di ridarla in mano sempre alle stesse persone.


    Leggi anche:
    Servi silenziosi (www.italiadeivalori.it)



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