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  • 12/12/2017 Mustier: “Pronti ad aumentare i dividendi di Unicredit” (La Stampa Economia,FRANCESCO SPINI INVIATO A LONDRA)

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    Dopo un anno l’ad fa il bilancio del piano di trasformazione: «Entro il 2019 diminuiremo i crediti deteriorati di ulteriori 4 miliardi». Su Mediobanca: «Siamo probabili venditori»

    A un anno dal lancio di «Transform 2019», il piano di rilancio partito con l’aumento di capitale da 13 miliardi, Unicredit accelera sul dividendo. In un incontro a Londra, l’ad del gruppo, Jean Pierre Mustier, ha annunciato ad analisti e investitori che per l’esercizio 2019 «abbiamo deciso di incrementare il nostro dividendo» passando da una distribuzione del 20% al 30% degli utili. Inoltre dopo il 2019 quello che in gergo finanziario si chiama «dividend payout» sarà ulteriormente aumentato fino al 50% «non appena avremo la conferma degli effetti degli impatti regolamentari», calcolati dal gruppo in modo da mantenere il principale indicatore patrimoniale, il Cet1 ratio, «a un livello maggiore del 12,5 per cento». 

    Non solo Mustier alletta gli azionisti con cedole più generose, ma procede con passo più spedito anche nella riduzione del profilo di rischio del gruppo: i crediti deteriorati (i cosiddetti Npl) saranno ridotti di altri 4 miliardi entro il 2019. «Il nostro portafoglio di crediti deteriorati della divisione “non core” sarà azzerato entro il 2025 senza ulteriori costi aggiuntivi per la banca», ha assicurato Mustier. Sempre in tema Npl, la banca ha annunciato «un passaggio cruciale del piano della propria riduzione della propria posizione nel portafoglio Fino, al di sotto del 20%» dal 49,9%, si legge in una nota.  

    In Fino sono state segregate posizioni dubbie del valore, al 30 giugno, di 16,2 miliardi e ora, la discesa di Unicredit, nei veicoli di cartolarizzazione di Fortress e Pimco è avvenuta grazie ad accordi di vendita con Generali e con alcuni fondi gestiti da King Street Capital Management a un prezzo non reso noto, ma che dovrebbe essere attorno al 13%, livello a cui era stata accreditata la prima transazione. Unicredit ha anche richiesto la garanzia statale (Gacs) sulla tranche senior di uno dei veicoli. Su Fino, ha puntualizzato Mustier, «non ci sono ulteriori accantonamenti e l’operazione non è sotto nessun tipo di esame approfondito da parte della Bce», smentendo così recenti indiscrezioni.

    C’è poi il capitolo delle partecipazioni, la più importante delle quali è rappresentata da Mediobanca. «Per noi è una partecipazione finanziaria, quando il prezzo supererá quello di carico vedremo il da farsi, ma saremo probabili venditori», ha specificato Mustier. Nessuna intenzione, invece, di avviare una campagna di acquisizioni, «il nostro è un piano di crescita organica. Al limite valuteremo opportunità per comprare portafogli di crediti in bonis» per acquisire nuovi clienti in mercati non ancora maturi, escludendo quindi l’Italia. 

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