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11/09/2006 La Pillola del Giorno dopo. Solidarietà con Viale contro il Procedimento dell' Ordine dei Medici (Vincenzo Donvito, www.aduc.it)

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Il ginecologo Silvio Viale dovra' comparire davanti all'Ordine dei medici il prossimo 6 novembre perche' sarebbe colpevole di aver compilato delle ricette mediche davanti alle scuole per prescrivere la pillola del giorno dopo: in base al codice di deontologia medica avrebbe violato il dovere di prescrizione, il principio di competenza, il dovere di informazione in materia di contraccezione, con lesione dell'immagine e del decoro della professione.
Stiamo parlando di un farmaco che, preso dopo un rapporto sessuale a rischio, impedisce l'ovulazione, gia' in distribuzione senza ricetta da diverso tempo in Paesi come Francia e Gran Bretagna e di recente anche negli Usa, e che secondo l'Oms non ha controindicazioni ed effetti collaterali minimi. Un farmaco al livello di tanti altri cosiddetti da banco (che oggi si acquistano anche in Italia al supermercato), con –come fa sapere lo stesso dr Viale- tossicita' molto bassa, senza necessita' di accertamenti medici, nessuna dipendenza, nessuna interazione farmacologica di rilievo, nessun pericolo in caso di assunzione impropria; insomma meno pericoloso di qualsiasi analgesico disponibile senza ricetta.
In materia c'e' gia' un pronunciamento favorevole del ministro della Salute Livia Turco. L'on. Donatella Poretti ha presentato di recente anche una interpellanza per sollecitare la messa in commercio senza ricetta (http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=152017).
Una situazione, quindi, in cui l'unico aspetto anacronistico sembra essere quello dell'Ordine dei medici che, tra l'altro, contro il dr Viale si fa sentire solo ora dopo che sono anni che il nostro fa azioni di questo tipo davanti alle scuole in varie parti d'Italia. Per quanto ci riguarda e' una conferma dell'inutilita' e la dannosita' degli ordini professionali, organismi corporativi che impediscono un sereno e semplice rapporto dei professionisti coi loro assistiti oltre che limitare, in nome di un presunto quanto inutile decoro, la diffusione, lo sviluppo e la conoscenza della medicina.
Per questo siamo accanto al dr Viale, non solo solidarizzando con lui contro l'azione del suo ordine, ma incoraggiandolo e sostenendolo a seguitare nella sua azione di civilta' medica e giuridica.

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