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02/10/2006 Le Nostre Donne ce le violentiamo noi (www.comedonchisciotte.org)

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Negli Stati Uniti ogni 15 secondi viene aggredita una donna. Immaginiamo che il Sommo Calderoli, leggendo questo dato fornito dalla facoltà di legge di Harvard, comincerebbe a prendersela coi "bingo bongo", gli "zingari" o i "terroni". In realtà avrebbe - come spesso gli accade - torto marcio. In genere il colpevole delle aggressioni è il coniuge. Come in Gran Bretagna, dove ogni anno una donna su dieci viene picchiata a sangue dal partner o in Canada e in Israele, dove per una donna è più probabile essere uccisa dal proprio compagno che da un estraneo. In Russia, un omicidio su cinquanta è compiuto dal marito nei confronti della moglie. In Svezia ogni dieci giorni una donna muore in seguito agli abusi subiti da parte di un familiare o di un amico. E nell'Italia di Berlusconi l'80% degli omicidi ha avuto come vittima una donna.

Per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità: ancor più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra. Questo dato sconvolgente (1), proveniente da una ricerca della Harvard University, apre il rapporto sulla violenza contro le donne nel mondo diffuso in questi giorni dal "Panos Institute" di Londra, un'organizzazione non governativa che si occupa di problemi globali e dello sviluppo.

Nonostante l'evidenza dei dati, la tendenza è sempre quella di cercare capri espiatori diversi per colore, lingua e tradizioni. Una pratica antica e razzista, che implica l'affermazione del maschio DOC ("le nostre donne ce le violentiamo noi"). Su questi temi abbiamo chiesto l'opinione di Marilena Adamo, capogruppo dell'Ulivo a Palazzo Marino, da anni schierata sul fronte della difesa dei diritti delle donne. (video-intervista http://www.onemoreblog.org/archives/012895.htm)

Fonte: http://www.biraghi.org/
Link: http://www.onemoreblog.org/archives/012895.htm

Note:
1) http://www.repubblica.it/online/volontariato/donne/donne/donne.html

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