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  • 12/04/2007  Portogallo, il presidente firma la legge: l’aborto sarà più facile (Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

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    Dopo il referendum dello scorso febbraio e la votazione parlamentare di marzo, è arrivata la promulgazione da parte del capo dello stato: la nuova legge entrerà presto in vigore.

    Alla fine, è arrivato anche l’ok del presidente portoghese Anibal Cavaco Silva, che ha firmato la legge sull'aborto approvata il mese scorso dal Parlamento: il paese lusitano avrà dunque una nuova normativa in materia di interruzione volontaria della gravidanza non appena il provvedimento sarà pubblicato, nel giro di una trentina di giorni, sulla Gazzetta Ufficiale. Con la firma sono arrivate anche alcune raccomandazioni, che tendono a limitare gli effetti della nuova normativa: difficilmente ci riusciranno.

    Il capo dello stato ha infatti chiesto una serie di misure per scoraggiare il ricorso all'interruzione di gravidanza, definendo l'aborto "un male sociale da evitare": Cavaco Silva ha affermato che alle donne che chiedono di effettuare un'interruzione di gravidanza dovrebbe essere mostrata un'immagine a ultrasuoni del feto, e che dovrebbe essere concesso ai medici obiettori di consigliarle. Le donne inoltre devono essere informate sulla possibilità di un'adozione per il loro bimbo e sulle conseguenze psicologiche e fisiche di un aborto. Il presidente conservatore ha invitato il governo, inoltre, a valutare gli effetti della legge per essere sicuri che non ci sia un forte aumento del numero di interruzioni. Obiettivo: trovare "un ragionevole equilibrio tra i numerosi punti di vista". Le autorità, insomma – è il suo pensiero - devono garantire ispezioni regolari ed approfondite nelle cliniche private autorizzate a effettuare gli interventi, ha auspicato il capo di Stato portoghese, chiedendo inoltre di vietare le eventuali pubblicità che possono incoraggiare gli aborti. Il governo, infine, dovrebbe migliorare l'educazione sessuale e le politiche famigliari. In un messaggio sul sito internet della presidenza, Cavaco Silva ha sottolineato che non può restare indifferente al fatto che il 59,2% dei portoghesi si sono espressi a favore della legalizzazione dell'aborto nelle prime dieci settimane di gravidanza, ma sottolinea al tempo stesso che i legislatori dovranno adesso regolamentare la nuova legge in modo da “assicurare un ragionevole equilibrio tra i diversi interessi presenti”.

    Il parlamento aveva approvato la legge con i voti del Partito socialista di governo nonché del Partito comunista (Pcp), del Blocco di sinIstra (Be), dei Verdi e di 21 deputati del Partito socialdemocratico (Psd, conservatore), al quale appartiene il presidente Cavaco Silva. Contro si erano espressi il Centro democratico sociale (Cds, destra), 50 deputati del Psd, e 2 del Partito socialista. La votazione aveva fatto seguito al referendum consultivo di febbraio che non aveva ottenuto il quorum del 50% dei votanti, anche se fra chi si era recato alle urne il “si”aveva ottenuto il 60% dei voti: una condizione che aveva dato al governo socialista la legittimazione popolare per proporre il progetto in parlamento, anche perché – peraltro – la Chiesa cattolica aveva invitato durante la campagna elettorale a votare “no”, e non ad astenersi.

    La precedente legge, che permetteva l'aborto entro le prime 12 settimane di gravidanza solo se un parere medico accertava gravi rischi per la salute della madre, era tra le più restrittive d'Europa. Quella che entrerà in vigore a breve è invece una fra le più permissive, perché non lega l’autorizzazione all’aborto ad alcuna particolare condizione, se non quella temporale (entro le dieci settimane di gestazione).

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