TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 08/03/2008  Festa delle donne. L'appello di Amnesty: basta violenza sulle bambine (Simone Baroncia, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata

    “I governi non attuano il diritto delle bambine all’istruzione. Il fatto che le istituzioni non siano in grado di affrontare la violenza contro le bambine a scuola è inaccettabile”, ha dichiarato Erika Bernacchi, responsabile del Coordinamento Donne della Sezione Italiana di Amnesty International. “Non c’è governo che non dica di aborrire la violenza contro le donne e le bambine. Le scuole sono luoghi in cui i governi hanno una responsabilità diretta e, se è vero che essi stessi aborrono la violenza contro le donne e le bambine, possono partire da lì per tradurre le loro parole in azioni concrete”.

    In un rapporto, intitolato `Scuole sicure, un diritto per tutte le bambine”, Amnesty International descrive come il livello di violenza all’interno e nei pressi degli istituti scolastici rimanga pervasivo. Dal Messico alla Cina, le bambine vanno costantemente incontro al rischio di essere assalite, molestate, intimidite mentre si recano a scuola o all’interno degli edifici scolastici. Alcune bambine soffrono la violenza più delle altre: per coloro che appartengono a specifici gruppi, come le minoranze etniche, le lesbiche o le persone diversamente abili, il rischio è decisamente maggiore. In classe, molte bambine affrontano violenza psicologica, bullismo e umiliazione: sono bacchettate o picchiate in nome della disciplina, minacciate di violenza sessuale da altri studenti, blandite con promesse di voti più elevati in cambio di favori sessuali e persino stuprate dal personale scolastico.

    Uno studio del 2006 sulle alunne del Malawi ha rilevato che il 50% di esse era stato toccato in maniera intima, contro la propria volontà, da insegnanti o da altri studenti. Un analogo studio condotto negli Stati Uniti ha fatto emergere che l’83% delle alunne tra i 12 e i 16 anni che frequentano la scuola pubblica ha subito qualche forma di molestia sessuale. Gli attacchi contro le bambine a scuola hanno sia un impatto immediato che conseguenze a lungo termine. La violenza non solo provoca sofferenza fisica e mentale, ma può spingere ad abbandonare la scuola e, con essa, un’opportunità di fuggire dalla povertà e dall’emarginazione.

    “E’ ampiamente riconosciuto che la garanzia di un accesso significativo all’educazione è un fattore chiave per dare più opportunità alle donne. Il diniego dell’educazione avrà conseguenze negative per tutto il resto della sua vita”, ha sottolineato Bernacchi. Molto spesso, avances sessuali aggressive e inopportune da parte dei ragazzi a scuola vengono ridimensionate come ‘cose da ragazzi’. Il fatto che sovente queste azioni finiscono per non essere denunciate né punite, trasmette il messaggio che la violenza contro le donne e le bambine è accettabile e che un’aggressione maschile è un fatto normale. Le persone intervistate da Amnesty International ad Haiti, per esempio, hanno ammesso che la violenza a scuola è diffusa quanto raramente denunciata. Le punizioni corporali, l’uso dello scudiscio, i pestaggi con cavi elettrici, l’obbligo di rimanere in ginocchio faccia al sole, la negazione del cibo, gli insulti e gli abusi sessuali e psicologici contro le bambine sono un fatto normale fra gli insegnanti e il personale amministrativo.

    Frequentare la scuola in una zona di guerra rappresenta una particolare minaccia per le bambine. Lo svolgimento delle lezioni, in aree dove le scuole, gli insegnanti e gli studenti sono oggetto di attacchi armati, è irregolare. In Afghanistan, gli incendi delle scuole, specialmente quelle femminili, e le minacce e le aggressioni nei confronti delle alunne sono diventati episodi sempre più frequenti negli ultimi anni. Sebbene il diritto internazionale richieda che l’educazione primaria sia gratuita per tutti i bambini, molte scuole continuano a imporre rette e altre spese che costituiscono ostacoli insormontabili per molti di loro. Oltretutto, quando una famiglia non ha risorse economiche sufficienti, a essere escluse dall’educazione sono le bambine più dei bambini. Amnesty ha sviluppato un programma in sei punti, destinato alle autorità di governo e agli enti pubblici, tra cui le scuole: proibire ogni forma di violenza contro le bambine, comprese le punizioni corporali, gli abusi verbali, le molestie, la violenza fisica, gli abusi psicologici, la violenza e lo sfruttamento sessuale.

    Varare e attuare leggi, politiche e procedure adeguate. Rendere la scuola un ambiente sicuro per le bambine attraverso l’attuazione di piani d’azione nazionali che affrontino la violenza contro le bambine in ambito scolastico. Tali piani dovrebbero comprendere linee guida per le scuole, una formazione obbligatoria per gli insegnanti e gli studenti, la nomina di un funzionario di governo responsabile e fondi pubblici adeguati.

    Assicurare che le scuole abbiano servizi igienici separati per sesso, dormitori sicuri e strutture sportive e per il gioco sorvegliate. Rispondere agli episodi di violenza contro le bambine attraverso meccanismi di segnalazione e denuncia riservati e indipendenti, indagini efficaci, procedimenti penali laddove appropriati e fornitura di servizi per le vittime e le sopravvissute alla violenza. Assicurare che tutti i casi di violenza contro le bambine siano denunciati e registrati e che le persone accusate di stupro, violenza sessuale o altri reati penali ai danni di minori non siano impiegate nelle scuole. Fornire servizi di sostegno alle bambine che hanno subito violenza, compresa l’assistenza socio-psicologica, le cure mediche, le informazioni su Hiv/Aids, i farmaci e i servizi di base, le informazioni complete sui diritti sessuali e riproduttivi e il sostegno al reintegro nel sistema scolastico di bambine sieropositive, ragazze madri, in gravidanza o sposate. Rimuovere gli ostacoli per l’accesso delle alunne alla scuola eliminando tutte le tasse, dirette o indirette, sulla scuola primaria, rendendo la scuola secondaria accessibile a tutte e sviluppando programmi che garantiscano l’accesso delle bambine appartenenti a gruppi emarginati.

    Proteggere le bambine dalla violenza sviluppando e attuando codici di condotta indirizzati a tutto il personale scolastico e agli studenti. Formare il personale scolastico su strategie di intervento rapide che affrontino le molestie e la violenza contro le bambine nella scuola. Infine, Amnesty International chiede ai governi impegnati nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, di affrontare la violenza e la discriminazione che colpiscono le bambine. Gli obiettivi, che si prefiggono di sradicare la povertà, comprendono la richiesta di educazione primaria universale e di eguaglianza di genere, ma gli indicatori di progresso si limitano al numero delle bambine presenti nelle classi e non c’è alcun riferimento alla necessità di contrastare la discriminazione e la violenza che tengono fuori o allontanano le bambine dalla scuola.

    “Pur sostenendo gli sforzi per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, Amnesty International ritiene che per raggiungere l’eguaglianza di genere nel campo dell’educazione occorrano maggiore impegno e sforzi immediati per porre fine alla violenza contro le bambine a scuola. E’ difficile apprendere quando ogni giorno le alunne sono costrette a lottare contro la violenza”, ha concluso Bernacchi.

    http://www.korazym.org
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

  • Archivio Donna
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO