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  • 04/03/2007 Attenzione agli spaghetti alla marijuana (Fonte: Agi, www.aduc.it)

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    C'e' chi negli spaghetti ci mette semplice pomodoro, magari una foglia di basilico. Chi, invece, ci mette la marijuana, con la differenza che nel primo caso al massimo si rischia una indigestione, nel secondo di finire in ospedale per un attacco di tachicardia. Ed e' quanto accaduto ad una ragazza comasca poco piu' che ventenne giunta al pronto soccorso dell'ospedale "Sant'Antonio Abate" di Cantu' (Como) dopo essersi sentita male proprio per aver mangiato un piatto di spaghetti drogati. Lei dice di non essere stata a conoscenza del particolare condimento, che probabilmente si e' trattato dello scherzo di qualche suo amico.
    Secondo quanto la giovane ha raccontato ai medici, si era incontrata infatti con quattro amici per una serata in compagnia. Poi la decisione di una bella spaghettata. Ma non appena finito di mangiare la pastasciutta ha avvertito palpitazioni al cuore sempre piu' forti e, preoccupata, e' immediatamente corsa in ospedale dove ha raccontato quale era stato il menu' della serata. I medici hanno deciso di trattenerla in osservazione per tutta la notte e poi l'hanno dimessa. Non e' inusuale l'utilizzo della marijuana come condimento: la si usa per fare torte, magari per una infusione come se fosse te' o camomilla. Ma, almeno secondo Rafaela Olandese del servizio tossicodipendenze Asl di Como, di solito non la si mette nella pasta. Tuttavia fra i giovani non e' difficile sentir raccontare di come, in realta', esistano diverse ricette per una "pasta da sballo".
    "Quello che realmente preoccupa e' il fatto che il 50% dei giovani fa uso di sostanze stupefacenti. Il 40% si limita marijuana e hashish, il dieci si spinge anche alla cocaina che puo' contare, rispetto al passato, su un mercato decisamente piu' ampio perche' i prezzi sono cosi' abbordabili che non e' piu' possibile definirla la droga dei ricchi. Oramai la cocaina e' alla portata delle tasche di qualsiasi ragazzino. Oggi lo spaccio di sostanze stupefacenti e' diventato quasi una vendita porta a porta, un passaggio da un amico all'altro. Una catena difficilmente spezzabile". (Fonte: Agi)

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