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  • 17/08/2007 I Radicali bocciano la relazione del ministro Ferrero (www.aduc.it)

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     I Radicali italiani bocciano la Relazione 2006 al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, presentata dal ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero. I Radicali accusano "governo e Parlamento di immobilita' totale. Ad un anno di distanza -ha spiegato Maurizio Turco, parlamentare della Rosa nel Pugno- non abbiamo fatto alcun passo in avanti".
    Nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, a cui hanno preso parte il segretario Rita Bernardini, i deputati Rnp Turco e Bruno Mellano, Carla Rossi (rappresentante del Parlamento europeo nel consiglio d'amministrazione dell'Osservatorio europeo sulle droghe e tossicodipendenze di Lisbona), i Radicali hanno messo sotto accusa il rapporto 2006 che presenta "molte ombre e poche luci": non viene infatti affrontato il problema delle "nuove droghe" e i dati dell'indagine "non sono rappresentativi". "Siamo consapevoli e convinti -ha aggiunto Turco- che la legge Fini-Giovanardi, e cioe' la politica proibizionista, e' criminogena e genera illegalita'". Servirebbe, prosegue Turco, "una campagna d'informazione sulle nuove sostanze".
    Mellano ha ricordato che nel 2006, nelle carceri italiane, sono stati effettuati 9562 trattamenti solamente psicosociali e/o riabilitativi a fronte di 6061 trattamenti metadonici (di cui solo 1480 a lungo termine, oltre sei mesi). "Anche la mia recente visita al carcere 'Lorusso-Cotugno' alle Vallette di Torino ha confermato che la legge Fini-Giovanardi da una parte e la legge Bossi-Fini dall'altra continuano a riempire i nostri istituti di pena di disperati tanto che l'effetto' indulto sulla sovrappopolazione carceraria si sta velocemente disperdendo. Il carcere, in particolare, continua a essere una delle soluzioni principali al problema sociale delle tossicodipendenze, tant'e' che il 40 per cento dei detenuti e' rinchiuso per reati connessi alla droga". Mellano si e' inoltre soffermato su cosa fanno le Regioni in tema di prevenzione, cura, riduzione del danno. "La relazione del governo presentata a luglio e' carente al riguardo, a partire dalla questione cruciale che, a quanto pare, anche il Governo di centrosinistra non vuole affrontare: la riforma della medicina penitenziaria promossa dal ministro Rosy Bindi nel lontano 1999 (D.Lgs. 230/99) e' stata attuata veramente e dappertutto? La mancata attuazione della riforma della medicina penitenziaria e i limiti in alcuni casi oggettivi (mancanza di posti letto nelle sezioni dedicate al recupero), in altri ideologici (rifiuto di prescrizione di trattamenti a lungo periodo o a mantenimento), all'utilizzo del metadone (o di sostanze analoghe) rende non solo improduttivo il periodo di detenzione nel percorso di recupero del malato tossicodipendente ma, in molti, troppi casi, i trattamenti metadonici a scalare rapido finiscono per contribuire a ributtare sui marciapiedi persone maggiormente soggette a rischio overdose".
    Per il segretario dei Radicali Italiani, Rita Bernardini, il problema piu' grande "e' quello della giustizia italiana, particolarmente mite con chi ha una posizione sociale agiata, e particolarmente feroce con chi non puo' pagarsi un avvocato".

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