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  • 30/06/2005 La Banca per i Regolamenti Internazionali ( www.disinformazione.it)

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    Inserire questa istituzione, classico ferro di lancia della Sinarchia europea, nella rete delle società riserbate angloamericane può suonare atipico, ma è una collocazione giustificata dal suo ruolo e dalla presenza sempre più incisiva di figure eminenti del mondialismo anglosassone nel suo direttivo.
    Carroll Quigley, testimone eminente “dall’interno” del funzionamento del “Sistema”, introduce la Banca per i Regolamenti Internazionali con queste parole:

    "(Dopo la prima guerra mondiale) i poteri del capitalismo finanziario avevano un altro obiettivo remoto, di creare nientemeno che un sistema mondiale di controllo finanziario concentrato in mani private, in grado di dominare il sistema politico di ciascun paese e l'economia mondiale. Questo sistema doveva essere controllato con criteri feudali dalle banche centrali del mondo, che agivano di concerto grazie ad accordi segreti ai quali pervenivano nel corso di frequenti incontri e conferenze private. Il vertice del sistema doveva essere la Banca per i Regolamenti Internazionali di Basilea, in Svizzera, una banca privata di proprietà e sotto il controllo di banche centrali mondiali, esse stesse società private di capitali (corporations).
    Ciascuna banca centrale, nelle mani di uomini come Montagu Norman della Banca d'Inghilterra (della Pilgrims' Society), Benjamin Strong (segretario della Pilgrim’s) della Federal Reserve di New York, Charles Rist della Banca di Francia e Hjalmar Schacht della Reichsbank, cercavano di dominare i loro governi grazie alla loro capacità di controllo dei prestiti del Tesoro, di manipolare gli scambi con l'estero, di influenzare il livello dell'attività economica del paese e acquisire politici disposti a cooperare nel mondo degli affari dietro compensi economici".
    "[ ... ] La B.I .S., in quanto istituzione privata, era proprietà di sette direttori di altrettante banche centrali e operava attraverso di loro che ne formavano allo stesso tempo il gruppo direttivo [ ... ]. Essi si accordavano su tutti i maggiori problemi finanziari del mondo, come pure su molti problemi economici e politici, specie in riferimento a prestiti, pagamenti e al futuro economico delle aree più importanti del globo [ ... ]. La B.I .S. è generalmente considerata il vertice della struttura del capitalismo finanziario, le cui remote origini risalgono alla creazione della Banca d'Inghilterra nel 1694 e della Banca di Francia nel 1803"


    Il Washington Post del 28 giugno 1998 (pag. H 01) dedicava a questa straordinaria istituzione un articolo intitolato: "Uomini chiave controllano il flusso mondiale del denaro". Riportiamo di seguito qualche stralcio.

    "Dieci volte l'anno i baroni finanziari che controllano i flussi monetari mondiali si raccolgono a cena sulle rive del Reno in conversazioni segrete in grado di mutare il corso dell'economia globale.
    I 13 membri di questa cabala economica sono i governatori delle banche centrali delle 10 nazioni industrializzate, più la Svizzera. La voce più autorevole che echeggia nella sala è quella del presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan e, in sua assenza, quella della sua vice Alice Mitchell Rivlin (fra i direttori del C.F.R. dal 1989 al 1992). In virtù della loro potenza solo gli Stati Uniti dispongono di un secondo seggio, occupato da William J. McDonough, presidente della Federal Reserve Bank di New York. Il 13° rappresentante è il direttore generale della BIS Andrew Crockett, ex alto dirigente della Banca d'Inghilterra".


    Prosegue il Washington Post:

    "[ ... ] La BIS venne fondata nel 1930 per facilitare i pagamenti ai vincitori delle riparazioni dei danni di guerra conseguenti la prima guerra mondiale. Con gli anni essa è diventata la Banca centrale delle Banche centrali. Suo ruolo successivo è stato quello di stanza di compensazione per regolatori, fornendo supporto nella supervisione di banche commerciali, mercati degli scambi oltremare e protezione del sistema finanziario mondiale [ ... ]. Un altro fuggevole sguardo sul gruppo segreto ci è fornito da E. Gerald Corrigan, direttore della Goldman Sachs & Co.. Nella sua qualità di presidente della Fed di New York fra il 1984 e il 1993, Corrigan partecipò a ben 115 incontri mensili consecutivi alla BIS: intorno al tavolo - egli dice - “nessuno si serve di assistenti, agende, registrazioni e comunicati... vengono sviluppate relazioni personali meravigliose. Di conseguenza, quando qualcosa va storto, lavorare con queste persone diventa molto più facile per via della fiducia che si è instaurata nel corso delle frequenti cene riservate. Per conto mio questo aspetto costituisce il lato geniale dell'organizzazione".
    [ ... ] Corrigan ricorda che il Basel Committee (organo propositivo interno creato nel 1974) non si muoveva (si trattava di fissare nuovi standard internazionali per i capitali) finché la Fed e la Banca d'Inghilterra non sollevavano a loro volta separatamente questioni simili [ ... ] Dal punto di vista storico la BIS è essenzialmente un'istituzione europea a partecipazione americana. Nel luglio 1994, comunque, sono stati aggiunti i direttori delle Banche centrali di Canada e Giappone. Più recentemente sono entrate altre nove nazioni non europee portando i membri a 41 [ ... ].
    In quanto banca la BIS ha depositi per 112 miliardi di dollari, dei quali una parte in oro. I fondi sono investiti attraverso banche commerciali e assicurazioni [ ... ]. Il 16% delle quote della BIS sono in mano delle Banche centrali che vi fanno parte. Il resto è posseduto da privati.
    "[ ... ] per il gruppo della BIS si prospettano due problemi tecnici: il primo di essi è come comportarsi con l'avvento della Banca Centrale europea che aprirà le porte alla creazione dell'euro per sostituire le valute di 11 paesi [ ... ]; ovviamente Willem F. Duisenberg, ex direttore della Banca d'Olanda, verrà aggiunto alla lista della cena di domenica [ ... ].


    A Corrigan, evidentemente, in quel momento sfuggiva che Duisenberg era una delle persone con le quali, nel corso delle riunioni riservate della B.I.S., si erano "sviluppate relazioni personali meravigliose", avendo il personaggio governato la B.I .S. come presidente per tre anni, dal 1994 al 1997. Il "problema tecnico" sollevato dal Washington Post poteva quindi vantaggiosamente trovare soluzione in casa: Duisenberg, infatti, nel 1998 diventava puntualmente presidente della Banca Europea. Di passata merita segnalare che sia Duisenberg che Corrigan appartengono entrambi al Comitato direttore del Bilderberg.
    Fin qui il Washington Post. Le Figaro del 26 aprile 1994 pubblicava un articolo del premio Nobel per l'economia Maurice Allais da cui si apprendeva che:

    “l’ordine di grandezza dei flussi finanziari non sarà mai troppo sottolineato. I flussi finanziari controllati dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (ne era al tempo vicepresidente C.A. Ciampi, membro dei Circoli Bilderberg, ndR) ammontano a più di 1100 miliardi di dollari giornalieri, che corrisponde a circa 40 volte il livello di operazioni di trasferimento in transazioni commerciali attraverso il mondo".

    Cifre da capogiro fondate in massima parte su denaro virtuale: Roland Leuschel, alto dirigente della banca belga del barone Lambert - i Lambert costituiscono il ramo belga dei Rothschild - in un'intervista rilasciata a L'Evénement du Jeudi, confermava l'esistenza di un mercato speculativo, in grado di spostare su scala planetaria, sulle tastiere dei computer, capitali immensi che nulla hanno a che vedere "con lo scambio di beni e servizi" del commercio classico.
    “Dette somme sono in grado di sconvolgere dall’oggi al domani l’economia di una nazione, le borse internazionali, far saltare una banca, ecc. Questo mercato, non può essere controllato né dalle banche centrali, né dai governi”…  


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