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  • 04/08/2006 Perchè il Dollaro è Duro a Morire I (Jim Willie CB, http://www.321gold.com/, www.comedonchisciotte.org)

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    Una semplice innocente domanda è arrivata nella mia cassetta delle lettere l'altro giorno, una e-mail dal profondo cyberspazio. A volte le migliori domande sono quelle che non sono complesse, fatte senza troppi giri di parole. Questa era da parte di un investitore, curioso del perché il dollaro Usa semplicemente non è morto velocemente come ognuno si aspettava nella comunità dei metalli preziosi. Questa è la domanda completa che vale la pena condividere, insieme alla mia risposta:

    Domanda:
    Jim Willy, sono nuovo nell'investimento nei metalli preziosi e ho fatto tantissima ricerca prima di scegliere l’oro. Mentre leggevo molti dei grandi articoli sulla prossima caduta del dollaro, ero scioccato di sapere che molti di questi erano scritti addirittura cinque anni fa, alcuni anche oltre. Tantissima gente, te compreso, hanno annunciato per tanto tempo il crollo del dollaro, e mi chiedo se ciò sia probabile.

    Io ho scommesso che il dollaro cadrà, ma è sicuramente dura vedere “Joe Sei Tasche” fare milioni con investimenti immobiliari dopo aver fatto milioni con le azioni dell'alta tecnologia. Capisco che molti ci hanno perso le mutande, ma non tutti. Tutta questa storia della crescita dei metalli preziosi e del crollo del dollaro non sarà solo aria fritta?


    La mia risposta a questa persona è stata breve, quasi un'intera pagina in riassunto. La mia agenda è piena. Comunque, questo è un eccellente argomento da sviluppare ulteriormente ad alto livello! Invece di darvi la mia risposta alla lettera, cercherò di rispondere alla domanda in maniera più completa, ma brevemente, dato che l'agenda è ancora piena. Ciò che segue si conforma alla risposta riassunta nella mia e-mail. Una risposta più completa richiederebbe 50 a 60 pagine di analisi, dati, argomenti, e il racconto del cammino in atto verso il crollo della valuta di riserva mondiale: il dollaro Usa. La mia risposta non è affatto completa, ma è sicuramente sufficientemente approfondita da fare il punto sul perché la morte non è improvvisa, o nemmeno nell'arco di tempo di soli pochi anni.

    Molto è stato scritto sul perché il dollaro Usa sia sopravvissuto più a lungo di ogni altra precedente moneta. Il precedente record è di 31 anni, e gli Stati Uniti hanno raggiunto 34 anni in questo inutile sprint. L'accordo di Bretton Woods, scritto per costituire un dollaro Usa sostenuto dall’oro, fu abbandonato nel 1971. Un legame all’oro richiede massicce spedizioni di oro dagli Usa alle banche centrali straniere, una punizione davvero sgradevole per gestire un debito nazionale incontrollato. Così il presidente Nixon terminò le spedizioni di oro, terminò l'appoggio dell'oro per il dollaro Usa, e mandò il mondo su una sicura strada verso la perdizione e la distruzione. Sino al ventesimo secolo, il mondo non aveva mai visto un governo americano, e non era mai stato soggetto allo straordinario meccanismo degli investimenti obbligazionari. Con misure straordinarie di risposta arrivò una straordinaria longevità. Accoppiando le armi di questo meccanismo con armi istituzionali sovversive quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, si ottiene una ricetta per una profonda longevità. Sono molti i mezzi e gli agenti a disposizione del governo Usa per difendere il dollaro. Ad iniziare con l'accettazione di un inutile insieme di basi per l'economia degli Stati Uniti, l’ esorbitante deficit federale, un ancora più grandioso e crescente bilancio del deficit dei pagamenti (‘gap commerciale’), una base manifatturiera assente, livelli crescenti del debito sia pubblico che privato, dipendenza dall'inflazione quale effetto collaterale del debito, outsourcing [spostamento della produzione dei beni n.d.t.] verso terre straniere per soluzioni a basso prezzo, una grandiosa crescita a briglia sciolti delle forniture di valuta in dollari, crescita pericolosa nel debito in buoni del Tesoro Usa di proprietà straniera, una banca centrale la cui competenza professionale è di gran lunga inferiore alla sua non garantita reputazione simbolica, e un consiglio economico così alla deriva nel suo dedicarsi alla vera politica e ad indicatori affidabili che ogni uomo ragionevole concluderebbe che le loro teste sono collocate esattamente nel loro intestino retto.

    LA REAZIONE UMANA

    Il mondo non scenderà nell'oblio finanziario senza una lotta. La valuta di riserva mondiale è così ben trincerata che la sua morte dovrà per forza riflettere la morte del sistema bancario mondiale e un nuovo sistema bancario dovrà emergere dalle macerie finanziarie. La reazione umana da parte di governi sovrani e delle loro banche centrali (alcune operanti indipendentemente, altre sin troppo compromesse e connesse), può essere molto efficace nel guadagnare tempo per l'attuale sistema. Molti sono i meccanismi di risposta:

    *tagli alle tasse (cioè ai supporti pagati dai contribuenti)
    *rimborso delle tasse (alla popolazione dei consumatori)
    *monetizzazione ufficiale delle obbligazioni federali (uso di moneta coniata)
    *appoggio alle obbligazioni di banche centrali straniere (spesso tramite interventi coordinati)
    *esportazione di valuta sopravvalutata (verso paesi che si difendono inadeguatamente)
    *accumulo di buoni asiatici sovradimensionati (definita “flessibilità”)
    *crescita dei tassi di interesse Usa (per difendere il dollaro)

    I governi non si sdraiano semplicemente a prendere iniezioni letali. Quando possono rispondono, e gli USA possono rispondere enfaticamente e in modo evidente. Le armi a loro disposizione sono molte, dal momento che controllano le regole e il cambio delle regole. Quindi, possono rendere illegale il possesso di valuta con regolare mandato costituzionale. Il forfait dell'oro ordinato dal presidente Franklin D. Roosevelt dopo la grande depressione era palesemente illegale. Valuta estera depositata nelle banche Usa può essere congelata e requisita. Quando gli uomini oscurano la legge ci troviamo nei guai. Uomo, oh uomo, in quale mondo pericoloso e sempre più senza legge noi viviamo!!!

    Dalla parte più banale delle risposte governative vi sono quelle che ci aspettiamo, che prevediamo, e che chiediamo al governo Usa. I tagli alle tasse sono comuni all'inizio di un rallentamento economico, specialmente di una recessione. Percentuali più basse di tassazione entro limiti ben definiti, invitano una risposta positiva verso un'attività economica rivitalizzata. A dire la verità, con l'inflazione, nella sua graduale crescita nelle entrate senza una crescita nel potere d'acquisto, ridotte percentuali di tassazione rimuovono il temuto “strisciamento delle tasse” che porta a un nascosto incremento del carico fiscale.

    Quando è necessaria una risposta più immediata,un rimborso delle tasse è la migliore azione politica. I contribuenti ricevono improvvisamente un assegno nella loro posta. Non c'è bisogno di aspettare un anno intero, di aspettare che decisioni commerciali sfruttino la nuova politica fiscale, e di aspettare un ritardo di 16 mesi. Un rimborso delle tasse pone immediatamente denaro nelle mani dei consumatori. All'inizio del 2001, fu attuato un rimborso delle tasse, basato sull'attività registrata e sulle fatture fiscali del 2000. Facile come bere un bicchier d'acqua. Sia i tagli alle tasse che il rimborso fiscale incoraggiano la spesa, che mantiene la barca a galla e fanno guadagnare tempo. Tutte queste risposte umane fanno guadagnare tempo.

    Se i tassi di interesse minacciano di crescere, e se gli acquirenti stranieri non si presentano alle aste del Tesoro Usa dove vengono venduti i nostri voluminosi US Treasury Bonds [Buoni del Tesoro USA n.d.t.], allora sono necessarie azioni più drastiche. Il Dipartimento del Tesoro dà ordine di stampare denaro dal nulla (non vi piace questa frase?) così che il denaro fresco di conio possa essere usato per acquistare Buoni del Tesoro. Il risultato finale è che i tassi d'interesse non vengono fatti crescere, e si impedisce che l'economia Usa soffra un maggiore costo in termini di denaro. L’aspetto tragicomico attuale della nostra economia sproporzionata e guidata dall'inflazione è che essa si preoccupa molto di più del costo del denaro di quanto non faccia del costo di un qualunque bene. Beh, ad eccezione forse del petrolio e del gas.

     


    [Gli ultimi due presidenti della FR: Alan Greenspan (sinistra) e Ben Bernanke (destra)]


    Quando il dollaro Usa finisce in una temporanea picchiata sul mercato estero dei cambi (FOREX) c'è bisogno urgente di azioni ancora più radicali. I mercati FOREX sopportano un flusso di fondi veramente gigantesco, molto maggiore di quello che una singola nazione possa sostenere e liquidare. Così il governo Usa tipicamente chiama la Banca del Giappone come sua prima linea di difesa. Alcuni vedono la Banca del Giappone come l’ avamposto in estremo oriente della Federal Reserve. Questi giorni potrebbero essere arrivati al tramonto, dato che alcuni funzionari giapponesi hanno iniziato a covare più di quanto non sembri, o non arrivi sulla stampa o tra le notizie, un disprezzo per i leader americani e le nostre politiche. Spesso, allo stesso tempo, la Banca Centrale Europea coordina sforzi per salvare il dollaro Usa tramite il suo mezzo primario, i Buoni del Tesoro Usa. Quando anche solo la Federal Reserve Usa e la Banca del Giappone lavorano in concerto, o solo la Federal Riserve USA e la Banca Centrale Europea lavorano in concerto, gli interventi coordinati delle banche centrali spesso riescono a fermare il crollo del dollaro Usa. Sta tutto nel prendere tempo e instillare paura tra coloro che commerciano al FOREX in modo che non si mettano a lottare con potenti banche centrali. Dopo tutto, “DON'T FIGHT THE FED” [non metterti contro la ‘FED’ n.d.t.]. E già, la Fed ha molti amici formidabilmente potenti.

    Indice

  • 04/08/2006 Perchè il Dollaro è Duro a Morire I
  • 04/08/2006 Perchè il Dollaro è Duro a Morire II


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