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  • 08/09/2006 Questa Economia ha il Cancro! (Pierluigi Paoletti, www.centrofondi.it, visto su www.comedonchisciotte.org)

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    Il modello di crescita che vediamo in natura è quello di una crescita veloce e continua per i primi anni e successivamente, con il passare del tempo, la crescita diminuisce. E’ quello che accade con una pianta, con un animale e con gli esseri umani dove i primi anni di vita corrispondono ad una crescita molto pronunciata, mentre con il passare del tempo la crescita si stabilizza, trova il suo equilibrio.

    La stessa cosa, se ci pensiamo bene, si ritrova anche in ogni settore produttivo. All’inizio i tassi di crescita di qualsiasi attività produttiva sono a due cifre, poi col passare del tempo la produzione si satura.

    Questa la possiamo definire una crescita naturale. Un altro tipo di crescita potrebbe essere quella cosiddetta lineare, dove assistiamo ad un aumento costante. E’ una crescita che in natura è poco presente e che invece la possiamo riscontrare nella crescita aziendale per ovviare alla naturale saturazione del mercato: ho bisogno di vendere di più e quindi acquisto nuovi macchinari e assumo più personale, cerco nuovi mercati. Per rendere meglio l’idea vediamo il grafico dei due tipi di crescita



    E’ evidente che in un mondo dove tutto è finito, la crescita più sostenibile, non a caso, risulta quella naturale.
    Nel nostro mondo esiste anche un altro tipo di crescita ed è quella determinata dagli interessi e quindi dal debito, ovvero quella che possiamo definire la crescita esponenziale. Per riprodurla graficamente non abbiamo fatto altro che applicare un modico tasso di interesse del 5% a due centesimi e capitalizzare gli interessi (interesse composto).



    Il risultato è quello di una crescita quasi impercettibile per molto tempo fino a quando letteralmente esplode. In natura questo tipo di crescita è adottato solo dagli organismi malati, in particolare dalle cellule del cancro che preparano il terreno e si moltiplicano in modo quasi impercettibile fino a quando non decidono di sferrare l’attacco mortale.
    Ritenete che quello che vi abbiamo appena mostrato sia solo teoria?

    Bene vediamo allora un altro grafico



    l’avete riconosciuto?
    E’ quello del Dow Jones dagli anni ’20 ad oggi. Impressionante vero?

    E come è stato possibile reggere questo tipo di crescita senza che il sistema collassasse?

    Attraverso la distruzione programmata del valore come:
    • l’utilizzo di guerre (oggi chiamate guerra al terrorismo, operazione di polizia internazionale, mantenimento della pace o anche esportazione della democrazia) che con le loro sistematiche distruzioni permettono di poter continuare a incrementare la remunerazione del capitale che altrimenti avrebbe già trovato il suo limite, oltre ovviamente a reperire risorse a basso costo (Africa, Sud America) o in estinzione (Medioriente)
    • le periodiche recessioni (di solito ogni 3/6 anni) che raggiungono gli stessi obiettivi con la distruzione preordinata di ricchezza statale, industriale, privata.
    • attraverso l’inflazione, geniale artificio per ridurre drasticamente la ricchezza mondiale e travasare enormi risorse in mani più “sicure”. Il dollaro e con lui tutte le altre valute, ha perso praticamente tutto il suo valore (90%) dal 1950 e un’idea piu’ chiara ve la può dare questo grafico ripreso da un nostro vecchio report http://www.centrofondi.it/Report_Free/report_10_03_03.pdf ovvero l’indice deflazionato della borsa italiana (che ha avuto lo stesso comportamento del Djones) elaborato dall’ufficio studi di Mediobanca



    Ma non è finita. Un altro mercato che ha avuto lo stesso tipo di crescita del mercato azionario è quello immobiliare


    Se notate bene la “metastasi” è partita alla fine degli anni ’90, ovvero quando il Dow Jones e con lui tutti gli altri indici di borsa, stavano trovando il loro “limite”.
    Se osserviamo bene il grafico del Dow Jones vediamo che la sua crescita esponenziale è terminata nel 2000 ed oggi si sta cercando di ritrovare quella spinta che gli permetta di riprendere il passo di prima o in caso contrario, far fronte all’inevitabile crollo.

    Inondare il mondo di liquidità ed aprire le porte del debito è un tentativo che va in quel senso, ma adesso anche questi tentativi stanno incontrando limiti fisiologici, infatti il mercato immobiliare sta iniziando a vacillare, allora si mette in moto tutto un sistema di protezione messo in atto dalla bande centrali, lo stesso adottato nel 2000 per le borse. E’ notizia di pochi giorni fa che le bande centrali di tutto il mondo stanno comprando quantità enormi (fino ad oggi 116 miliardi di $) di obbligazioni ipotecarie Usa cercando in questo modo di tener bassi i tassi di interesse dei mutui, spalmando il rischio insolvenza notevolmente aumentato su tutto il mondo e così prolungare ancora per un po’ questo bengodi generalizzato.

    Quanto tempo potrà durare ancora prima che ci si renda conto che è necessario ripensare tutta l’economia e cominciare a rispettare ritmi di crescita più sostenibili?

    Forse non molto.

    Pierluigi Paoletti www.centrofondi.it


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