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  • 16/02/2007 Kyoto, paese in ritardo (www.verdi.it)

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    Monito del capo dello Stato Giorgio Napolitano. In un messaggio al ministro dell'Ambiente il presidente chiede misure urgenti per far fronte "al catastrofico mutamento climatico"

    "Il protocollo di Kyoto è stato un primo e significativo passo verso una gestione globale dei problemi ambientali. Molte e complesse questioni rendono ancora problematico il cammino verso la sua applicazione, e assai preoccupante è il ritardo nel conseguimento dei suoi obiettivi di molti paesi, tra i quali purtroppo vi è anche l'Italia".

     Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio in occasione del secondo anniversario del Protocollo di Kyoto. Napolitano lancia un monito e una sollecitazione a prendere le decisioni necessarie a realizzare gli accordi salva clima.  

    "Le misure necessarie per un avvicinamento degli obiettivi delineati a Kyoto - aggiunge il capo dello Stato - possono apparire difficili da attuarsi, ma sono, oltre che dovute, possibili e sostenibili. E sono altresì opportune sotto il profilo economico, di fronte ai costi elevatissimi di un catastrofico mutamento del clima".

    “In questi due anni - sottolinea Napolitano ancora nel messaggio - è cresciuto l' allarme per i cambiamenti climatici, e in particolare per il fenomeno del riscaldamento globale, cui anche il nostro paese è direttamente esposto. Tale questione si conferma come una priorità essenziale nell'agenda dei governi e della comunità internazionale: lo attesta l'esito della recente Conferenza di Parigi per una governance ecologica mondiale, dove esperti e scienziati di tutto il mondo hanno convenuto sulla 'inequivocabile' esistenza del riscaldamento globale e sul fatto che la causa prima di esso risiede nel complesso delle attività e dei comportamenti prevalenti negli attuali stili di vita".

     “Le scelte e i provvedimenti nel campo della riduzione delle emissioni dannose – dice ancora il capo dello Stato -, del risparmio energetico, della ricerca e sviluppo nel campo delle nuove fonti d'energia hanno certamente bisogno di vasto consenso e, per molti aspetti, anche di un diretto concorso pubblico alla loro attuazione E' necessaria pertanto, come ha detto il presidente francese Chirac una triplice rivoluzione, delle coscienze, dell'economia e dell'azione politica".

     "Assai apprezzabili appaiono – conclude il presidente - tutte le iniziative che richiamano al ruolo dell'Europa e che intendono contribuire ad una campagna di sensibilizzazione sul tema della razionalizzazione e del risparmio dei consumi energetici e sulla progressiva riduzione delle emissioni inquinanti. Mi auguro che esse siano il germe di scelte, comportamenti e atti ecologicamente responsabili, e la base su cui iniziare una riflessione sul dopo-Kyoto, avviando subito il lavoro negoziale, auspicato dall'Unione Europea, per una nuova versione del protocollo valida per gli anni successivi al 2012".

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