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  • 31/05/2008 Inaugurato l’edificio prodotto dalla raccolta differenziata (http://paroleverdi.blogosfere.it)

    Ricerca personalizzata

    Sede%20Savno.jpg

    E' stata inaugurata ieri a Conegliano Veneto la nuova sede della Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale (Savno), società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti urbani.

    L'edificio di 2 piani, di circa 600 metri quadri è costituito da materiali riciclati e riciclabili, adottando soluzioni progettuali all'insegna del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili.

    Le strutture portanti sono in acciaio.

    L'isolamento termoacustico è garantito grazie a fogli di poliestere riciclato, una fibra di plastica, priva di resine e di colla, proveniente dal riciclo di bottiglie della raccolta differenziata.

    L'isolamento dei pavimenti è assicurato da una fibra di cellulosa derivante dalla raccolta dei giornali riciclati, mentre i pannelli in legno cemento derivano dagli scarti delle segherie.

    La progettazione dell'edificio ha puntato da un lato a garantire il minor consumo possibile di energia e dall'altro ad assicurare le migliori condizioni possibili di benessere, ricorrendo all'utilizzo della fonte geotermica per la climatizzazione ed ai pannelli fotovoltaici integrati per la generazione di energia elettrica.

    Sul tetto dell'edificio, infine, è stato realizzato un giardino pensile, grazie al compost ottenuto dalla raccolta differenziata.

    Secondo il Presidente di Savno, Riccardo Szumski, in un periodo di scarsità di riserve energetiche, era doveroso un atto di civiltà e di rispetto per l'ambiente, in linea con l'attività della Società. Di qui la scelta di costruire un edificio ecologico, solido ed energeticamente efficiente anche attraverso il riciclo e recupero di materiali provenienti dalla raccolta differenziata, a dimostrazione che gli sforzi dei cittadini nel differenziare hanno degli sbocchi concreti. Il costo complessivo della nuova sede è di circa un 20% in più rispetto ad un normale edificio, ma grazie alle caratteristiche ecologiche del fabbricato, nel giro di breve tempo tali costi verranno ammortizzati.

    Sembra fantascienza, vero?

    Si ringrazia (anche per l'immagine):

    - savnoservizi.it

    29/05/2008 Vuoi comprare energia rinnovabile? Vai al supermercato (http://paroleverdi.blogosfere.it)

    Supermercato.jpg

    Carrefour Belgium ha infatti lanciato il programma Carrefour Energie EcoPlanet, con la fornitura di energia elettrica verde al 100%, derivante esclusivamente da fonti rinnovabili.

    L'offerta prevede tariffe dell'energia elettrica pari a quelle dell'energia tradizionale.

    Il consumatore può, inoltre, avvalersi di tariffe bloccate per un periodo di tempo a sua scelta: 1, 2 o 3 anni.

    L'iniziativa è promossa dalla Commissione Europea e rientra nel programma relativo Sustainable Energy for Europe.

    Le fonti rinnovabili dalle quali viene generata l'energia elettrica venduta in Belgio nei supermercati Carrefour sono l'eolica (circa il 62,96%), le biomasse o il biogas per il 35,58%, la cogenerazione di alta qualità per più del 1,38% e l'idroelettrico per la restante parte, poco più del 0,07%.

    Qui potete leggere il comunicato stampa di Carrefour Belgium.

    Si ringrazia:

    - carrefour.com

    27/05/2008 Le rinnovabili fanno bene all’economia

    impianto%20eolico.jpg

    Basta guardare quel che avviene in Germania.

    Dal 2004 al 2007, gli operatori del settore sono cresciuti da 160.000 a 249.000, mentre l'export è aumentato da 2,5 miliardi a 12 miliardi di euro.

    A gennaio di quest'anno, la quota di energia totale consumata derivante da rinnovabili è risultata pari al 17%.

    Le imprese tedesche sono leader nella gestione dei rifiuti (ne sappiamo qualcosa qui in Campania) nella gestione delle acque, nelle rinnovabili e nel risparmio energetico.

    Un occhio all'ambiente e l'altro al portafogli: il solito pragmatismo tedesco.

    Altro che nucleare... 

    Si ringrazia:- rinnovabili.it

    26/05/2008 Ma davvero il nucleare è più conveniente delle rinnovabili? (http://paroleverdi.blogosfere.it)

    nucleare.jpg

    Non è l'autore del presente blog a chiederselo.

    E', piuttosto, Amory Lovins, chairman e direttore scientifico del Rocky Mountain Institute, in un articolo uscito ieri sul Newsweek.

    E la risposta è no.

    Nel solo 2007, le rinnovabili hanno attratto investimenti pari a circa 71 miliardi di dollari.

    Ed il nucleare? Zero.

    Ci sarà un motivo.

    Secondo Lovins, è di carattere squisitamente economico.

    Il nucleare non conviene.

    Secondo Lovins, l'inaffidabilità dell'energia rinnovabile è un mito, mentre quella dell'energia nucleare è reale.

    Di tutte le centrali nucleari costruite negli Stati Uniti, il 21% è stato abbandonato, il 27% ha avuto almeno una volta problemi. Ed anche i reattori costruiti con successo hanno bisogno di rifornirsi di carburante ogni 17 mesi per 39 giorni.

    E quando interrompono la loro attività per problemi alla rete elettrica, non possono ripartire velocemente.

    Tutto questo non avviene per l'eolico.

    E poi ci lamentiamo che le rinnovabili sono discontinue?

    Qui potete leggere l'articolo di Lovins.

    Vi consiglio di farlo, nella speranza che la lettura dell'articolo possa contribuire a sfatare il mito delle rinnovabili discontinue ed incapaci di provvedere all'alimentazione anche soltanto di una piccola comunità.

    Si ringrazia:

    - newsweek.com

    23/05/2008 Nucleare, fonti rinnovabili e risparmio energetico (http://paroleverdi.blogosfere.it)

    Centrali%20nucleari.jpg

    Il Governo ha annunciato il ritorno al nucleare.

    Non sono un esperto del settore. Lascio ad altri la valutazione di tale scelta.

    A me interessa, invece, analizzare due dei presupposti, a partire dai quali è maturata tale scelta.

    Il primo concerne i consumi energetici.

    Secondo le stime più attendibili, i consumi dovrebbero aumentare nel corso dei prossimi anni.

    Il secondo, strettamente connesso al primo, prevede che l'unica alternativa possibile al sistema di approvvigionamento energetico basato sul petrolio, sia replicare tale modello, sostituendo al petrolio un'altra fonte. Come il nucleare.

    Ma siamo davvero sicuri che queste due condizioni siano vere?

    Siamo davvero sicuri che sia impossibile ridurre i consumi energetici?

    Eppure con gli interventi di risparmio energetico, attuabili investendo pochissimi soldi, non si costringe nessuno a modificare negativamente il proprio stile di vita.

    Il risultato, semmai, è di eliminare o ridurre drasticamente gli enormi sprechi attualmente esistenti.

    Perché noi l'energia non la usiamo. La sprechiamo.

    E siamo davvero sicuri che l'attuale modello di produzione centralizzata e di distribuzione dell'energia elettrica sia l'unico possibile?

    Siamo davvero sicuri che la generazione distribuita sia impossibile da realizzare o che, comunque, possa coprire solo quote insignificanti del fabbisogno energetico nazionale?

    Eppure esempi in tal senso ve ne sono, in Europa.

    Tornando alla scelta del nucleare ed al relativo dibattito, vi segnalo un bel post di Marco Zoli.

    Sottoscrivo in pieno le sue considerazioni sul risparmio energetico e sulla generazione distribuita.

    23/05/2008 Investire in rinnovabili: parola di petroliere (http://paroleverdi.blogosfere.it)

    Rinnovabili%20-%20Petrolio.jpg

    Succede alla Exxon Mobil

    I Rockefeller sono contrari alla linea strategica adottata dal management: ancora troppi i soldi destinati alle fonti fossili e pochi quelli indirizzati alle fonti rinnovabili.

    E succede anche alla Shell, dove è stata contestata da parte degli azionisti la decisione di rinunciare all'investimento in un impianto eolico off shore.

    La Exxon Mobil ha speso circa 100 milioni di dollari per un progetto sul cambiamento climatico all'Università di Stanford.

    Pochini, si lamentano gli azionisti del colosso petrolifero, se paragonati ai 25 miliardi di dollari investiti nelle fonti fossili.

    Alla Shell, gli azionisti criticano, invece, la decisione di ritirarsi dal progetto eolico del London Array, uno dei più grandi al mondo. Un investimento da 4 miliardi di dollari, un terzo dei quali a carico di Shell. Questi soldi invece sono stati destinati allo sfruttamento delle sabbie bituminose in Canada.

    Ma non sono solo gli azionisti delle due società a spingere perché siano investiti più soldi nelle rinnovabili ed in soluzioni tecnologiche a tutela dell'ambiente.

    Wall Street, per esempio, invita a seguire l'esempio della BP, molto attiva nel costruirsi una immagine di impresa ambientalista.

    Il management della Exxon Mobil, secondo Neva Rockefeller Goodwin si sta concentrando su un sentiero angusto che non tiene in considerazione i cambiamenti rapidi del panorama energetico mondiale.

    Capito?

    Si ringrazia:

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