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  • 10/12/2006 Confronto sulle coppie di fatto al 10 dicembre

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    10/12/2006 Chiesa e Stato e il confronto sulle coppie di fatto (http://www.canisciolti.info)

    C'è aria di tensione tra il Vaticano e la maggioranza di governo italiano, all'indomani dell'annuncio del ddl del governo Prodi sulle unioni di fatto. Papa Benetto XVI coglie l'occasione del convegno dei giuristi cattolici per affermare la centralità di una sana laicità fondata sul diritto-dovere della Chiesa di far sentire la sua voce anche in materia di ordinamenti statali. Con la richiesta di poter liberamente esporre in luoghi pubblici i simboli religiosi e quindi, nel suo caso, della cristianità.

    Mentre l'Osservatore Romano e l'Avvenire sono esplici all'indirizzo del governo Prodi, accusato di "menzogna ed ipocrisia" dal quotidiano della Santa Sede e con l'impegno esplicito del quotidiano dei vescovi italiani a "dare battaglia" contro una legge che riconosca le unioni di fatto. Da Bologna, Prodi sembra cogliere immediatamente l'avvertimento del Vaticano. Sulle Unioni Civili, proprio nel giorno in cui la ministra per le Pari Opprtunità Barbara Pollastrini espone i cardini del testo che il governo si appresta a varare, il premier sembra richiamare ad una maggiore prudenza: "abbiamo già fatto tutte le dichiarazioni possibili -dice Prodi- io non ho proprio nulla da aggiungere".

    Con un apprezzamento ed una condivisione esplicita delle parole di Papa Ratzinger sulla laicità. "Ho letto attentamente -dice Prodi- le sue parole ed è profondamente giusto il suo richiamo all'uso dei simboli religiosi". Nel mirino del Vaticano, oggi, non è però solo il governo italiano. "Spregevole volantinaggio", bolla l'Osservatore Romano la protesta del 'Manifesto' di ieri a piazza di Spagna. "Non è mai spregevole manifestare le proprie idee senza offeneer gli altri", replica il quotidiano di via Tomacelli che incassa anche la solidarietà esplicita del Prc, seconda forza della maggioranza di governo. Sul testo Pollastrini per le Unioni di fatto, intanto, la politica si confronta ma soprattuto si scontra.

    I parlamentari dell'Unione Teodem guidati da Paola Binetti e Luigi Bobba assicurano di essere pronti "a collaborare con tutti in spirito di laicità costruttiva" ma chiedono una netta "condanna di ogni attacco violento ai cristiani, come la protesta del 'Manifesto' di ieri". Sull'altro fronte, invece, i Teocon di Mantovano, Buttiglione e Quaqliariello anunciano la presentazione in Senato di una mozione che dovrà essere discussa prima del varo del ddl governativo, in modo da vincolarne i contenuti. Un testo di centrodestra, aperto alla contributo (e ai voti che in Senato sono decisivi) dei cattolici moderati del centrosinistera. Ma anche un testo che crea qualchen problema interno alla Cdl. "Va bene la mozione - dice ad esempio Francesco Storace- ma prima di chiedere il voto, sarebbe utile poterne discutere insieme il testo".

    08/12/2006 Londra: La prima coppia gay a sposarsi è anche la prima a divorziare

    Erano stati tra le prime coppie gay a 'sposarsi' grazie alla nuova legge britannica sulle unioni civili, e ora Darryl Bullock e Mark Godfrey saranno la prima coppia omosessuale inglese a 'divorziare' ed entrare così nella storia legale del Regno. "Siamo stati benissimo per sei mesi - racconta - Darryl, 42 anni - Ma poi le cose hanno iniziato ad andare male. Siamo fortunati, perché non ci sono bambini, o proprietà da dividere".

    La coppia si era unita in una partnership civile il 21 dicembre 2005 a Bath, nel primo giorno di entrata in vigore della legge sui 'matrimoni gay', precedendo di tre ore le 'nozze'' di Elton John e David Furnish a Windsor. Per legge, un'unione civile non può essere sciolta per un anno dal giorno in cui è stata registrata. Quando è entrata in vigore la legge britannica, oltre 15.500 coppie dello stesso sesso si sono unite civilmente.

    08/12/2006 Governo: Entro gennaio 2007 la legge sulle coppie di fatto

    "L'impegno del Governo per una legge sulle coppie di fatto entro il gennaio 2007 è una novità importante e che verrà rispettata". Lo afferma in una nota il ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini aggiungendo che, "personalmente, ritenevo saggio prevedere già nella Finanziaria una norma certa in materia di successioni. Ma ora - sottolinea subito il ministro - siamo davanti a un traguardo anche più significativo: la scelta di presentare in tempi brevi un disegno di legge complessivo sulle unioni civili".

    "A questo punto - assicura la Pollastrini - è mia intenzione completare nei prossimi giorni il lavoro avviato dal Ministero per le Pari Opportunità così da sottoporre una prima bozza della legge al Ministero della Famiglia, al Governo e alla maggioranza, alle associazioni interessate. Sarà quella una fase preziosa per la raccolta di suggerimenti e consigli utili a una definizione conclusiva del testo di legge. Finalmente anche l'Italia - sottolinea - può colmare un vuoto normativo che limita diritti e prerogative di alcuni milioni di cittadini".

    'Sono pronta a collaborare, - ha detto il ministro per la Famiglia Rosy Bindi - anche il mio ufficio legislativo e' al lavoro da tempo per approfondire i profili giuridici e costituzionali relativi, ma sappiamo anche che su questa materia vanno raccolti consensi e convergenze piu' ampie'

    07/12/2006 Le coppie di fatto, le loro difficoltà, le loro storie raccontate in un libro

    Le coppie di fatto, le loro difficoltà, le loro storie raccontate in un libro. Nell'Italia che non ha ancora una legge sulle unioni civili (anche se è notizia di oggi l'impegno del Governo a predisporre, entro il 31 gennaio, un apposito ddl), oltre un milione di italiani vivono insieme 'senza anello al dito', sperimentando quotidiane discriminazioni. Rischiare di perdere la casa dopo la morte del compagno, perché la convivente non ha diritto all'eredità. Vivere un amore 'a tempo' con il partner straniero, scandito dai visti per turismo, perché non sono previsti permessi di soggiorno per chi non può sposarsi.

    Dover assistere un compagno malato senza poter usufruire dei permessi sul lavoro accordati alle coppie regolari. Sono molti gli ostacoli per chi non ha il lasciapassare del matrimonio, come testimoniano le sette storie raccolte dalle giornaliste Raffaella Ammirati e Federica Iannetti nel libro 'Senza Pacs. Storie di coppie senza diritti per amore e per forza' (Edizioni Memori) con la prefazione di Lella Costa. Frammenti di vita che descrivono, nel concreto, l'Italia che non ha i Pacs.

    Un'idea già adottata in molti Paesi che permette alle coppie di fatto di vedere riconosciuti i propri diritti ma che nel nostro Paese scatena un dibattito politico aspro, con toni di forte contrapposizione. Eppure, secondo i sondaggi disponibili (riportati nella parte finale del libro) la maggioranza degli italiani è favorevole ai Pacs, 'promossi' persino dai cattolici. Il libro, oltre alle storie vere di coppie eterosessuali e omosessuali, offre, in sintetiche schede finali, una fotografia delle coppie di fatto in Italia: i dati, la legilazione confrontata con quella di altri Paesi europei, le proposte di legge e le possibili applicazioni concrete. Infine un'intervista 'parallella' a Vladimir Luxuria e a Daniela Santanché mette in evidenza le differenze ma anche inaspettate convergenze tra chi è pro e chi è contro i Pacs.

    05/12/2006 Pecoraro Scanio: Il parlamento approvi la legge sulle coppie di fatto

    ''Il riconoscimento delle coppie di fatto approvato a Padova e' molto positivo perche' amplia i diritti dei cittadini e combatte le discriminazioni. Ora e' necessario che il parlamento approvi la legge sul riconoscimento giuridico delle coppie di fatto''. Lo afferma il presidente dei Verdi e ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

    Un registro anagrafico per le coppie conviventi e la possibilità di richiedere lo stato di famiglia, un documento ufficiale del Comune, per tutte le coppie e le famiglie, sia eterosessuali che omosessuali, purché legate da "vincolo affettivo". La città di Padova, attraverso un ordine del giorno del Consiglio comunale, riapre il dibattito sulle coppie di fatto, se ne discute in mattinata anche nell'aula di Montecitorio e scoppia la polemica tra i Poli. Fausto Bertinotti ricorda che le unioni civili sono nel programma del centrosinistra, Gianfranco Fini si limita a prendere le distanze dall'iniziativa padovana: "Non la condivido".

    Ma sul tema le due coalizioni non sono granitiche al loro interno, e qualche sfumatura nelle prese di posizione di singoli esponenti del centrodestra e del centrosinistra lascia intravedere la possibilità di un approdo legislativo della contestata materia. Per il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero quella dell'amministrazione padovana è "una buona idea" e uno "stimolo, per il governo, a iscrivere il prima possibile nella sua agenda il tema deve arrivare dal territorio". E Bertinotti, sottolineando che nel patto programmatico dell'Unione c'è la legge sulle unioni civili, coglie l'occasione per rinfrescare la memoria agli alleati: "Pacta sunt servanda", i patti si rispettano, avverte.

    Per la ministra Ds Barbara Pollastrini "è un atto di civiltà dare al nostro Paese una normativa equilibrata", per la sua collega di governo e di partito Giovanna Melandri "è matura l'ipotesi di mettere in campo al più presto una iniziativa di legge nazionale". Ma per l'Unione la materia è scivolosa. Gino Capotosti dell'Udeur insorge: "Sui Pacs ci sono troppe fughe in avanti" e gli alleati farebbero meglio a "rivedersi il programma del centrosinistra che esclude i Pacs e invece prevede aiuti per le famiglie". Dal centrodestra arrivano reazioni pesanti sulla mozione del comune di Padova: per l'azzurra Isabella Bertolini "vincolo affettivo è anche quello che lega gli esseri umani agli animali", mentre Paola Goisis della Lega stigmatizza l'iniziativa come "un vero e proprio attacco alla famiglia" e parla di "deriva zapaterista della sinistra al governo".

    E Alessandra Mussolini chiede di non creare "famiglie artificiali". A sinistra le repliche non si fanno attendere. Wladimir Luxuria del Prc accusa il centrodestra di usare "il familismo come arma di distrazione di massa", e di considerare l'amore "un pericoloso elemento di sovversione". Pino Sgobio del Pdci se la prende con "le reazioni di alcuni esponenti dell'ex Casa delle Libertà, in Aula e fuori dall'Aula di Montecitorio", che a suo giudizio "la dicono lunga su quanto ritardo culturale c'è ancora oggi in Italia". Ma dalla Cdl arrivano anche commenti possibilisti. Per Chiara Moroni, deputata di Forza Italia, "compito della politica è guardare la società per regolamentare quanto di nuovo emerge", quindi una legge sulle coppie di fatto, "eterosessuali e omosessuali, è un atto di civiltà".

    E per il suo compagno di partito Dario Rivolta "solo una legge che regolamenta puntualmente il fenomeno delle convivenze di fatto, può, esplicitamente o implicitamente, confermare le differenze sostanziali e inalienabili tra famiglia, matrimoni e semplici convivenze". A questi umori apre uno spiraglio di dialogo Franco Grillini dei Ds: "Sappiamo - dice - che nel centro-destra non ci sono solo i Pedrizzi, le Bertolini e i Volontè, ma anche persone ragionevoli e laiche a cui facciamo appello per un dibattito parlamentare sereno". Chiude la discussione il ministro della Famiglia Rosy Bindi, che bacchetta alleati ed avversari: "Il Parlamento dovrà lavorare - afferma - ad una legge che eviti fughe in avanti e ambiguità interpretative. A questo non giovano certo né l'enfasi né l'allarmismo di chi nella mozione di Padova legge e commenta ciò che non c'è".

    05/12/2006 Padova: Prima anagrafe italiana per le coppie di fatto

    Padova è la prima città italiana in cui le coppie di fatto, sia etero sia omosessuali, potranno ottenere il riconoscimento anagrafico, come famiglia fondata su vincoli affettivi. Lo prevede una mozione approvata nella notte dal Consiglio comunale,con 26 voti a favore, 7 contrari e un astenuto. La mozione impegna sindaco e giunta a istituire l'ufficio comunale che rilasci, su richiesta degli interessati, l'attestazione di famiglia anagrafica basata su legami affettivi.

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