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03/02/2007 Inghilterra, dal governo nessuna esenzione alla Chiesa sulle adozioni gay (Daniele Lorenzi,  http://www.korazym.org)

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In vigore da aprile la legge che nella scelta dei genitori adottivi proibisce ogni discriminazione in base all’orientamento sessuale: negata l’esenzione chiesta dalla Conferenza Episcopale. A rischio chiusura le agenzie cattoliche.

Nessuna esenzione: anche le organizzazioni cattoliche dovranno adempiere pienamente alla legge sull’adozione dei bambini, che prevede la proibizione di ogni “discriminazione” in base all’orientamento sessuale. Succede in Inghilterra, dove il primo ministro ha deciso di non concedere l’esenzione che i vescovi e gli altri leader religiosi avevano chiesto ad alta voce: la legge dovrà entrare in vigore in aprile, dopo l’approvazione del parlamento prevista per il prossimo mese, e alle associazioni religiose saranno concessi ventuno mesi per applicarla.

La questione era stata posta nelle scorse settimane, quando era apparso chiaro che di fronte alla nuova normativa le organizzazioni cattoliche dovranno considerare le coppie formate da individui dello stesso sesso come potenziali genitori adottivi. “Siamo profondamente delusi che non si conceda nessuna eccezione alle nostre organizzazioni e non si difendano così i principi religiosi, ha affermato il cardinale Murphy-O'Connor Cormac, presidente della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles. Il dibattito “ha toccato temi cruciali per il bene comune della nostra società: noi crediamo che sia un compito urgente arrivare ad un nuovo consenso su come possa essere meglio protetto il ruolo pubblico delle organizzazioni religiose e mantenuti i loro diritti".

Prima della decisione, il cardinale aveva sostenuto che “obbligare le agenzie a considerare l'adozione da parte di coppie omosessuali sarebbe agire in contrasto agli insegnamenti della Chiesa Cattolica”, “una discriminazione illogica, non necessaria ed ingiusta” che obbligherebbe la Chiesa a chiudere queste agenzie. “Una tragedia non necessaria”, disse. Per il momento, ciò non accadrà: il presidente della Conferenza episcopale ha sottolineato l’apprezzamento per “il desiderio espresso dal governo, che l'esperienza e l'eccellente lavoro delle nostre organizzazioni non si perda, specialmente a beneficio dei bambini bisognosi", indicando la via del dialogo costruttivo con l’esecutivo.

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