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11/02/2007 DICO... che non bastano (Fulvia Bandoli, aprileonline.info, http://www.canisciolti.info )

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Due conviventi che vanno all'anagrafe insieme a registrare il loro stato di unione, di affetto e di amore ci andranno "contestualmente", prima uno e poi l'altro...oppure va uno e poi lo comunica per iscritto all'altro... insomma un macchinismo, un compromesso per accontentare Rutelli e la parte più arretrata del mondo cattolico ma che genera nelle persone interessate un senso di espropriazione della propria dignità personale.

Siamo il fanalino di coda dell'Europa, dove esistono ovunque legislazioni più avanzate e registri pubblici. Anche sul fronte dei diritti cè qualcosa che non va perché i tempi sono troppo lunghi e i criteri non sempre trasparenti. Ma su questo avremo modo di dire meglio nei prossimi giorni. Detto questo però bisogna guardare anche ai dati simbolici e al passo in avanti che si è fatto, questo si indubitabile, nel riconoscere questi diritti anche alle persone che vivono in coppie omosessuali e questo non era mai accaduto in un disegno di legge nel nostro Paese.

Così come non deve sfuggire il fatto che alcune convivenze, basate su legami di affetto e volte a scopi di cura, siano state inserite e che ad esse vengano riconosciuti diritti perché si valuta che siano un elemento importante per una società più coesa e solidale, meno violenta e più inclusiva, rispetto ai soggetti deboli o bisognosi di aiuto (mi riferisco ai portatori di handicap e agli anziani in particolare). Non mi pare invece di poter concordare con la lettura che alcuni danno di questo compromesso: esso sarebbe, secondo costoro, un primo passo reso possibile dal fatto che si sta costruendo il Partito Democratico... Non fa bene alla politica fare forzature indebite.

Il compromesso è avvenuto principalmente tra due partiti della coalizione, Ds e Margherita, ma ad esso hanno concorso anche le altre forze della coalizione, e soprattutto, con o senza partito democratico, è una mediazione che si sarebbe dovuta trovare comunque perché si trattava di un impegno programmatico di tutta l'Unione. Io non credo che il fatto che si stia costruendo il partito democratico abbia facilitato le cose... tant'è vero che stiamo discutendo da moltissimi mesi un provvedimento che in altri paesi hanno licenziato meglio e in meno tempo, e senza tutte le polemiche che si sono accompagnate al testo qui in Italia.

Questa discussione ha semmai fatto emergere ancora più chiaramente quanto siano distanti in materia di laicità dello stato e di diritti civili le opinioni di partenza di buona parte della Margherita e quelle dei Ds. E anche per questa ragione sarebbe bene continuare a far vivere nel paese un grande partito della sinistra laica e socialista, capace di far valere nel dibattito le sue opinioni. Le mediazioni poi si cercano e si posso trovare, soprattutto tra partiti che, pur coalizzati, restano diversi perché hanno culture politiche piuttosto distanti.

Adesso si apre una stagione complessa: il provvedimento, che non è ancora legge, inizia il suo percorso alle camere (e dal Senato in primis) e si aprirà un confronto di merito sui vari articoli. Alcuni di essi possono essere migliorati e io mi auguro che il testo non sia blindato, così come spero che qualcosa si muova anche tra i laici dello schieramento di opposizione. Ma non canterei vittoria troppo resto, ci saranno colpi di coda potenti, attacchi da parte delle gerarchie ecclesiastiche e di coloro che ad esse fanno sponda nelle due Camere.

Per dare diritti certi ai conviventi la strada è ancora lunga e la battaglia deve continuare nel paese e in parlamento. Solo quando la legge sarà approvata potremo dire di avere fatto un piccolo passo in avanti.

Fulvia Bandoli
aprileonline.info

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