TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO


    INFO
  • Acqua
  • Aliment.
  • Ambiente
  • Automot.
  • Balneab.
  • Banche
  • Bookcr.
  • Buttol
  • Case
  • acqua
  • Colorare
  • Decoro
  • urbano
  • Decresc.
  • dividendi
  • Donne
  • Economia
  • Economia
  • circol.
  • Energia
  • En.rinnov.
  • Famiglia
  • Finanza
  • Foto
  • Giardini
  • Giornata
  • memoria
  • G.foibe
  • Inquin.
  • M'illumino
  • dimeno
  • M5S TDG
  • Ora sol.
  • legale
  • Peso
  • rifiuti
  • Pishing
  • Politica
  • Raccolta
  • bott.
  • Olio
  • esausto
  • Rassegna
  • Riciclo
  • Rifiuti
  • R.affetto
  • R.zero
  • R.verde
  • S.mare
  • Scuole
  • ricicl.
  • Social
  • street
  • Solidar.
  • Shopping
  • Spoofing
  • Storia
  • TDG
  • News
  • Tumori rif.
  • Tutto
  • droga
  • T.racc.
  • differ.
  • T.droga
  • T.scuola
  • Violenza
  • V.rendere


  • 06/03/2007 Scherzi di calendario: gli strani incroci fra i Dico e la Cei (Cristian Glori, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata

    Al via in Senato l’esame sui testi per la regolamentazione delle unioni civili: il disegno di legge del governo pare destinato a fare poca strada. Intanto sarebbe vicinissimo il cambio al vertice della Cei, con Bagnasco al posto di Ruini.

    ROMA - Più di qualcuno l’avrebbe sognato come un trionfo: due giorni da segnare in rosso sul calendario, capaci di cambiare finalmente volto all’Italia. Nel primo giorno l’avvio in Parlamento dell’esame sui provvedimenti in favore delle unioni civili, anche omosessuali (i cosiddetti Pacs poi ribattezzati Dico), nel secondo giorno il tanto atteso addio del cardinale Camillo Ruini dalla testa della Conferenza Episcopale Italiana. Un vero e proprio uno-due, una “doppietta” da incorniciare, quarantotto ore memorabili: roba che non si vedeva dai tempi di Porta Pia.

    E invece no, il clima che si respira è davvero molto diverso, e autorizza sentimenti ben distanti da quelli appena descritti: e se il provvedimento sui Dico nasce debole ancor prima dell’apertura dell’esame in Commissione Giustizia di Palazzo Madama, il timoniere della Cei abbandona dopo 16 anni di presidenza lasciando la poltrona che scotta a quello che – i rumors della vigilia identificano nell’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, il suo successore – non metterà in scena nessun repentino cambio di rotta  e di strategia. Dunque, in soldoni: i Dico partono, ma le probabilità che arrivino sono davvero poche; parte anche Ruini, ma le probabilità che sparisca anche il suo carisma e venga totalmente abbandonata la strada che ha finora indicato e percorso sono pressoché nulle. Altro che Porta Pia: in certi ambienti si sente aria di Controriforma.

    DICO - In Commissione Giustizia al Senato i testi presentati in materia di unioni civili sono dieci: uno è il disegno di legge Bindi-Pollastrini, quello al quale appena venti giorni fa ha pronunciato il fatidico "si" il Consiglio dei Ministri. Un testo che avrebbe dovuto segnare l’emblema dell’unità del centrosinistra, nonché perfino la dimostrazione reale della possibilità di una sintesi anche sui temi etici, nucleo portante nella costituzione del Partito democratico. Venti giorni che appaiono ora ad una distanza siderale: la crisi del governo Prodi sulla politica estera ha sancito la quasi-morte del disegno di legge sui Dico, che da tema prioritario per l’agenda nazionale quale era, non si è conquistato neppure uno dei dodici punti programmatici della nuova fase governativa e – quel che è peggio – è ogni giorno di più “scaricato” dai leader dell’Unione. Ultimo in ordine di tempo il vicepremier Rutelli, che i Dico non li ha mai amati in modo particolare e che ha buon gioco ora a ricordare un’ovvietà, e cioè che altri sono i temi su cui si decide il futuro del paese. Che il disegno di legge redatto dalla "coppia di fatto" Bindi-Pollastrini navighi in cattive acque lo confermano anche le voci insistenti che arrivano dal Senato e che indicano nel testo presentato da Alfredo Biondi quello che dovrebbe essere scelto come testo-base per avviare la discussione: un documento centrato sulla natura  soggettiva e interpersonale del rapporto di convivenza, e che individua come strumento per regolarle quello di una semplice dichiarazione di volontà reciproca da esprimersi in una sorta di contratto di solidarietà davanti ad un notaio, con obbligazioni reciproche di carattere personale e patrimoniale.

    CEI – Mentre a Palazzo Madama si inizia a discutere e dibattere, pare molto vicino il momento del passaggio di consegne alla presidenza della Conferenza Episcopale Italiana: secondo le indiscrezioni diffuse dalle più importanti testate nazionali, dal Corriere della Sera all’agenzia Ansa, da La Repubblica a Il Giornale, domani, 7 marzo, la sala stampa della Santa Sede comunicherà la decisione di Benedetto XVI di porre alla guida dei vescovi italiani l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, successore dunque di quel Camillo Ruini che per sedici lunghi anni ha guidato la Chiesa italiana. Negli ultimi tempi il passaggio di consegne è stato più volte (e fin qui inutilmente) dato per imminente, ma la "ricorrenza" del 7 marzo (data in cui, nel 1991, Giovanni Paolo II nominò Ruini a presidente della Cei, per poi riconfermarlo nel ’96 e nel 2001) pare ai più destinata a rivelarsi quella buona. Se così sarà, il cardinale emiliano conserverà quasi sicuramente il ruolo di vicario del papa per la diocesi di Roma, e si realizzerà dunque la distinzione fra quest’ultima carica e quella di presidente della Cei.

    Da tutto ciò potrebbe derivare un minor grado di centralizzazione da parte della Cei, con un’azione della presidenza verosimilmente meno appariscente di quella che abbiamo conosciuto negli ultimi lustri e più in linea con la stessa idea che il papa ha delle conferenze episcopali nazionali: organismi chiamati a dare un supporto e un collegamento all’azione dei vescovi locali, ma senza alcun tentativo di oscurarli o di impedirne le decisioni in modo collegiale. Per il resto, Bagnasco si muove lungo gli stessi binari di Ruini, e come “ruiniano” è descritto dalla stampa nazionale: certamente la sua concezione su alcuni temi particolarmente importanti, quali il rapporto fra fede e ragione o l’azione sulle tre sfide non negoziabili, quella della vita, della famiglia e dell’educazione, sono in piena sintonia con le idee del vicario del papa per Roma e dello stesso pontefice.

    In un contesto che pare anticipare e preparare il passaggio di consegne, impossibile non vedere frammenti di addio nelle parole spese da Camillo Ruini nella due giorni di studi su “La ragione, le scienze e il futuro delle civiltà”, che ha segnato l’ultimo appuntamento del “progetto culturale” lanciato dalla Cei ormai dieci anni or sono. Nelle parole di Ruini un appello alla mobilitazione dei pensatori cattolici, senza respingere però la cultura del tempo. “Per dire quel ‘grande sì all'uomo’ auspicato da Benedetto XVI e per mostrare la verità, la bellezza e la vivibilità della fede, bisogna andare alle radici della razionalità contemporanea”, dice. “Qualcuno sostiene” – ricorda parlando a braccio – “che c'è molto da assumere da Kant: io, a costo di scandalizzare, voglio dire anche da Hegel. E guai a chiudersi e buttare via tutto”. Il cattolico deve “svegliarsi, deve giocare di proposta e dare un orientamento alla cultura. E per questo - continua Ruini - occorre che ci sia una crescita del senso di appartenenza alla Chiesa e a Cristo e una più precisa consapevolezza della radicalità della sfida che abbiamo davanti”. Parole che fanno il paio con quelle affidate domenica al Corriere della Sera: “E’ vero che la contestazione contro la Chiesa aumenta. Ma è preferibile essere contestati che essere irrilevanti: in altri paesi come la Francia forse c'è minore contestazione, ma solo perché minore è il peso specifico dei cattolici. Se ci considerassero a fine corsa ci attaccherebbero meno”. “Gli attacchi comunque - conclude - non mi hanno mai dato fastidio. E credo che, come cattolici, dobbiamo stare dentro alle dinamiche della comunicazione. Senza limitarci al gioco di rimessa. Solo in questo modo la cultura cristiana potrà avere piena cittadinanza nel pensiero attuale. Ma soprattutto dare alla cultura di tutti un nuovo slancio".

  • Archivio PACS e DICO
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO