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  • 10/03/2007 Caso Mastella: Cappon convoca Michele Santoro e il direttore di RaiDue Marano (http://www.canisciolti.info)

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    Il Direttore Generale della Rai, Claudio Cappon, "incontrera' nei prossimi giorni" il direttore di RaiDue, Antonio Marano, e il conduttore Michele Santoro "per valutare la situazione del programma 'Anno Zero' in relazione ai principi di imparzialita' e completezza dell'informazione nel Servizio pubblico ed alla necessita' che tutti i suoi protagonisti si attengano ai precisi obblighi contrattuali nella rappresentazione di posizioni personali". Lo comunica la Direzione Generale della Rai.

    Santoro: La Rai è servizio per il pubblico non per i partiti

    "Riteniamo di essere stati corretti, di aver fatto il nostro mestiere nella maniera più giusta: ognuno può avere la sua idea di servizio pubblico, per me è servizio per il pubblico e non per i partiti".E' la replica di Michele Santori alla critiche alla sua puntata di ieri sera di "Anno Zero".

    Mentre all'estero ci sono programmi in cui il pubblico sottopone i politici a "fuoco di fila" - sostiene Santoro- "in Italia i politici continuano a pretendere che si osservino solo le loro necessità di comunicazione".

    Mastella: Quello che è successo in Rai apre una questione politica

    Quello andato in onda ieri sera su Raidue non è servizio pubblico, per questo vertici aziendali e commissione di Vigilanza devono intervenire. All'indomani dello scontro con Michele Santoro, culminato nell'abbandono dello studio di 'Annozero', Clemente Mastella si sfoga parlando ai microfoni del Tg5 e del Tg2, e annunciando battaglia: "la Rai ha il dovere di riflettere su che cosa è servizio pubblico e noi su questo apriremo una questione politica forte".

    Per il Guardasigilli, il programma di Santoro "non è servizio pubblico. La faziosità - spiega davanti alle telecamere del Tg dell'ammiraglia Mediaset - non appartiene al servizio pubblico. Ognuno può avere opinioni, io ho espresso la mia, un'opinione di grande attenzione e rispetto, ma questo modo verbalmente provocatorio, questo atteggiamento che non partiva dal riconoscimento dei diritti ma da una forma di anticlericalismo, che se la prendeva con la Chiesa, che fa il suo dovere etico e morale prescindendo da ogni altro aspetto, francamente è una cosa che non è né pedagogicamente intrigante e interessante, né può passare sotto silenzio".

    Il leader dell'Udeur rincara la dose parlando al telegiornale della seconda rete, facendo riferimento a una "forma faziosa, partigiana inaccettabile. La Rai deve porsi il problema di che cosa significa fare servizio pubblico in termini anche pedagogici. Peraltro, in prima serata mandare quelle immagini credo sia ai limiti della correttezza e dell'etica professionale. E' un problema che pongo al direttore generale e al presidente della Rai che devono intervenire e alla commissione parlamentare". Non solo, ribadisce il ministro, l'incidente di ieri apre anche "una questione politica". Soprattutto, è la stilettata verso Santoro, "prendersela con la politica quando uno guadagna quasi un milione di euro all'anno francamente è una cosa disonesta moralmente".

    «La cosa di cui davvero non se ne può più è l'arroganza di questi politici che se ne vanno senza nemmeno ascoltare che cosa gli altri stanno dicendo. Non me ne frega niente. Cacciatemi! Questi signori devono abituarsi e accettare di confrontarsi anche con chi ha idee diverse e, comunque, starli a sentire». Moltissime persone godono grazie alla tv.

    La brava gente che gode dei bambini nudi, quella più normale che passa le serate con i film porno-censurati sulle reti minori, e chi si diverte con le video-line dove desnude telefoniste rallegrano i mariti mentre le mogli dormono. C'è di tutto per tutti. Io ieri sera ho goduto con Michele Santoro.Ognuno ha i suoi gusti.

    E' stato bello, e' durato anche tanto, due ore. Vista l'età non è poco no? Due ore di orgasmica libertà alla faccia di una televisione ostaggio di tutti. Della chiesa, del governo, dei partiti. Immagini di omosessuali per le strade di Roma, omosessuali che si baciano, omosessuali che ballano. Forse mai prima d'ora in tv si era visto così tanto. Arriva anche Marco Travaglio, che tira fuori un editoriale dei suoi che non lascia spazio ai commenti nè alla concessa replica telefonica di Andreotti, il quale aveva di recente accostato l’omosessualità alla pedofilia tirando in ballo pure l’inferno.

    In una lettera Travaglio gli ricorda che la stessa chiesa sull’argomento forse avrebbe qualcosina da dire e arrivando a citare Dante Alighieri. Lustrato per bene. In studio Mastella recita la poesia intitolata "La mia chiesa", quella di Madre Teresa di Calcutta, dei missionari, dei martiri. Ma c'è anche un'altra chiesa però, perchè non parlarne? Si agita, da sfogo ai suoi tic nervosi, quasi si commuove. La sua chiesa è diversa, come la sua banca. La sua chiesa non è quella descritta "in maniera filosofeggiante" da Marco Travaglio (balla: Travaglio parla solo di fatti, niente filosofia o opinione). Il reportage dal gay pride del 2000 continua, e io mando mille messaggi per avvertire tutti dello spettacolo che va in onda su Rai Due.

    Sono eccitato, come sull'hot-line. Chiamo i miei amici deviati: avete visto che roba? Era ora! Penso: per un pò di anni non si vedranno più queste cose. Il Papa e i sette Santi saranno furiosi. La trasmissione sta per finire, e interviene un giovane deviato. Ventun'anni, così giovane. In Veneto direbbero "E si che gl'iera anca un buon toso". Così giovane e già malato. E'un gay! E' calmo, rilassato. Si rivolge con rispetto e modo al ministro Mastella da Calcutta, gli chiede in base a quale diritto e perchè la famiglia omosessuale è diversa da quella eterosesuale.

    Mastella dice che la sua domanda è oziosa e che il suo tono è saccente. Nessuno si può rivolgere così ad un ceppalonico. Lui è un ministro della Repubblica. L'altro un malato. Mastellum in terram dice che è il diritto naturale. Santoro chiede "Quindi Spagna, Portogallo, Inghilterra, Svezia, Germania ecc. sono tutti deviati?". «Non posso apparire come un cretino, non posso essere processato da lei qua». No? Perchè? Santoro è un giornalista che fa le domande, l'altro un ragazzo che vuole delle risposte e lui è un uomo pubblico. Un ministro della Repubblica (ma come siamo messi?).

    Se va in tv deve aspettarsi che le sue parole vengano messe in discussione. E' il giornalismo, è la democrazia. E' chiaro che ormai questi piccoli uomini si sono talmente abituati ai copioni e alle domande "pre-viste" che hanno paura degli agguati. Va in onda la pubblicità. Si rientra in studio e già Mastella ha studiato il colpo.

    Appena Vauro apre bocca "Sapevo che era uno studio di comunisti, ora vedo che siete pure froci..." il chierico Udeur si alza e va via. E non lo ringrazierò mai abbastanza: grazie alla sua uscita Santoro pronuncia le parole che metà degli italiani avrebbe voluto urlare. E' stata una grande serata di libertà, mi sono ubriacato di essa, ho ecceduto, come Belluca ne "Il treno ha fischiato". Adesso tornerò alla quotidianetà, censurata e controllata. Ma ogni tanto avrò bisogno di evadere. Spero che il giovedì Anno Zero continui a farmi viaggiare.

    Benny Calasanzio

    P.S. Nel Radio Giornale che conduco sulla Radio Universitaria "Radio Bue" oggi ho dato questa notizia. Spero nessuno si alzi e se ne vada:
    "Caro Benny, sono il vocabolario di italiano De Mauro. Ti scrivo dopo aver visto per l'ennesima volta un politico italiano, Mastella di Calcutta ad Anno Zero, criticare ed aggettivare le domande che gli venivano poste. Io definisco la domanda come: frase, discorso con cui si esprime la volontà di sapere qualcosa. Non ci sono domande faziose, scorrette o sconvenienti. Ci sono solo domande. Fare domande non ha mai fatto male a nessuno, nascondere le risposte qualche volta si"

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