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  • 10/03/2007 Manifestazione sui Dico: Prodi perplesso dalla presenza dei ministri (http://www.canisciolti.info)

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  • Sono arrivate quando già su piazza Farnese era tramontato il sole e la manifestazione volgeva verso il suo finale musicale le "perplessità" di Romano Prodi sulla presenza di Barbara Pollastrini, Alfonso Pecoraro Scanio e Paolo Ferrero sul palco della kermesse romana in favore delle unioni civili. Un richiamo forse inatteso quello del premier perchè, al contrario della marcia contro la base Usa di Vicenza, Prodi stavolta non aveva esplicitamente sconsigliato ai ministri di scendere in piazza accanto ai movimenti omosessuali e, d'altra parte, alcuni rappresentanti del governo già nei giorni scorsi avevano annunciato la loro presenza.

    Scelta che, in ogni caso, una volta a piazza Farnese i tre hanno difeso a spada tratta. "Sono il ministro per le Pari opportunità", ha infatti sottolineato la Ds Pollastrini, "ed è giusto che io sia qui come in tutti quei posti dove si lotta per i diritti. Sarebbe stato strano se la ministra dei Diritti e delle pari opportunità non fosse stata qui". Anche per il comunista Ferrero è "giusto che i ministri accettino di farsi fare delle domande dalla società civile. Il fatto che avvenga in una manifestazione di questo genere piuttosto che in un convegno a porte chiuse non fa differenza: loro hanno diritto a chiederci delle cose e noi il dovere di rispondere". "Essere qui a sostegno di una proposta che il governo ha fatto per allargare i diritti è una cosa di grande civiltà", ha ricordato infine il verde Pecoraro Scanio.

    A metà pomeriggio a Campo de' Fiori si cammina senza difficoltà, la folla è tutta raccolta nel largo attiguo, quello che ospita l'ambasciata di Francia: da tutta Italia arrivano gay e lesbiche, anziani e bambini, coppie di fatto e sposate, tanti gli striscioni (in massa quelli contro la Chiesa e Papa Ratzinger), bandiere arcobaleno e vessilli delle diverse associazioni partecipanti. In piazza "saremo almeno 50 mila", avevano vaticinato gli organizzatori della 'festa per le libertà civili', "siamo quasi 100 mila", annunciavano oggi con enfasi dal palco: "circa 15 mila persone", diranno poi le forze dell'ordine, riportando la manifestazione a dimensioni certamente più realistiche. Sul palco, il giornalista Pier Luigi Diaco alterna storie e racconti di chi vive i problemi che il ddl Bindi-Pollastrini vorrebbe risolvere, ai ragionamenti di parlamentari e politici.

    Arrivano i vice-presidenti di Camera e Senato Leoni e Angius, il sottosegretario alla Giustizia Manconi, quello alla Famiglia Acciarini, la ds Sereni, numerosi i comunisti con Giordano, Luxuria, Rizzo, Russo Spena e Migliore, fa un salto Boselli (Sdi), immancabili i radicali Pannella, Cappato e Bernardini. Ma fanno capolino anche i Riformatori liberali Della Vedova e Taradash. Chi ha criticato l'evento, chi non ha appoggiato i Dico o chi ha annunciato di contro la propria presenza al Family Day cattolico si becca sonori fischi dalla piazza: così per Andreotti, idem per Mastella. Il ministro Udeur incassa, ma da Cortina risponde con "il pernacchio inventato dai sanniti" e minaccia: "Ho sempre detto che il Governo non sarebbe caduto sui Dico, ma oggi ho le mie perplessità".

    Dure critiche dalla Cdl. Se il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi parla di un "pauroso regresso culturale e politico" nel centro sinistra", per il leader della Lega Bossi è "un errore costruire una famiglia parallela" e i Dico "finiscono per portare via i diritti alla famiglia tradizionale". Per l'azzurro Schifani la kermesse dà una "fotografia impietosa di un Governo deflagrato", mentre per Mussolini (As) si tratta di "una vera e propria offensiva contro la famiglia".

    Chi dagli omosessuali, chi dai cattolici: il governo è dunque diviso? "Il problema è trovare il punto di incontro anche fra posizioni diverse", filosofeggia Ferrero, "Nella coalizione non c'è nessuna polemica, solo diversi punti di vista", rassicura Pollastrini per la quale, del resto, l'importante è il messaggio che arriva dal palco, che c'è "qualcosa che può unire ed è l'amore e il rispetto per le persone".

    Unione: Manifestazione positiva per l'approvazione dei Dico

    "Questa manifestazione serve a sollecitare il Parlamento per varare una legge sui diritti delle persone che convivono".Così la Sereni (Ulivo) valuta positivamente la manifestazione sui Dico e si dice ottimista sul ddl del governo. Per Boselli (Sdi) i diritti per le coppie di fatto sono "un principio fondamentale anche per l'Italia. Sarà battaglia dura,ma ho fiducia".Giordano(Prc): difendere "il principio di laicità", giacché "non possiamo essere un Paese a sovranità limitata". Palermi (VerdiPdci): "No alla crociata indecorosa".

    Attesi 50mila partecipanti alla manifestazione nazionale a favore dei Dico

    Piazza Farnese ore 18: tutti pronti per quello che già chiamano il 'grande trillo''. I partecipanti alla manifestazione nazionale a favore dei Dico faranno squillare a quell' ora, puntuali, sveglie e telefonini per "svegliare la politica italiana". Gli organizzatori aspettano almeno tante persone quante furono quelle che lo scorso anno parteciparono all' iniziativa "tutti in Pacs": circa 50.00 mila che strabordarono da Piazza Farnese verso l' adiacente Campo dei Fiori.

    Due piazze significative e piene di simboli: l' ambasciata di Francia, patria dei Pacs, e la statua di Giordano Bruno, un monumento caro ai laici. Ma il "grande trillo" (una sveglia in azione è anche il logo della manifestazione) non risuonerà solo a Roma: sono già previsti "punti trillo" in altre città, come Torino e Padova, mentre il circuito di Radio popolare network trasmetterà lo squillo via etere. A parte questo elemento di visibilità, anzi di udibilità, la manifestazione di domani non lascerà molto altro spazio agli aspetti spettacolari. Il cuore dell' appuntamento romano sarà infatti il confronto ed il dibattito, a cominciare con gli esponenti del governo "amico" (attesi Pecoraro Scanio, Ferrero e Pollastrini) anche se non mancheranno esponenti del centrodestra, come Chiara Moroni o Benedetto Della Vedova.

    E di centrodestra sono anche i manifestanti di Gaylib che, hanno annunciato, saranno domani in piazza. "Essere gay non significa essere di sinistra", dicono affermando di lanciare così "una sfida al centrodestra per una concreta apertura ai diritti civili". Alle 16:30, quindi, la manifestazione entrerà nel vivo con gli interventi di Alessandro Zan, coordinatore nazionale della manifestazione "Diritti ora", e Sergio Lo Giudice presidente nazionale di Arcigay. "E' in gioco - spiega Lo Giudice - l'identità culturale dell'Italia: rimanere un paese ancorato a un tradizionalismo che esclude, o volare verso una modernità civile, fondata sul riconoscimento dei diritti delle persone".

    Quindi il confronto con le istituzioni, protagonisti del quale saranno proprio le coppie di fatto che, assicurano gli organizzatori, porteranno testimonianze personali e soprattutto porranno questioni concrete alle quali spetterà a ministri e parlamentari rispondere. Problemi che il mondo della politica dovrebbe conoscere bene, dice Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario di Arcigay, il quale ha stimato che "almeno il 10 per cento" dei parlamentari italiani è gay. "E si va ben oltre - aggiunge - se si considerano anche i bisessuali". Dopo il "grande trillo", invece, sarà affidata a Dario Fo e Franca Rame ed al nutrito gruppo di artisti invitati la parte serale della manifestazione prima del concerto finale nel quale, insieme a gruppi emergenti, spiccano i nomi di vecchie glorie come Eugenio Finardi e del vincitore del Festival di Sanremo Simone Cristicchi.

    Polemiche sulla presenza dei ministri alla manifestazione a sostegno dei Dico

    Numerosi esponenti del governo andranno in piazza a Roma a sostegno del ddl sulle unioni di fatto, altri, invece, saranno alla manifestazione in difesa della famiglia. Soffia il vento della polemica sulle scelte dei ministri Paolo Ferrero, Alfonso Pecoraro Scanio, Barbara Pollastrini che sabato saranno a Piazza Farnese. Il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, proprio non puo'. "Questa volta io sto in Germania...", dice da Berlino.

    Mentre sul percorso in Parlamento della legge il Presidente del Senato, Franco Marini, confida sulla capacita' di Cesare Salvi per un ampio accordo. La seconda carica dello Stato considera "uno sforzo serio" quello compiuto dai ministri Rosy Bindi e Barbara Pollastrini, ma per un raccordo ampio Marini dichiara di confidare soprattutto sul lavoro del presidente della commissione Giustizia. "Salvi mi ha detto -confida Marini- che ha un'ambizione: poiche' accanto a quella del governo ci sono altre proposte di legge, vuole trovare un accordo largo. Ed io non cancello questa aspirazione del presidente Salvi".

    Il vicepremier Francesco Rutelli afferma: "Garantire il lavoro non precario e le famiglie a basso reddito" vengono certamente "prima il provvedimento sui Dico, altrimenti direi una bugia. Il provvedimento rientra comunque nel programma di governo ma la priorita' economica e sociale e' garantire il potere di acquisto delle famiglie o un lavoro non precario per i giovani pur nella consapevolezza che i Dico sono un tema che e' giusto che sia regolato e per questo il Parlamento lo affrontera' e mi auguro con equilibrio". Il segretario dei Ds, Piero Fassino, dice che quella di piazza Farnese e' una manifestazione giusta. "Io non andro' perche' sono impegnato in impegni congressuali in Emilia. Ci saranno esponenti e rappresentanti del nostro partito. I Ds hanno aderito alla manifestazione e credo sia una manifestazione giusta perche' rivendica il riconoscimento de diritti individuali delle persone, il pieno rispetto delle scelte di vita".

    Mentre soffiano forti i venti delle polemiche sull'abbandono degli studi di "Anno zero" del ministro Clemente Mastella, Vladimir Luxuria attacca la senatrice teodem Paola Binetti sostenendo che "se la Binetti votera' contro il ddl di questo governo io credo che il partito della Margherita dovra' espellerla cosi' come Rifondazione ha fatto con il senatore Turigliatto quando ha votato contro la politica estera di Massimo D'Alema". Invito che non piace al responsabile informazione della Margherita, Renzo Lusetti, che invita Luxuria, "diventata monotematica oltre che spesso inopportuna", a evitare di dare "lezioni di etica e medicina alla senatrice Binetti".

    Rosy Bindi: I ministri non devono partecipare alle manifestazioni

    Rosy Bindi annuncia che non andra' alla manifestazione sui Dico 'perche' credo che i ministri non debbano andare alle manifestazioni. 'Penso che farlo sia un lusso che non ci possiamo permettere', dichiara il ministro per le Politiche della famiglia.

    Il ministro ha spiegato che la sua decisione non deriva dal fatto che ''andando alle manifestazioni ci si contamini, ma perche' a noi ministri spetta ascoltare le istanze di tutte le manifestazioni, stando nel nostro posto istituzionale''.

    Forza Italia attacca la manifestazione di domani sui Dico

    "La manifestazione sui Dico, programmata per domani, non e' appannaggio di una partecipazione democratica, ma e' soltanto una pericolosa operazione mediatica che evidenzia un paradosso: la famiglia, regolarmente basata sul matrimonio, delicato microcosmo di una proiezione piu' ampia che e' la societa', subisce un attacco alle sue radici".

    Lo dice il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Angelino Alfano, che aggiunge: "I diritti da garantire ai conviventi possono anche essere contemplati dal nostro Codice civile, ma resterebbero, comunque, cosa ben diversa dal matrimonio e dal riconoscimento giuridico alle coppie omosessuali".

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