TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO


    INFO
  • Acqua
  • Aliment.
  • Ambiente
  • Automot.
  • Balneab.
  • Banche
  • Bookcr.
  • Buttol
  • Case
  • acqua
  • Colorare
  • Decoro
  • urbano
  • Decresc.
  • dividendi
  • Donne
  • Economia
  • Economia
  • circol.
  • Energia
  • En.rinnov.
  • Famiglia
  • Finanza
  • Foto
  • Giardini
  • Giornata
  • memoria
  • G.foibe
  • Inquin.
  • M'illumino
  • dimeno
  • M5S TDG
  • Ora sol.
  • legale
  • Peso
  • rifiuti
  • Pishing
  • Politica
  • Raccolta
  • bott.
  • Olio
  • esausto
  • Rassegna
  • Riciclo
  • Rifiuti
  • R.affetto
  • R.zero
  • R.verde
  • S.mare
  • Scuole
  • ricicl.
  • Social
  • street
  • Solidar.
  • Shopping
  • Spoofing
  • Storia
  • TDG
  • News
  • Tumori rif.
  • Tutto
  • droga
  • T.racc.
  • differ.
  • T.droga
  • T.scuola
  • Violenza
  • V.rendere


  • 22/03/2007 Casa, lavoro e famiglia: oltre ai “Dico” c’è di più (Redazione, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata

    Disoccupazione mai così bassa dal 1993 ad oggi: ma la metà dei nuovi posti di lavoro sono a tempo determinato. La difficile condizione dei giovani alle prese con il desiderio di metter su famiglia. E la speranza (o l’illusione) che cambi qualcosa.

    Un risultato record, mai da quattordici anni a questa parte il tasso di disoccupazione è stato così basso. Il dato ufficiale lo ha reso noto l’Istat: nel 2006 era pari al 6,8%, in costante discesa rispetto agli anni precedenti (nel 2005, era del 7,7%). Buone notizie, dunque, anche se naturalmente non è tutto oro quello che luccica: la crescita dell’occupazione è infatti dovuta per il 46% all’aumento dell’occupazione a tempo determinato e per il 28% all’occupazione a tempo indeterminato degli stranieri.

    Un mercato del lavoro che si rispetti deve essere flessibile e dinamico: non deve mutare con i secolari ritmi di una tartaruga e non può permettersi figure professionali immutabili nel tempo. Ma un mercato del lavoro che rispetti coloro che ci vivono dentro non può innalzare il temporaneo a sistema e non può fare della precarietà lavorativa la condizione basilare della sua stessa esistenza. E non è tanto una questione di “tempo determinato” (più esperienze lavorative limitate nel tempo sono messe in conto, e talvolta anche cercate, da chiunque sappia stare con i piedi per terra), ma anche e soprattutto è una questione di variabili contrattuali, di diritti riconosciuti o meno, di tutele garantite o no: dalla malattia alla gravidanza, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

    La stabilità lavorativa è sempre più spesso una condizione soggettiva: c’è chi mostra di averla afferrata pur non avendo un mano un posto di lavoro blindato e chi invece non riesce a raggiungerla neppure dopo essersi accomodato su una poltrona che farebbe sentire chiunque altro in una botte di ferro. Eppure, seppur così variabile, la stabilità lavorativa resta un obiettivo da raggiungere a livello generale, una preoccupazione cioè che non deve risiedere solo sul diretto interessato, il lavoratore, ma che – dato il suo indubbio interesse globale – deve essere individuato come un vero e proprio obiettivo delle azioni politiche adottate in questo campo. E’ fin troppo banale notare che dalla stabilità lavorativa, e dunque economica, dipende una buona dose di atteggiamento verso il futuro, dipende la voglia di mettersi in gioco, dipende la capacità di assumersi responsabilità verso il domani. Troppo spesso da mondo dei sogni gli inviti rivolti a farlo pure un gran bel matrimonio, a metterlo pure al mondo un bel bambino, a cercarla pure la casa nuova per la famiglia. Fra pannolini, scuole materne, kit scolastici e mutui a tasso agevolato.

    Ma quali “Dico”. Il più grande nemico per le famiglie e per le giovani coppie che “famiglia” voglion diventare va cercato altrove. Non è tanto la prospettiva radicale di un “si” per la vita intera a mancare: è la semplice soluzione ai problemi concreti che si chiaman casa e lavoro. Poca voglia di osare? Poca capacità di rischiare? Si, forse anche questo: ma pure il rischio va aiutato, perché sia coraggio e non incoscienza,  audacia e non sconsideratezza. Chissà che tutto questo fior fiore di dibattito, tutto questo gran parlare di unioni di fatto e di diritto, e tutte le manifestazioni di piazza, dai Family Day prossimi venturi ai Family Gay immaginati da qualcuno, portino a qualche risultato concreto.

    La Francia dei pacs ha un tasso di fecondità di gran lunga più alto del nostro: mentre i francesi fanno figli tanto da dar vita ad un perpetuo baby–boom, noi italiani scendiamo in piazza memori di questi tristi decenni di baby-sboom. Ma per lo meno se ne discute, e forse stavolta qualcosa succederà. Un “piano” per la famiglia? Non osiamo sperare tanto: dopo decenni di disillusioni in tema di politiche familiari, per iniziare basterebbe anche solo un onesto pianerottolo.

  • Archivio PACS e DICO
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO