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  • 25/05/2007 Famiglia: a Firenze la conferenza nazionale. Ecco i punti del Piano del governo (Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org/)

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    Inaugurato ieri l’appuntamento voluto dal ministro Bindi e che vede riuniti oltre 2 mila iscritti e gran parte del mondo associativo. Il presidente Napolitano chiede un confronto costruttivo. Si parla anche di Dico e di disponibilità economiche.

    FIRENZE - Sui temi della famiglia, “c’è ampio spazio per un confronto costruttivo e per una ricerca di risposte che non dividano il paese e che non scivolino sul piano inclinato di un'artificiosa e perniciosa contrapposizione tra cattolici e laici”. E questa ricerca deve vedere impegnati tutti, a partire dal Parlamento, con il contributo di tutte le componenti della società civile, organizzazioni cattoliche e Chiesa comprese. E’ un appello al confronto e al dialogo sui temi concreti quello con il quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha aperto ieri a Firenze la Conferenza Nazionale della Famiglia voluta dal ministro Rosy Bindi: oltre 2mila iscritti, ventiquattro gruppi di lavoro e un ampio spettro della società civile, con operatori dei servizi sociali e territoriali, rappresentanti delle associazioni familiari, associazioni di famiglie adottanti e affidatarie, di famiglie con anziani non autosufficienti e con figli che vivono problemi di disabilità, e poi ancora magistrati, psicologi, pedagogisti, economisti, insegnanti, demografi, sociologi, amministratori e in definitiva esperti nei diversi campi che interessano la famiglia.

    Il presidente della Repubblica non ha mancato di sottolineare che il riconoscimento dei diritti delle coppie conviventi, che costituiscono “una realtà da considerare significativa sotto il profilo della convivenza civile e della coesione sociale”, è un problema “delicato”, ma va affrontato “senza alcuna discriminazione”, rendendo le coppie “destinatarie dei principi fondativi della Costituzione”. Quella Costituzione che – con l’articolo 29 - il ministro Bindi ha individuato come “orizzonte comune” dell’azione del governo: nella sua “formulazione letterale” quell’articolo “non implica alcuna contrapposizione tra diritti della famiglia e diritti dei singoli”. Sul ddl sui Dico, invece, ha affermato che “il governo non ha mai voluto intaccare il plusvalore della famiglia fondata sul matrimonio, ma al tempo stesso non ha voluto discriminare i diritti delle persone in base alle scelte di vita, né creare una nuova situazione giuridica paragonabile ad un matrimonio di serie B”. Ad ogni modo, ha sottolineato, “non siamo comunque sordi alle preoccupazioni e anche al dissenso che si è manifestato verso questa proposta”.

    Ma la conferenza nazionale, già nel suo primo giorno, ha detto anche molto altro e molto di più, ad iniziare dalle linee guida sulle quali si costruirà il Piano Nazionale che il ministro Bindi ha in progetto: fondo per la non autosufficienza molto più consistente e permanente, reddito minino formato famiglia, sistema di agevolazioni fiscali diverso dal quoziente familiare, sostegni alle famiglie dal punto di vista della responsabilità dei genitori, sostegno anche alle famiglie divorziate e soprattutto alle famiglie che hanno bambini, introduzione del Tribunale della famiglia, lotta alle molestie e agli abusi, ripensamento delle proposte sulle convivenze, ma cercando di superare le contrapposizioni che rischiano di far scontrare i diritti della famiglia con quelli degli individui. E ancora superamento delle odiose divaricazioni economiche e sociali e lotta alla povertà. Una marea di temi che saranno analizzati a partire da oggi e sui quali si fonderà l’azione del governo. Il ministro ha spiegato di avere intenzione di definire dei “Livelli essenziali di assistenza familiare”, che si interverrà sulla questione relativa alla casa (affitti e costi troppo alti), e che il quoziente familiare non piace all’esecutivo perché favorisce soprattutto le famiglie con redditi alti. L’idea è allora quella di intervenire con sostegni alle famiglie con redditi bassi e medi, estendendo fin dove è possibile il sostegno anche alle famiglie con redditi medio alti. Sulla questione si discuterà però ancora molto e a lungo (sono molte le associazioni che propongono la formula del quoziente, anche riveduta). Infine, la sottolineatura del ruolo della donna, ancora troppo discriminata per dover prima e poi affrontare il conflitto tra famiglia e lavoro.

    Sui temi – come detto – il confronto inizia oggi. Ma i soldi per le politiche della famiglia ci sono o non ci sono? “Si, ci sono, ma…” ha risposto ieri il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, che ha tenuto a sottolineare il grave deficit che il debito pubblico crea al paese e anzitutto alla famiglia, con la rottura della solidarietà fra le generazioni. Il debito di 1000 euro all’anno che pende sulla testa di ogni italiano impedisce politiche forti e sostanziose per la famiglie. Dunque, belle parole ma niente soldi? “Voglio precisare questo discorso” – ha detto il ministro Bindi – “perché quando ho invitato il collega Padoa Schioppa a Firenze gli ho detto: ‘se devi venire alla Conferenza solo per dire che non ci sono i soldi, allora è meglio che rimani a casa’.  Siccome sappiamo che il ministro è un galantuomo e una persona seria, se è venuto qui a Firenze, vuol dire che i soldi per la famiglia si troveranno".: “Inutile aprire il discorso sul libro dei sogni – ha replicato e in parte confermato il viceministro Visco - ma siccome con questa finanziaria abbiamo cominciato a dare soldi alle famiglie povere, dobbiamo proseguire su questa strada: visto che non si può fare tutto mi sembra logico continuare con una cosa che abbiamo già avviato”.

    Infine, detto della proposta della riforma dei consultori avanzata dal Movimento per la vita, per il quale una politica familiare non può dimenticare il dramma dell’aborto, doveroso segnalare le proteste arrivate contro la Conferenza da numerosi esponenti politici dell’area della sinistra radicale: le contromanifestazioni per il  mancato invito delle associazioni degli omosessuali continueranno anche oggi e domani.

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