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22/02/2008 MINORI. MDC Lombardia: la fatica di essere mamme a Milano (BS, www.helpconsumatori.it)

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Aumentano le neomamme lombarde e milanesi costrette a licenziarsi per seguire i figli: gli asili nido hanno spesso costi proibitivi, quelli aziendali sono ancora pochi e ben il 43% delle donne con incarichi manageriali di Milano non ha figli. E i problemi aumentano ancora per i bebè degli immigrati. È quanto denuncia il Movimento Difesa del Cittadino della città lombarda.

"Le istituzioni tutte, a partire dalle amministrazioni comunali alla Regione Lombardia, devono rispondere alle madri ed alle famiglie in difficoltà, che, come apprendiamo in questi giorni, sono costrette a licenziarsi per curare i propri figli. Il bonus bebè, decisamente, non basta più": questo il commento di Lucia Moreschi, la responsabile regionale del Movimento Difesa del Cittadino. Secondo l'associazione si rinuncia al lavoro non per libera scelta, considerati i costi proibitivi degli asili nido in Lombardia (Lecco, Milano e Varese hanno rette dai 572 € ai 232 € mensili), e la poca elasticità delle aziende a supportare le donne dopo la maternità. E se sono in aumento le richieste di congedo parentale da parte dei neopapà, "rimane - sottolinea MDC Lombardia - il dato inquietante che, mentre il 43% delle donne con incarichi manageriali milanesi non ha figli, mentre solo il 13,9 % dei corrispondenti colleghi maschi non ne ha".

Gli asili nido aziendali sono pochissimi. E non basta il fatto che in Lombardia ci sia il numero più elevato di nidi d'Italia. Ulteriori problemi per i figli di immigrati non ancora regolarizzati che vivono a Milano: "In questo momento vengono, infatti, accettate le iscrizioni, a patto che ci siano i posti e che i genitori si regolarizzino con la documentazione entro il 29 febbraio 2008. Ci chiediamo cosa avverrà dopo tale data, e ci sembra giusto ricordare che gli asili nido devono essere pensati come il primo luogo dell'infanzia con opportunità di socializzazione, quindi il primo passo verso una civiltà multiculturale, e per l'integrazione sociale".

http://www.helpconsumatori.it

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