“Federalismo in cambio del processo breve” “Federalismo in cambio del processo breve”.
TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 08/02/2011 “Federalismo in cambio del processo breve” (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Ricerca personalizzata

    Ad Arcore lo scambio tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. Unica incognita: Giorgio Napolitano

    Le riforme, a partire dal processo breve e dalle intercettazioni, in cambio del federalismo. Più che un patto, l’ultimo accordo tra Silvio e Umberto, è uno scambio. Che ha un’unica incognita: Giorgio Napolitano. Ieri sera ad Arcore Berlusconi e Bossi si sono confrontati sui rispettivi obiettivi. Il premier ha assicurato l’alleato di avere i numeri per portare a compimento la legislatura, quindi non ci sono difficoltà. Al senatùr, che chiede di non tirare avanti solo per galleggiare, il Cavaliere risponde che ci sono tutti i presupposti per definire i progetti in cantiere, a partire dal federalismo, in cambio chiede di evitare strappi pericolosi per la tenuta della maggioranza e promette un suo allargamento.

    Ma se la Lega può garantire i numeri, il premier non può dare altrettante garanzie sull’approvazione definitiva del federalismo perché ora è il Quirinale a dover sciogliere le proprie riserve. Roberto Calderoli ha in mano le osservazioni del Colle sul passaggio in aula del fisco municipale e domani ci sarà l’incontro tra Bossi e Napolitano. La linea è quella di assecondare le richieste del Capo dello Stato, confidando in una lettura morbida dei regolamenti: accettando che la relazione alle Camere arrivi dopo l’approvazione del decreto in Consiglio dei ministri. Poi la volontà è quella di blindare la maggioranza nelle commissioni parlamentari, riequilibrio ritenuto indispensabile da Bossi e condiviso da Berlusconi per rendere possibile l’iter spedito del processo “riformatore”.

    Questi i temi affrontati ieri ad Arcore. Presenti i vertici della Lega e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che, da convinto sostenitore del federalismo, pur ribadendo che le casse dello Stato sono chiuse, ha prospettato la possibilità di rivedere alcune stime in positivo una volta realizzata la riforma bandiera della Lega. Tremonti ha anche fatto una panoramica sulle misure che saranno esaminate mercoledì prossimo dal Consiglio dei ministri per il rilancio dell’economia, mentre il governatore del Piemonte, Roberto Cota, reduce da una visita negli stabilimenti Chrysler negli Usa, ha raccontato l’esito della missione a Berlusconi anche in vista dell’incontro di sabato a Palazzo Chigi tra governo e Sergio Marchionne.

    Nessun passaggio invece sulle inchieste del Ruby gate. Il premier si è limitato a ribadire la necessità di accelerare i tempi sul processo breve trovando in Bossi l’alleato comprensibile e disponibile di sempre, nonostante la crisi che il Carroccio sta attraversando con la propria base. Che il patto sia andato a buon fine lo ha confermato Roberto Calderoli, incaricato dal senatùr di parlare a nome del partito padano. E ha ufficializzato l’apertura. “Noi abbiamo approvato al Senato un provvedimento sul processo breve che era stato votato anche dai cosiddetti finiani”, ha detto il ministro della Semplificazione. “Il problema più grande della giustizia italiana è la lunghezza dei processi e quindi ridurre la durata dei processi è un obbligo, così come lo è dare la certezza della pena”. A prescindere dall’allarme ribadito dall’Anm, secondo cui, con il ddl sul processo breve sarà prescritto il 50% dei procedimenti pendenti a Roma Bologna e Torino; mentre a Firenze, Napoli e Palermo, l’estinzione riguarderà una percentuale di procedimenti compresa tra il 20 e il 30 per cento, ha stimato l’Associazione nazionale magistrati. Tra i processi noti a rischio, oltre ai tre a carico del premier (Mediaset, Mills e Mediatrade) anche quello sulla clinica Santa Rita a Milano; i processi per le scalate bancarie dell’Antonveneta e della Bnl, i processi per lo scandalo dei rifiuti in Campania, quello a carico dell’Impregilo e di Bassolino, i processi per grandi mazzette come quelli di Enipower e Enelpower.

    Ma il patto è stato raggiunto, in nome del federalismo. Calderoli ha “riportato” anche l’esito dell’accordo per quanto riguarda la composizione delle commissioni, mettendo l’accento sulla Bicamerale che la settimana scorsa ha sostanzialmente respinto il federalismo municipale con un pareggio. “La composizione della Bicamerale è legata soprattutto dalle indicazioni che vengono dai gruppi misti. Si deve intervenire sul problema delle commissioni permanenti, vanno redistribuite ma bisogno anche allargare la base della maggioranza”, ha detto. “L’allargamento serve a raggiungere quelle maggioranze necessarie per poter lavorare”. Infine la sigla del patto con Berlusconi: “La Lega non stacca nessuna spina, vuole stare al governo per fare le riforme”.

    Wikipedia: Il processo breve

    08/02/2011 Processo breve, Fli annuncia battaglia (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Il capo gruppo del Pdl in Commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa, ha chiesto con una lettera in Commissione di rimettere all’ordine del giorno dei lavori di questa settimana l’esame del ddl sul processo breve. Il provvedimento è all’esame della Commissione presieduta da Giulia Bongiorno (Fli) già dal gennaio scorso. Ma, dopo numerose audizioni, di questo provvedimento non si è più parlato.

    Futuro e Libertà annuncia battaglia “anche in piazza se necessario”, mentre Italia dei Valori e Partito Democratico intendono fermare a ogni costo “l’abuso di legge”, dice Luigi De Magistris, eurodeputato Idv e responsabile giustizia del partito. Ma la bocciatura più rilevante arriva dall’Anm. Il presidente dell’Associazione Nazionale dei Magistrati, Luca Palamara, ribadisce il “giudizio negativo” sul processo breve e, in particolare, punta il dito sugli “effetti devastanti” che questa riforma rischia di avere sui processi in corso. “Questi sono provvedimenti che vanno nel senso contrario a ciò di cui la Giustizia ha bisogno”, ha detto Palamara.

    Mentre Fabio Granata di Futuro e Libertà annuncia “una battaglia parlamentare durissima con ogni mezzo previsto dai regolamenti. Siamo in piena emergenza democratica – rimarca Granata – e bisogna rispondere con strategie adeguate. La destra repubblicana e legalitaria di Futuro e Libertà è pronta alla mobilitazione in Parlamento e nelle piazze”.

    Ora, dice De Magistris, “che si stringe il cerchio giudiziario intorno a Berlusconi ecco che si riattiva la micidiale pletora dei suoi avvocati personali, quelli che siedono in Parlamento e che hanno il compito di garantirgli l’impunità per mezzo dell’abuso di legge”. Il processo breve, “che il Pdl vorrebbe riesumare in Commissione Giustizia della Camera, è un ddl inaccettabile. Distrugge infatti il diritto ad aver giustizia che spetta ad ogni cittadino ed è un pessimo segnale inviato al paese da una politica castale, la quale dimostra di voler essere impermeabile alla legge a qualsiasi prezzo, anche forzando la Costituzione e gli equilibri fra poteri dello Stato che sono alla base di una democrazia”.

    Secondo il Partito Democratico la volontà di accelerare sul Processo Breve “è una richiesta irresponsabile, quel provvedimento non serve ai cittadini e metterà in ginocchio il sistema giustizia, cancellerà centinaia di migliaia di processi vanificando così il fruttuoso lavoro dello Stato nella lotta alla criminalità, con buona pace della certezza della pena e dei diritti delle vittime. Per non parlare dello spreco inaudito di risorse economiche visto che in un colpo solo si getteranno al macero tutte quelle indagini che hanno avuto necessità di complessi accertamenti, a partire da quelle economiche”. Lo dichiarano congiuntamente la capogruppo democratica in commissione Giustizia, Donatella Ferranti e il responsabile giustizia del partito, Andrea Orlando commentando la lettera con cui il capogruppo del Pdl, Enrico Costa ha chiesto alla presidente Bongiorno di rimettere in calendario la proposta sul processo breve.

    “Ci opporremo duramente a questo provvedimento – aggiungono i democratici – anche perché proseguire nel dibattito sarebbe un affronto alle tante critiche che sono state sollevate, anche in parlamento, ad un testo che serve esclusivamente ad accontentare le smanie vendicative del presidente del consiglio nei confronti della magistratura e a perseguire una strisciante impunità”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

    Federalismo, Crisigiovani: "Rischio tasse più alte" (Sabrina Bergamini, http://www.helpconsumatori.it)

    Via libera per decreto al federalismo municipale. Nonostante il pareggio della votazione in Bicamerale di ieri, il Governo ha deciso di andare avanti lo stesso sulla strada del federalismo (con modalità oggetto di contestazioni da parte dell'opposizione) e ha convocato ieri sera un Consiglio dei Ministri straordinario che si è riunito a Palazzo Chigi e "ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale". Per entrare in vigore, però, il decreto deve essere firmato dal presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

    Ma il federalismo fiscale municipale conviene o meno ai cittadini consumatori? A rispondere è Luisa Crisigiovanni, direttore di Altroconsumo, che ha dedicato al federalismo un approfondimento sulla rivista "Consumatori, Diritti e Mercato": "Dalla valutazione fatta da Altroconsumo in collaborazione con esperti, professori universitari, fiscalisti e rappresentanti del mondo imprenditoriale camerale, è certo che presumibilmente aumenterà la pressione fiscale. In realtà, il rischio è che con il decentramento si finisca per pagare più tasse. La domanda che ci poniamo come rappresentanti dei cittadini è quali saranno i vantaggi, se ci saranno, di questo probabile aumento di pressione fiscale. Ancor prima che si venga a stabilire quanto debbano pagare i cittadini, - continua Crisigiovanni - credo che si debba, con la distribuzione delle competenze, anche distribuire le risorse, o meglio: chiedersi se le risorse sono adeguate alle competenze e se sono adeguate ai livelli di decentramento decisi. Bisogna andare a incidere sulla Pubblica Amministrazione: la domanda è se questo lavoro sia stato fatto o meno. Ci sono stati studi, ben illustrati nella conferenza CNCU-Regioni di Orvieto dello scorso anno, che hanno illustrato proprio questo: perché possa giovare ai cittadini, una riforma federalista, che può connotarsi come tentativo di rispondere all'esigenza di essere più vicini ai cittadini e di controllo dei cittadini sull'operato dell'amministrazione, è efficace solo se si tagliano le spese dell'amministrazione a livello centrale. Altrimenti c'è una stratificazione degli apparati amministrativi, con tantissimi costi che alla fine vengono a gravare sulle tasche dei cittadini contribuenti".

    C'è il rischio che si accentuino le differenze territoriali Nord-Sud con un federalismo basato sul territorio e su differenza fra Comuni "virtuosi" o meno? "Saranno esasperate situazioni che però già esistono - commenta il direttore di Altroconsumo - Paradossalmente, questo potrebbe far riscoprire maggior senso civico ai cittadini, che dovrebbero sentirsi più responsabili di chi vanno a eleggere per governare il loro territorio. Pensiamo solo alle prestazioni sanitarie: già ci sono differenze sostanziali nel costo di un'ecografia al Nord, al Centro e al Sud, o fra una Regione e l'altra. Le prestazioni in una Regione possono costare una cifra e costare un'altra in altre Regioni. Magari, in alcune Regioni, con un costo maggiore c'è il desiderio di disincentivare una determinata prestazione piuttosto di correggere un disequilibrio rispetto allo standard nazionale. Se le Regioni dovranno pagare di tasca propria perché non ci saranno trasferimenti dall'amministrazione centrale, i cittadini saranno più esigenti nell'esigere servizi di qualità. Chiaro è - conclude Crisigiovanni - che, come rappresentanti dei cittadini, vorremmo che ci fosse uno standard minimo garantito per i servizi essenziali e universali: accesso alla scuola, ai servizi di prima assistenza sociali o di salute pubblica. È anche vero che l'abuso di alcune prestazioni deve essere corretto".

    PDF: Altroconsumo. Il prezzo della salute

  • Archivio Leggi Salva Premier
  • Archivio Federalismo
  • 06/02/2011 Archivio Berlusconi dimettiti. Il grido degli italiani onesti: Berlusconi dimettiti!
  • Archivio La 'commedia all'italiana' di Berlusconi senza Veronica
  • Archivio La 'commedia all'italiana' di Berlusconi e Veronica
  • Archivio Liberiamo la politica dai politici
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO