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  • 14/06/2006 Pasqua, come si riconoscono le Colombe di Qualità? (VC, www.helpconsumatori.it)

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    Le colombe pasquali che mangeremo tra qualche giorno, se fatte a regola d'arte, saranno riconoscibili dal nome. Da febbraio scorso, infatti, è entrato in vigore un decreto del ministero delle Attività Produttive e delle Politiche Agricole e Forestali che ha riservato il nome di "colomba pasquale" ai prodotti che rispettano i criteri stabiliti dallo stesso. Buona Pasqua a tutti e...occhio alle etichette.

    Con il Decreto del 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività Produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, vengono definite le caratteristiche di alcune tra le più note specialità dolciarie della tradizione italiana. Panettone, Pandoro, Colomba, Savoiardo, Amaretto, Amaretto Morbidotrovano nella nuova disciplina trovano una tutela ad hoc.
    In particolare il decreto dispone che:

    • per ogni prodotto sono indicati gli ingredienti obbligatori e facoltativi e il procedimento di produzione;
    • è previsto l'utilizzo della denominazione anche per i prodotti privi di alcuni ingredienti e/o arricchiti di altri, purchè le variazioni siano indicate in etichetta quali, ad esempio nel panettone, uvetta e canditi;
    • ulteriori ingredienti caratterizzanti il prodotto, usati in aggiunta a quelli previsti, devono essere dichiarati nella denominazione di vendita, indicandone la relativa percentuale di impiego;
    • Panettoni, Pandori e Colombe di piccole dimensioni possono essere denominati "Panettoncini", "Pandorini" e "Colombine";
    • le regole di produzione e commercializzazione sono identiche sia per i prodotti industriali che per i prodotti artigianali.

    Solo i prodotti che rispettano queste "regole" possono fregiarsi delle denominazioni riservate; i prodotti non conformi al decreto devono utilizzare denominazioni diverse ad esempio Dolce di Natale (Panettone o Pandoro), Biscotto all'Uovo (Savoiardo), Biscotto alle mandorle (Amaretto).

    Ma veniamo al dolce che evoca le festività pasquali, la Colomba. Il decreto stabilisce che la denominazione sia riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma irregolare ovale simile alla colomba, una struttura soffice ad alveolatura allungata con glassatura superiore ed una decorazione composta da granella di zucchero e almeno il 2% di mandorle, riferito al prodotto finito e rilevato al momento della decorazione.

    Gli ingredienti obbligatori sono: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria A o tuorlo d'uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica (cioè il burro) in quantità non inferiore al 16%; scorze di agrumi canditi in quantità non inferiore al 15%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale. Dunque occhio alla etichetta che deve contenere l'indicazione specifica degli ingredienti utilizzati.

    A garanzia del rispetto del decreto, gli organismi di controllo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali sono impegnati nell'operazione "Colomba": un'attività tesa al controllo relativo alla rintracciabilità dei prodotti e la corretta etichettatura del dolce pasquale.

    Clicca qui per saperne di più sull'etichettatura dei prodotti alimentari.

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