TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 29/07/2005 Il Tempo delle Regole - Gli obiettivi e gli strumenti (Michele Grillo, www.lavoce.info)

    Ricerca personalizzata

    Anche la saggezza proverbiale sa che "prendere due piccioni con una fava" è un esito di per sé non impossibile, ma comunque affidato a circostanze fortuite e fortunate.
    La teoria economica - le cui proposizioni, come sostenne molti anni fa Paul Samuelson, poche volte trascendono l'ovvio (benché si muovano entro i suoi confini con grande eleganza) - avverte i responsabili della politica economica che non è cosa buona impiegare strumenti in numero inferiore agli obiettivi che si perseguono.
    È naturale aggiungere: tanto meno lo è, se si possono avere a disposizione strumenti in quantità maggiore, e più acconci.

    Le banche, la concorrenza e la stabilità

    La relazione tra strumenti e obiettivi mette a fuoco un profilo importante di cui si è occupato l'Antitrust, il 29 gennaio scorso, davanti alla commissione bilaterale per un'indagine conoscitiva sulla tutela del risparmio, intervenendo in merito alla vexata quaestio su concorrenza e stabilità nel settore bancario.
    Secondo la normativa vigente, l'acquisizione di una banca deve essere autorizzata sia dall'Autorità di concorrenza, la quale accerta che non si crei una "posizione dominante" nel mercato (articolo 20 della legge 287/90), sia dall'Autorità di vigilanza, la quale accerta che ricorrano le condizioni di una "gestione sana e prudente" della banca (articolo 19, comma 5, del Testo unico bancario).

    Oggi, la Banca d'Italia è il soggetto che applica entrambe le norme. Si discute dell'opportunità di ripartire le competenze per "funzioni": la concorrenza all'Antitrust, la stabilità alla Banca d'Italia.

    Ma molte delle difficoltà all'origine della discussione potrebbero mantenersi immodificate, anche dopo una ripartizione delle competenze, fintanto che al perseguimento di due finalità distinte resta allocato un unico strumento "strutturale", il controllo delle concentrazioni.

    Circostanze e soluzioni diverse

    Dinanzi alla commissione bilaterale, il governatore Antonio Fazio ha sostenuto la sinergia tra obiettivi di concorrenza e di stabilità. Ma tale sinergia sembra nascere dal ricorso allo stesso strumento, più che da una congruenza tra le due finalità.
    Il divieto di una concentrazione che crea una posizione dominante potrebbe, infatti, porre problemi di stabilità se, per esempio, la banca acquisita dovesse essere a rischio di fallimento, con effetti di destabilizzazione del sistema dei crediti e dei debiti, nonché di una ampia dissipazione del capitale informativo incastonato nelle relazioni di clientela.

    Specularmente, la crescita esterna di una banca, anche se non dà luogo a posizione dominante, potrebbe mettere a rischio la stabilità, se si realizza in forme che ne indeboliscono la "sana e prudente gestione".
    Il Testo unico paventa tale possibilità, non solo per la modifica del controllo, ma anche per la partecipazione di minoranza qualificata nel capitale di una banca.

    È opportuno, allora, distinguere tra diverse circostanze. Nel caso di una concentrazione che crea una posizione dominante, ma può favorire la stabilità (per esempio, quando una grande banca ne acquisisce un'altra in difficoltà), l'Antitrust ha suggerito una soluzione semplice: l'Autorità di concorrenza potrebbe autorizzare l'operazione se, con parere motivato, l'Autorità di vigilanza mostra che essa è strettamente necessaria alla stabilità.

    Questo schema di soluzione è ben conosciuto dal diritto antitrust (si veda il caso di autorizzazione di intese vietate) ed esiste una consolidata giurisprudenza sulla condizione di stretta necessità.

    L'autorizzazione, inoltre, accenderebbe un riflettore su possibili comportamenti abusivi della banca in posizione dominante.

    L'articolo 19

    Diverso è il caso in cui la "gestione sana e prudente" della banca fosse messa a repentaglio da una modifica del controllo, o della sola partecipazione al capitale, di una banca, senza effetti negativi sulle condizioni di concorrenza nel mercato.

    A ben vedere, l'articolo 19 del Testo unico, nel farsi carico di questa circostanza, tiene conto di due distinte preoccupazioni. Quando l'acquirente è un'impresa non bancaria è in gioco il principio di separazione tra banca e industria. L'intervento "strutturale" – autorizzare o vietare l'acquisizione – può essere uno strumento appropriato all'obiettivo di stabilità. Lo stesso strumento è irrilevante per la concorrenza, giacché acquirente e acquisita operano in mercati diversi. Quando l'acquirente è un'altra banca, assegnare all'obiettivo della "sana e prudente gestione" uno strumento "strutturale", come fa il Testo unico, potrebbe, invece, condurre a un contrasto tra finalità di stabilità e finalità di concorrenza.

    Nella legislazione antitrust, il principio che la banca è sottoposta, come ogni altra impresa, alle regole del mercato, si è consolidato quando è maturato il convincimento che, ai fini di stabilità, il ricorso a strumenti di regolazione prudenziale è preferibile alla regolazione strutturale.

    Regolazione prudenziale significa che una banca deve soddisfare requisiti oggettivi e predeterminati di solidità patrimoniale e di integrità dei soggetti che partecipano al suo capitale. Ma tali requisiti devono essere verificati in ogni momento del processo evolutivo di una banca, e tutte le banche possono e devono essere, pertanto, ugualmente e costantemente vigilate, secondo i criteri della regolazione prudenziale, indipendentemente dal fatto che sia in gioco una fattispecie di concentrazione, che è invece tipicamente soggetta alla verifica di concorrenza.

    È, allora, necessario fare risolutivamente i conti con l'articolo 19 del Testo unico bancario: per evitare che l'assegnazione di strumenti di regolazione strutturale (e non prudenziale) a fini di stabilità ostacoli il ridisegno dell'architettura dei controlli secondo un efficiente criterio di ripartizione delle competenze per funzioni.

    Il tempo delle regole - Indice Generale dell' Articolo

  • 29/07/2005 Il Tempo delle Regole - Antonveneta, i paradossi di una battaglia
    Una vicenda anima in questi giorni la Borsa italiana: lo scontro per il controllo della banca Antoveneta. I dubbi riguardano in particolare le condizioni e il ruolo svolto dalla Banca Popolare di Lodi e dalle autorità di controllo e vigilanza...
  • 29/07/2005 I costi della mancata concorrenza
    Il tempo delle regole. Il possibile compromesso alla Camera…Nell’ ambito del dibattito sul risparmio, si sta delineando un compromesso sul ruolo della Banca d’ Italia: potrà tenersi il controllo di fatto del sistema bancario, vincendo così la concorrenza dell’Antitrust, in cambio di un qualche limite sul mandato del governatore
  • 29/07/2005 Settore Bancario, la Miglior Difesa è l'Attacco
    Il dibattito sui futuri assetti del settore bancario in Italia e sulla gli orientamenti in materia della Banca d’Italia è attualmente focalizzato sull’apertura del nostro mercato ai gruppi esteri. Minore attenzione viene data a quale debba essere il modello di specializzazione delle nostre banche, soprattutto quelle maggiori. Eppure, si tratta di una questione cruciale, tanto più in una fase in cui l’economia italiana soffre per la scarsa capacità competitiva...
  • 29/07/2005 Le Banche Estere sono Cattive?
    Nel tradizionale discorso al Forex il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, ha risposto alla lettera pubblica con la quale il commissario Parlamento europeo, il Consiglio dell’ Unione europea, la Commissione europea, la Corte di giustizia e la ......Ue al Mercato interno, Charlie McCreevy, aveva chiesto rassicurazioni sul suo impegno a favore di un sistema
  • 29/07/2005 Un Governatore è per sempre
    La pax bancaria, improvvisamente scoppiata fra Governo e via Nazionale con le dimissioni di Tremonti ha mandato in soffitta anche tutta la parte di riforma relativa all'architettura dei poteri di vigilanza e al mandato del Governatore. La riforma, se mai si farà, sarà realizzata a pezzi e bocconi, utilizzando i veicoli legislativi più...
  • 29/07/2005 Risposte lente e sbagliate
    Come negli Stati Uniti dopo Enron, la politica si è subito attivata per dare una risposta legislativa allo scandalo Parmalat. Non si può certo dire che alla velocità di reazione iniziale abbiano fatto seguito risultati altrettanto rapidi. Il rischio di far ancora peggio
  • 29/07/2005 Tre punti critici e un Ddl
    L'esame del disegno di legge per la tutela del risparmio inciampa di nuovo, con le dimissioni del relatore di maggioranza, in un clima rarefatto nel quale le truppe dei sostenitori sembrano ogni giorno assottigliarsi. Eppure, il provvedimento resta necessario e urgente. Sul fronte internazionale...
  • 29/07/2005 Se non ora quando?
    "La Banca motiva, da sempre, le sue decisioni. Sistematicamente, con la diffusione di relazioni e studi nelle sedi istituzionali, rende conto delle proprie analisi e del proprio operato". Con queste parole il governatore ha risposto, con encomiabile orgoglio istituzionale, a quanti giudicano inadeguata l'accountability della nostra banca centrale...
  • 29/07/2005 La tela di Penelope della tutela del risparmio
    La predisposizione definitiva del progetto di legge in materia di tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari non si è ancora conclusa, dopo le emergenze di questo inverno sul caso Parmalat e Cirio. La duplice esigenza di assicurare una risposta rapida, ma anche organica e convincente, non ha quindi trovato ancora una sua composizione. ..
  • 29/07/2005 Gli obiettivi e gli strumenti
    Anche la saggezza proverbiale sa che "prendere due piccioni con una fava" è un esito di per sé non impossibile, ma comunque affidato a circostanze fortuite e fortunate...
  • 29/07/2005 Le qualità di un'Authority
    Il caso Parmalat rappresenta una grande opportunità e un grande rischio per l'ordinamento della finanza.. Opportunità e rischi. Nel corso della storia le crisi finanziarie, grandi o piccole che siano, sono sempre stati utili, anche se a volte tragici e costosissimi, stimoli per legislatori sonnolenti a occuparsi con più attenzione della tutela dei risparmiatori.
  • 29/07/2005 Come riordinare i controlli
    I fatti gravissimi della crisi Parmalat gettano nuovo discredito sul mercato finanziario e il sistema dei controlli dell'Italia, dopo il fallimento della Cirio e numerosi episodi di collocamento di strumenti finanziari discutibili presso i risparmiatori. Al di là delle responsabilità per ciascun episodio, che andranno...
  • 29/07/2005 Chi deve vigilare sulle banche
    L'opportunità che alle banche centrali siano affidati, oltre al compito di garantire la stabilità dei prezzi, altre responsabilità, in particolare per quanto riguarda la stabilità del sistema finanziario, è da sempre oggetto di analisi teoriche che sottolineano i benefici relativi di sistemi alternativi. Sebbene le banche centrali...
  • 29/07/2005 Le curiose idee del Governatore su banche e assicurazioni,
    Banche e assicurazioni (penso in particolare a quelle più attive nel settore delle polizze "vita") si distinguono per la caratteristica molto diversa dei loro bilanci. Le compagnie di assicurazione hanno una raccolta molto stabile, i premi, e impegni a lungo termine e poco liquidi: la scadenza di una tipica polizza vita...
  • 29/07/2005 Autorità indipendenti: hanno ballato una sola estate
    Sta avvicinandosi per le Autorità Indipendenti la fase del declino, dopo il ruolo di primo piano giocato negli anni Novanta? O siamo invece in una fase di utile ripensamento per riordinare e razionalizzare il quadro delle Agenzie oggi operanti in Italia? I segnali

  • Archivio Finanza
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO