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  • 30/03/2006 Banche e Finanza nei Programmi Elettorali (Marco Onado, www.lavoce.info)

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    Non è possibile un confronto diretto e semplice fra il programma della Casa delle libertà e quello dell’Unione in materia bancaria e finanziaria non solo per la lunghezza (24 pagine circa il primo, 281 il secondo), ma soprattutto per il diverso criterio seguito: mentre il programma della Cdl elenca in modo sintetico le cose fatte e quelle da fare, il programma dell’Unione compie una rassegna dei problemi esistenti e individua in modo analitico le strade da percorrere per risolverli. Sono state due scelte diverse, che rispondono a diverse risposte che i due schieramenti hanno dato all’inevitabile trade-off fra complessità dell’analisi e semplicità del messaggio.  

    Il programma della Casa delle libertà

      Ciò detto, il programma della Casa delle libertà individua due sole misure in materia finanziaria:  
    a)   Lo sviluppo della Banca del Sud;  
    b)   L’introduzione del principio della libera, immediata e gratuita “portabilita?” dei conti correnti da una banca all’altra (come per i telefonini) per far crescere la competizione bancaria.   

    Il programma dell’Unione

      Il programma dell’Unione in campo finanziario individua due problemi di carattere generale:  
    a)   La scarsa concorrenza complessiva nei mercati bancari e quindi il maggior costo pagato dagli utenti, rispetto a quanto si osserva negli altri paesi dell’Unione Europea. Per le imprese questo si traduce quindi in maggiori oneri e in un più elevato costo del capitale  
    b)   La necessità di rafforzare la tutela dei risparmiatori, anche mediante un maggiore controllo dei conflitti di interesse delle banche nei confronti dei loro clienti e fra banche e imprese quando le prime finanziano propri azionisti o soggetti a esse comunque collegati. Nulla dice il programma dell’Unione circa iniziative paragonabili a quella della Banca del Sud. In questo senso, sembra ispirarsi a un recente filone di ricerca, promosso soprattutto dalla Banca d’Italia, che sostiene che la ristrutturazione del sistema finanziario italiano non ha procurato danni rilevanti e permanenti alla disponibilità di fondi. Il problema, se esiste, dovrebbe essere risolto all’interno dell’azione volta ad aumentare la concorrenza complessiva nei vari mercati bancari. Per quanto riguarda in particolare gli interventi necessari a rafforzare la tutela dei risparmiatori, il programma dell’Unione individua una lunga serie di misure, che possono essere riassunte nei seguenti punti:  
    ·       norme per la migliore corporate governance delle imprese;  
    ·       introduzione della class action (azione collettiva dei risparmiatori) per il risarcimento dei danni subiti;  
    ·       maggiori controlli sui conflitti di interesse delle banche nella prestazione dei servizi di investimento e nell’attività di ricerca finanziaria;  
    ·       limiti quantitativi al finanziamento che le banche possono concedere a propri azionisti o soggetti collegati; ·       riforma del diritto fallimentare

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