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  • 22/03/2006 Una Mappa dei Fiori per salvare Clima e Biodiversità (NZ, www.helpconsumatori.it)

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    Oggi entra la primavera, viole e primule sono sbocciate un mese dopo. Un ritardo medio tra i 15 e i 20 giorni in tutti i fenomeni biologici che riguardano piante e animali. E' quanto è emerso dalla Mappa della Primavera, il progetto per osservare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità realizzato da Coldiretti, Legambiente e Federparchi.

    All'appuntamento con la primavera mancano ancora le rondini e i peschi non sono ancora in fiore. Viole e primule sono sbocciate un mese dopo e, in generale, c'è un ritardo medio tra i 15 e i 20 giorni in tutti i fenomeni biologici che riguardano piante e animali. Questo è quanto emerso dal monitoraggio effettuato grazie alla Mappa della Primavera, il progetto per osservare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità realizzato da Coldiretti, Legambiente e Federparchi in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. L'iniziativa fa parte di "Countdown 2010", iniziativa promossa dalla Iucn (World conservation union), che raccoglie e promuove le attività che hanno l'obiettivo di arrestare il declino di biodiversità entro il 2010.

    Se la primavera astronomica è stata anticipata dallo scoccare dell'equinozio di primavera alle 19,26 del 20 marzo, quella "naturale" - affermano Coldiretti, Legambiente e Federparchi - tarda ad arrivare per effetto dell'inverno più lungo degli ultimi trent'anni con una sommatoria termica mensile a livelli molto bassi per la costante presenza di un nucleo freddo di origine artica. Un ritardo medio di 15 - 20 giorni in tutti i fenomeni biologici che riguardano piante e animali, con un posticipo nell'arrivo di tutti gli uccelli migratori come le rondini, le cicogne, i tordi e i pettirossi. Le piante di tutte le specie sono ancora molto rigide poiché non si stanno ancora predisponendo alla circolazione della linfa, classico segno del risveglio primaverile.

    Le piante forestali sono in "letargo" condizionato dalle basse temperature, le rosacee non accennano alla ripresa vegetativa e le viole e le primule sono fiorite con almeno un mese di ritardo. La situazione non cambia per le piante coltivate, con i mandorli che stanno iniziando a fiorire adesso, con quasi 40 giorni di ritardo nell'Italia centrale e insulare. Mentre le gemme di albicocco, pesco e ciliegio non sono nemmeno entrate nella fase di prefioritura che dovrebbe già essere evidente, con un ritardo stimato in almeno 20 giorni.

    La situazione anomala della primavera del 2006, destinata a durare 92 giorni e 18 ore fino al 21 giugno, conferma che "non ci sono più le mezze stagioni" non è un luogo comune della tradizione popolare ma una verità che trova documentati riscontri sul piano scientifico e che è destinata ad incidere profondamente sull'ambiente, sulla natura e sulle attività economiche a partire dall'agricoltura. Un segnale dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con l'aumento dei casi estremi, con inverni lunghi e freddi o corti e caldi, e con estati lunghe e calde o brevi e fredde. Il progetto della Mappa della primavera, realizzato con il contributo delle aree protette del nostro Paese e i siti di Rete natura 2000, è finalizzato a monitorare gli effetti che i cambiamenti climatici possono avere nei confronti della biodiversità.

    La novità di questa seconda edizione - sottolineano le associazioni - è il coinvolgimento di gruppi di studenti, che realizzeranno un analogo monitoraggio all'interno dei giardini scolastici, nei parchi urbani o nei cortili condominiali e i cittadini, che parteciperanno alla raccolta di informazioni inviando ad un centro di raccolta le segnalazioni di eventuali anomalie riscontrate sul proprio territorio. La passione degli italiani per i fiori è dimostrata peraltro dal fatto che nel corso del 2005 - secondo Ismea- Ac Nielsen quasi la metà (45 per cento) dei cittadini ha acquistato fiori o piante per una spesa di oltre 2 miliardi di Euro. A comperare fiori e piante sono soprattutto donne (61,5 per cento), con oltre 55 anni, pensionate o casalinghe e residenti nel Nord Ovest o Sud.

    http://www.helpconsumatori.it

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