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  • 31/07/2007 I miracoli della dieta del 'Fisco' (Carlotta Martini , http://www.canisciolti.info)

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    È tempo di diete “last minute”, per mettere in belvedere nei luoghi acconci fianchi lisci come appena stirati da un rullo compressore.

    Veramente, è sempre tempo di diete, dodici mesi da un anno all’altro. C’è la dieta, appunto, di stagione, per dar prestigio alle chiappe scoperchiate, c’è la dieta post-ferie onde evitare, una volta che si rientra a domicilio, di dover rinnovare il guardaroba, in seguito agli eccessi da spiaggia o da montagna: gelati, bomboloni, schiacciatine, nonché dietro le sfrenatezze in passeggiata o durante una scarpinata: gelati… vedi sopra, oltre a quelle andate avanti con le gambe incrociate sotto la tovaglia, senza dimenticare gli spaghetti di mezzanotte e le briosce calde alle cinque di mattina. C’è infine la dieta per non metter su pancia d’inverno e per piallare quella accatastata fra la primavera e l’autunno.

    Le diete saranno di moda finché non si scoprirà il gene dell’obesità, e allora tutti in forma sin dalle prime nuotate nel sacco amniotico! Anche essere belle (e belli) è una conquista incessante che non permette di abbassare la guardia, una resistenza contro gli attacchi del tempo, e un’usanza che non tramonterà mai, insieme con la voglia di cinguettare un vecchio refrain di Gianni Bncompagni, “tutti brutti tranne me”.

    Un modello che non passa, per quanto stagionato, è Alba Parietti, la sexy-smilza (eccetto labbra e altri pezzi gonfiabili antero-posteriori) leader delle prezzemoline — astri nascenti, starlette, vedette collaudate, eterne presenzialiste sulla gossip-press, su grandi e piccoli schermi —, buttate a fare di tutto senza saper far nulla e, in effetti, a non far nulla tranne “l’importante è partecipare”, che dagli anni Settanta in poi a qualcuno porta pure fortuna, con lo strascico smerlato di qualche chiacchiera sulla gossip-press.

    La marcia in più di Alba Parietti è di condividere con un’altra star nostrana, Sabrina Ferilli, un’aureola “bolscevica” con cui le due ultraquarantenni bellone hanno cinto la chioma, genere leonino, che lussureggia sulla schiena di entrambe.

    Ma in quale maniera tifano per la sinistra? Sabrina è figlia di un dirigente della sinistra per eccellenza, il Pci, e questo le dà una patente dinastica di rossa democrazia. Quanto ad Alba, che alla pari di Sabrina sventola simpatie sinistrorse, pare abbia ricevuto la proposta di fare da madrina a un reality show, il nascente Pd, che è soprattutto uno show, in quanto la sua reality è tutta da dimostrare.

    Forti di una celebrità a sovranità limitata, entro i confini del nostro soffocante Stivale, e messaggere di un eterno femminino della sinistra (del quale non c’eravamo mai accorti), le due star, però, non sono mai state riprese, come farebbe supporre la loro tendenza di andare incontro al popolo, a braccetto con una tuta blu, con un capomastro o, volendo salire di rango, con un colletto bianco.

    La Ferilli non ha lasciato nemmeno freddare il suo divorzio da certo Andrea Perone, imprenditore, che si è sistemata bene in vista con Flavio Cattaneo, noto manager, ex dirigente della Rai. Alba, più sbarazzina, dopo aver chiuso il suo matrimonio con un attore, da tempo immemorabile svolazza tra:
    o un filosofico intellettuale emiliano, Stefano Bonaga, docente di antropologia filosofica, che deve averle insegnato a parlare come un libro stampato, di cui è bene diffidare, non di un libro stampato, ma di chi parla come…;
    o un divo americano, Christopher Lambert;
    o un principone siciliano, Giuseppe Lanza di Scalea, che Alba ha appena lasciato, forse perché la figura di madrina che tiene a battesimo un partito popolare non si confà con quella di bella addormentata sotto un baldacchino di palle come spettano a un principe.

    Tornando alle regole del vitto, la dieta del “Fisco” non è nuova. Molti la praticano da millenni. Chi l’ha rilanciata non l’ha certo fatto in funzione di progetti vacanzieri, perché progetti non ha, né di vacanze né di altro; al massimo progetta combinazioni alimentari di un pasto al giorno, una volta farinacei, con un pugno di riso, un nido di tagliolini e così via oppure una panzanella, un’altra volta un pasto proteico a base di un uovo sodo, di una scatoletta di tonno, magari in compagnia di un’insalata. La domenica si sciala col supplemento di un frutto. Si potrebbe definirla dieta punti, basata sul calcolo minimo delle calorie, o dieta mediterranea ridotta al minimo. È molto diffusa tra i pensionati che godono proprio di una pensione al minimo. Giovani disoccupati e precari si suppone che abbiano genitori comprensivi da farli vivere alle loro spalle ancora per parecchi anni, Tanto il governo neanche a questi ci penserà mai.

    Alle persone in cammino verso la terza età e verso una pensione, giusto, da fame, contrariamente alle solite esortazioni dei sanitari e del senso comune, si suggerisce di arrivare al collocamento a riposo più lardosi possibile, anche a costo di pigliarsi il diabete e quant’altro fa il paio con l’obesità. Non si rimpiangerà di non avere mangiato abbastanza quando ci si poteva abbuffare e darà molta più soddisfazione vedersi struggere di giorno in giorno.

    Si garantisce il successo della dieta del “Fisco” con qualunque soprappiù di ciccia.

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