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  • 19/08/2007 Sciopero fiscale, family day e cardinal Bertone (http://www.canisciolti.info)

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    Tasse: Le parole del Card. Bertone dividono la Cdl (http://www.canisciolti.info)

    "Le dichiarazioni del Cardinal Bertone rappresentano il miglior viatico per la rivolta fiscale che intendiamo mettere in atto".Lo dice Calderoli,coordinatore della Lega, dopo le parole di Bertone. Per Ferrara, responsabile Bilancio di Fi,"una domanda sorge spontanea:chi tra l'alto prelato e Prodi puù definirsi cristiano adulto?".Pionati (Udc): "Calderoli eviti di strumentalizzare parole ispirate a criteri universali e non a proposte insensate e illegittime della Lega". Per Urso, An: "Le tasse vanno pagate, ma il fisco deve essere equo".

    Mastella: Le parole del Card. Bertone strumentalizzate da Forza Italia e Lega (http://www.canisciolti.info)

    ''Il cardinale Tarcisio Bertone ha semplicemente voluto fare un richiamo ai doveri di ogni cittadino onesto. Ci dispiace che Forza Italia e Lega ne abbiano strumentalizzato le parole, travisandone completamente il significato''. Lo afferma in una nota il segretario dei Popolari Udeur, Clemente Mastella.

    ''Il segretario di Stato -afferma il Guardasigilli- ha ricordato che e' un dovere pagare le tasse, e questo vale ancora di piu' in una democrazia, nella quale la giustizia sociale e la solidarieta' verso i piu' poveri devono avere un posto di primo piano. Non ci si puo' esimere di versare i tributi se si vogliono avere servizi efficienti, che guardino anche e soprattutto agli ultimi''.

    ''Il nostro impegno -assicura Mastella- e' affinche' la pressione fiscale in Italia cali e affinche' tutti versino il dovuto. Questo per rafforzare anche gli strumenti esistenti a favore delle famiglie e per far si' che la nascita di un figlio non abbia contraccolpi sui bilanci familiari''.

    Cardinal Bertone: Non ci siano ingiustizie nella distribuzione delle risorse dello Stato (http://www.canisciolti.info)

    "Tutti dobbiamo fare il nostro dovere anche nel pagare le tasse secondo leggi giuste". E' quanto ha affermato il Segretario di Stato Vaticano cardinal Tarcisio Bertone, conversando con i giornalisti durante il Meeting di Comunione e Liberazione, in merito alla proposta di sciopero fiscale lanciata dalla Lega Nord. "Noi - ha affermato il Segretario di Stato Vaticano - siamo con il Vangelo che dice: date a Cesare quel che e' di Cesare e a Dio quel che e' di Dio, e con San Paolo che invita a pagare le tasse".

    "Naturalmente - ha sottolineato il cardinale Bertone - e' stato gia' detto da esponenti di Chiesa e da me stesso, tutti dobbiamo fare il nostro dovere anche nel pagare le tasse secondo leggi giuste nel destinare i proventi delle tasse a opere giuste e all'aiuto ai piu' poveri e deboli". "Il salmo 71 - ha rilevato il cardinal Bertone - dovrebbe essere il programma del politico cristiano: rendere giustizia ai poveri e salvare la vita ai miseri. Il politico deve avere attenzione ai piu' deboli e poveri e farsi' che non ci siano ingiustizie nella distribuzione delle risorse dello Stato".

    Cardinal Bertone al Meeting: Il Family day è stato un grande evento (http://www.canisciolti.info)

    "Il Family day è stato un grande evento, che ha fatto vedere come il popolo italiano voglia bene alla famiglia nel suo progetto originale e primordiale di Dio sull'uomo e donna e matrimonio". Ne è convinto il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, oggi a Rimini per dare il via alla 28esima edizione del Meeting di Comunione e liberazione. "Non credo - dice ai cronisti al termine della celebrazione eucaristica - che il Meeting sia destinato a rilanciare il family day, ma chiedetelo ai suoi organizzatori".

    Bossi: Lo sciopero fiscale non è solo una rivolta fiscale ma è una rivolta popolare (http://www.canisciolti.info)

    Lo sciopero fiscale annunciato dalla lega Nord nei giorni scorsi "non è solo una rivolta fiscale ma è una rivolta popolare", perché "la gente vuole vivere in un Paese libero". Ne è convinto il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, ieri sera a Marina di Ravenna (Ravenna) per la 13ma festa della Lega Nord Romagna. Dal palco allestito nella piazza principale Bossi torna sulla proposta di uno sciopero fiscale da realizzarsi a settembre. "Noi andremo avanti fino in fondo - dice alla platea - andremo a parlare a Bologna e a Milano. Andremo fino in fondo, finché saremo tutti liberi". Perché, insiste, "la libertà ce la conquistiamo, anche se non sarà facile".

    Bossi torna a spiegare il motivo della protesta: "E' l'unico modo per mandare a casa Prodi. Hanno paura di questa proposta, perché hanno paura che la Lombardia chiuda i rubinetti. Ma noi vogliamo che la nostra gente sia libera". Dalla piazza qualcuno incoraggia il senatùr urlando slogan del tipo 'Mandiamoli a casa' rivolgendosi al Governo attualmente in carica. Bossi prende l'occasione per scagliarsi contro il Governo: "In questo Paese il Governo una volta eletto può governare anche contro il Paese. Cominciamo a fare la protesta fiscale. Se tutti la faremo vedrete che lo manderemo a casa".

    Sciopero fiscale: Bossi e La Lega non mollano e Berlusconi fa l'equilibrista (http://www.canisciolti.info)

    'Berlusconi frena, noi andiamo avanti', cosi' Bossi risponde ai giornalisti sul tema dello sciopero fiscale. 'La Lega da sola ha dieci milioni di lombardi - ha aggiunto il leader del Carroccio - non abbiamo paura, da soli siamo in grado di condizionare. Ci sono milioni di persone che ci credono e ci chiedono di mandare via Prodi'. Hanno paura che la Lombardia chiuda i rubinetti', ha concluso Bossi.

    Ancora una volta Silvio Berlusconi e' costretto a giocare il difficile ruolo dell'equilibrista, per tenere insieme le diverse anime del centrodestra. Ma di fronte alla minaccia di sciopero fiscale ventilata da Umberto Bossi, le sue capacita' di mediazione sembrano essere messe a dura prova. Se infatti sul tema l'ex premier mantiene una posizione prudente, assicurando che con la Lega ''c'e' piena sintonia'', il senatur tira dritto per la sua strada e nel confermare che quella della protesta e' l'unico modo per cacciare il governo Prodi, si smarca anche dal Cavaliere: ''Frena lui, noi andiamo avanti''.

    In realta', lo stesso Berlusconi in giornata aveva fatto sapere che quella della ''frenata'' era una interpretazione dei giornali. Ma il leader del Carroccio non e' sembrato curarsene. ''La Lega da sola ha dieci milioni di lombardi'', ha detto il Senatur in serata da Marina di Ravenna. ''Non abbiamo paura, da soli siamo in grado di condizionare. Ci sono milioni di persone che ci credono e ci chiedono di mandare via Prodi. Quello e' il modo, se vogliamo mandarlo via''. E ancora: ''Non hanno capito che non e' solo una rivolta fiscale, ma popolare. Andro' fino in ondo. Tengo duro, dobbiamo fargliela vedere'' perche' ''girero' Lombardia e Veneto e vedrete che le cose non si fermeranno li'', ha detto tra gli applausi del pubblico leghista.

    Poi, ai giornalisti che gli chiedevano se si fosse sentito con Berlusconi Bossi ha risposto: ''Non so, ci sentiremo''. Non solo. Il leader del Carroccio ha anche di fatto smentito Roberto Calderoli, il dirigente della Lega che ieri aveva assicurato che la protesta non si sarebbe concretizzata in un vero sciopero, ma in una forme del tutto legali. ''Hanno paura della protesta fiscale, ma se Bossi continua a dirlo prima o poi la gente lo fa. Cosa fa lo Stato? Manda i carabinieri a casa di chi non paga le tasse?'', e' stata la sfida del Senatur.

    Parole che rendono ancora piu' complicata la mediazione di Berlusconi. Non solo per la netta contrarieta' di Alleanza Nazionale e Udc all'idea di invitare i cittadini a non pagare le imposte, ma anche per la cautela con cui anche Forza Italia ha accolto la minaccia del leader del Carroccio. L'ex premier per primo, dopo aver ventilato la strada dello sciopero, fece marcia indietro. Ieri, il Cavaliere ha cercato di gettare acqua sul fuoco, minimizzando le diversita' di vedute con l'alleato: ''Ho parlato stamani con Castelli, chiarendo la situazione. C'e' grande accordo tra noi e la Lega, come sempre, e le decisioni le prenderemo insieme'', ha detto, sottolineando come gli elettori del centrodestra auspichino la massima unita' della coalizione.

    Parole che alcuni hanno letto come una apertura alla posizione del Carroccio. E' cosi'? Pare di no, o almeno non del tutto, almeno stando ai molti che dentro Fi non credono che una simile protesta sia praticabile. Scetticismo che traspare persino nel Carroccio. O almeno cosi' sembra dalle parole di uno dei suoi dirigenti. ''Sciopero e' un termine che puo' essere frainteso, perche' noi non chiederemmo mai agli italiani di non pagare le tasse: parlerei piuttosto di protesta, sul modello di quella del the' attuata dalle colonie inglesi contro la Corona'', ha detto Roberto Calderoli, senza voler svelare altri dettagli di quello che definisce il ''progetto per togliere la benzina finanziaria al governo Prodi'' e ''mandarlo a casa''.

    L'ex ministro leghista ha anche rivelato che ''contenuti e dettagli del progetto li conoscono pochissime persone, un paio, non di piu''', nessun altro, ''nemmeno Berlusconi''. Insomma e' verosimile che Lega e Forza Italia stiano cercando una quadratura del cerchio per non dividersi in vista di una autunno che Berlusconi preannuncia ''caldissimo''. E infatti, prima dell'affondo di Bossi, lo stesso Cavaliere e' tornato sull'argomento per ribadire che non ci sono diversita' di vedute e che sulla minaccia leghista lui non ha ne' frenato: ''Non c'e' nulla che non va. I giornali hanno enfatizzato ma e' soltanto un'interpretazione dei giornali''. Intanto pero', almeno nelle parole di Bossi, le distanze sembrano allargarsi invece che restringersi come vorrebbe Berlusconi.

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