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  • 29/09/2006 Indulto : Baraldini , Ministero precisa Condizioni Liberazione (http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    A seguito delle polemiche sul caso Baraldini, la terrorista condanata negli USA e traferita in carcere in Italia dopo molti anni, il ministero della Giustizia ha precisato che i reati contestatile sulla base del codice americano sono stati riqualificati dalla giustizia italiana in associazione per delinquere semplice, tentata rapina, estorsione, sequestro di persona e falsa testimonianza. L'indulto puo' essere applicato a tutti i reati in questione.

    Inoltre, a seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale, e' stata rideterminata la pena inflitta, la cui fine è stata fissata al 29.7.2008, "come stabilito dall'accordo in proposito concluso tra il Governo statunitense e quello italiano". Quanto al patto di estradizione con gli USA, il ministero sottolinea che "in virtù dell'art. 12 della Legge 25.7.1988 n.334 di ratifica ed esecuzione della Convenzione sul trasferimento delle persone condannate adottata a Strasburgo il 21.3.1983 (Convenzione cui hanno aderito gi USA e l'Italia), 'ciascuna parte può accordare la grazia, l'amnistia o la commutazione della condanna conformemente alla propria Costituzione o ad altre leggi'".

    Il fatto che l'indulto non sia indicato espressaente in questa norma, precisa via Arenula, "si giustifica con il fatto che non è previsto, nelle legislazioni dei paesi aderenti alla Convenzione di Strasburgo, un Istituto che produca analoghi effetti né si rinviene, sul piano della terminologia francese e anglosassone, un'espressione equivalente", ma non puo' escludersi che "nel vocabolo 'commutazione' (commutation of the sentence - commutation de la peine) vada ricompreso l'indulto, anche perché appare logicamente innegabile che il più contenga il meno".

    La Corte Costituzionale, inoltre, proprio occupandosi del caso Baraldini, degli accordi intergovernativi intercorsi e della Convenzione di Strasburgo, aveva puntualizzato con sentenza che le norme di diritto internazionale prive di fondamento costituzionale non possono in alcun modo contrastare con i diritti inalienabili e irrinunciabili della persona e i principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale italiano, tra i quali, sottolinea il ministero, "rientrano certamente quelli di uguaglianza e di libertà personale, e che in caso di disomogeneità tra ordinamenti, la preminenza spetta indiscutîbilmente a quello dello Stato di esecuzione".

    C'e' dunque la facolta' - anche senza che vi sia stato li consenso dello Stato in cui il detenuto e' stato condannato - di accordare l'indulto, ove approvato. In definitiva, i magistrati che hanno concesso l'indulto hanno operato correttamente. Il ministero fa anche notare che il provvedimento dell'indulto e' stato approvato dal Parlamento italiano a maggioranza dei due terzi. Sottolineatura, questa, che mira evidentemente ad evidenziare la contradizione della Cdl, i cui esponenti dei vari partiti hanno criticato duramente la decisione di giudici.

    Gianfranco Fini aveva commentato che "Il caso Baraldini, scarcerata proprio per effetto dell'indulto, è la conferma che la giustizia italiana, come temeva l'amministrazione americana, non è in grado di garantire la certezza della pena. Fra l'altro, proprio l'allora ministro della Giustizia, Diliberto, aveva garantito che avrebbe scontato interamente la pena", mentre il forzista Gaetano Pecorella aveva ipotizzato che i magistrati avessero commesso un errore, dato che i reati di terrorismo (per i quali Baraldini era stata condannata negli USA) non sono compresi nel provvedimento di indulto approvato quest'anno.

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