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  • 14/11/2009 Giovani avvocati : no a processo corsa contro il tempo , si' ad immunita' (redazione, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Il processo penale non puo' essere una corsa contro il tempo. Lo afferma l'AIGA, Associazione Giovani Avvocati Italiani, in merito all'ipotesi governativa di introdurre la prescrizione breve.

    "La esigenza di accorciare i tempi dei processi, civili e penali, non può spingersi al punto di snaturare l’accertamento processuale trasformandolo in una corsa contro il tempo e sanzionando l’eventuale ritardo addirittura con la estinzione del giudizio penale, tanto più se alla ipotizzata ennesima riforma della giustizia non si accompagneranno interventi strutturali importanti", ha dichiarato il Presidente AIGA avv. Giuseppe Sileci, commentando la proposta della maggioranza di rendere più spediti i processi presentando in senato un apposito DDL.

    "Con queste risorse umane e materiali, infatti, - secondo Sileci - è quasi certo che non si farà in tempo a celebrare moltissimi processi penali con la conseguenza davvero paradossale che, ad esempio, imputati condannati in primo grado, e la cui sentenza sia stata confermata in appello, potrebbero sfuggire alla giustizia se, per avventura, la cassazione tardasse a concludere il processo. In questo modo vi sarebbe uno spreco di risorse enorme: il funzionamento della macchina giudiziaria è particolarmente costoso e se è ragionevole restituirgli maggiore efficienza accorciando i tempi dei processi è meno comprensibile che dopo sei anni di attività giudiziaria, oltre alla fase delle indagini, si debba cestinare tutto perché è spirato un termine, la cui osservanza è prevista a pena di estinzione, che si sovrappone allo stesso istituto della prescrizione".

    "Per non parlare della certa disparità di trattamento – ha proseguito Sileci – tra chi potrà beneficiare del regime più favorevole e chi no (ed in questo senso anche l’elenco dei reati esclusi suscita più di una perplessità anche perchè rafforza il discutibile principio del doppio binario) ovvero dei problemi che si creeranno nel caso di coimputati in condizioni soggettive diverse (ed il processo Mills ne è un esemplare precedente)".

    "Forse bisognerebbe avere il coraggio di affrontare i problemi per quello che in realtà sono: la intera classe politica dovrebbe ragionare su come fare uscire il paese da un pericolosissimo corto circuito istituzionale: e la via d’uscita si chiama immunità parlamentare" ha concluso il presidente dei Giovani Avvocati, secondo cui "Solo in questo modo si ripristinerebbe quella indispensabile separazione tra poteri dello Stato che, da quando la autorizzazione a procedere nei confronti dei parlamentari è stata abbattuta dal referendum popolare post tangentopoli, è messa in serio pericolo da un conflitto tra potere esecutivo e potere giudiziario che sta progressivamente logorando la fiducia degli italiani, anche perché se nella prima repubblica erano le strategie dei partiti a condizionarela vita e la durata dei governi oggi il rischio è ancora più grave dal momento che la durata di un governo potrebbe dipendere da una iniziativa giudiziaria".



    http://www.osservatoriosullalegalita.org

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