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  • 16/11/2009 Processo breve : il commento dell'Economist (Gabriella Mira Marq*, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Se vivete in Italia e state pianificando di commettere un crimine moderatamente grave... la legge potrebbe presto essere un piccolo ostacolo per voi. Se un disegno di legge presentato in Parlamento questa settimana diventasse legge, vorrebbe dire che potreste commettere uno dei reati di cui sopra e potreste aspettarvi una ragionevole possibilita' di evitare di pagare la pena".

    Lo annuncia l'Economist del 14 novembre, spiegando che "La proposta di legge, che e' sostenuta dal governo conservatore di Silvio Berlusconi, suggerisce che le accuse contro gli imputati dovranno essere abbandonate due anni dopo l'accusa a meno che, da allora, il processo sia stato completato. Lo stesso limite di due anni dovrebbe essere applicato anche agli appelli a cui gli imputati (e pubblici ministeri) hanno successivamente diritto secondo la legge italiana, il che significa che l'intero procedimento legale dovrebbe essere completato entro sei anni", ma "In un sistema giudiziario che e' sovraccarico, sottofinanziato e rinomato per l'inefficienza, la possibilità di portare a termine ciascuna delle tre fasi in meno di 24 mesi e' bassa."

    "La proposta di legge, che si applica ai processi già in corso, esclude dall'applicazione imputati con precedenti penali, reati per i quali sia prevista una pena detentiva di 10 anni o piu', e per alcuni reati gravi come quelli legati al terrorismo o la mafia", nota l'Economist, "Ma l'associazione che rappresenta in Italia i giudici e pubblici ministeri dice che gli effetti della legge sarebbero 'devastanti'. Si stima che piu' di 100.000 processi dovrebbero essere rottamati". Inoltre, commenta il settimanale britannico, "la proposta di legge avrebbe effetti oltre i confini d'Italia. Si dovrebbe applicare, per esempio, per violazione del copyright, corruzione, la commercializzazione di merci contraffatte e il frodi degli italiani ai fondi UE. Uno dei processi che sarebbero bloccati deriva dalle frodi Parmalat del 2003 le cui vittime sono straniere, nonche' detentrici di titoli italiani".

    La legge, secondo l'Economist, "sembra follia, ma non se sei Berlusconi. Il mese scorso la Corte costituzionale ha rovesciato una legge che era stata introdotta dal suo governo, che ha dato a lui (e ad altri tre alti funzionari) l'immunita' da procedimenti giudiziari. Il Primo Ministro italiano e' gia' imputato in due processi, per frode fiscale e corruzione, e altre indagini sono in corso. Se il progetto di legge fosse approvato dal Parlamento, dove la sua coalizione ha una maggioranza sostanziale, sarebbero annullati i processi e molto probabilmente le accuse mosse contro di lui in futuro scadrebbero."

    "In ogni caso - aggiunge fra l'altro l'Economist - Berlusconi non sembra correre rischi. Mercoledi', uno dei suoi parlamentari ha presentato un altro disegno di legge che permetterà di ripristinare l'immunita' di cui tutti i parlamentari nazionali italiani hanno goduto fino al 1993. Una o entrambe le proposte di legge potrebbe incorrere in una strenua resistenza se sottoposto alla Corte costituzionale. Ma la loro introduzione rende sempre piu' probabile che il resto del tempo di Berlusconi al governo sara' dominato (come era il suo governo precedente) dalle sue battaglie legali.".

    * si ringrazia Claudio Giusti



    http://www.osservatoriosullalegalita.org

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