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  • 25/11/2005 La Criminalità Biochimica del Potere Statunitense (Carmine R. Viola, visto su www.comedonchisciotte.org)

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    La circostanza che più indigna e deprime è la complicità, dichiarata o di fatto, del mondo con la più potente criminocrazia che la storia conosca e che si presenta come fautrice di democrazia e di giustizia analogamente a come i più incalliti criminali gridano la propria innocenza o ragione anche quando hanno le mani fatte di sangue.
    Il termine criminocrazia non è una voce “colorita” ma la definizione scientificamente esatta d una realtà che conta ormai parecchi secoli di mostruosità e di vergogne ma è sufficiente decorrere da Hiroshima (1945), quando il criminocrate in capo dell’epoca, il cravattaio Truman, ordinò il genocidio atomico di Hiroshima, e, qualche giorno dopo, di Nagasaki, producendo centinaia di migliaia di morti civili e di ustionati alcuni dei quali soffrono ancora, con il pretesto, del tutto incompatibile con la logica della stessa guerra, di piegare il Giappone, di fatto per annunciare al mondo che la superassociazione per delinquere yankee era già in possesso della più potente arma di distruzione di massa, e soprattutto per intimorire il “nemico” sovietico con un atto di deterrenza preventiva.

    A tal fine sarebbe bastato il primo olocausto ma il criminale costituzionale ama compiere il crimine anche per il solo piacere di farlo. Dal secondo sacrificio, non suscettibile di alcuna giustificazione tanto meno bellica, i criminocrati yankee guadagnarono l’epiteto-gogna di “barbari di Nagasaki” del che pare che vadano fieri come capita al criminale tipico del Lombroso, il quale (il criminale) s’identifica con il male che fa in quanto entità patologica e degenere.
    Il potere yankee sarebbe dovuto non nascere mai per il bene dell’umanità ma questa considerazione ha lo stesso valore di chi dice che i cataclismi naturali non dovrebbe avvenire. I cataclismi naturali continuano ad avvenire - anzi, ad aumentare - come è vero che il crimine è al potere con sede centrale negli USA con un corollario di Stati segugi e servili “da voltastomaco”. Il nostro Stato è uno di quelli: si preoccupa di rintracciare qualche sospetto “terrorista” nel momento in cui è al servizio del centro mondiale del terrorismo.
    Il Vietnam è un’altra “perla di vergogna” della criminocrazia yankee, davanti alla quale la più spietata delle “mafie” (che mafie non sono ma varianti paralegali della criminalità capitalista) è un gioco per bambini.


    In Vietnam i criminocrati USA condussero una guerra (puntualmente non dichiarata) fatta di soli crimini, i più inumani dopo quelli atomici, perché consumati con armi chimiche, batteriologiche e biologiche, la più grande delle quali fu certamente il famigerato napalm, e crimine essendo lo stesso fine della “guerra”: ingerirsi per imporre il regime predonomico (o dell’agonismo predatorio ex giungla), contesto ideale per coloro che vogliono solo acquistare potere e ricchezza sfruttando con ogni mezzo possibile il proprio simile - e la stessa natura.
    Il fine è dunque quello di perpetuare l’animalismo della foresta in versione antropomorfa. Tale animalismo, che è poi il capitalismo comunque strutturato, lo chiamano democrazia giocando sulle apparenze della pratica elettorale e chiamano Stato di diritto il potere politico costituito solo perché esercita e fa esercitare la criminalità predatoria (predonomica) secondo le regole stabilite dal parlamento.

    Carmine R. Viola
    Fonte:www.rinascita.info
    Link:http://www.rinascita.info/cogit_content/rq_analisi/Lacriminalitbiochimicadelp.shtml

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