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  • 02/03/2006 Scontro di Civiltà. Spuntano nuovi Video della Vergogna! (Marcello Pamio, www.disinformazione.it)

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    Si può comprendere tutto, dallo stress psicofisico di un lavoro molto rischioso, dal pericolo giornaliero che un carabiniere corre, ai personaggi poco raccomandabili che incontrano, ma l’atto violento in sé, non si può giustificare in nessun modo: manganellate, pugni, ginocchiate, come nella migliore tradizione statunitense. Addirittura si vede un militare, di circa 120 chili, saltare di peso sullo stomaco del disgraziato per terra…
    Ma non è di questo che voglio parlare, anche se rientra a pieno titolo nella strategia dello “scontro di civiltà”.

    Questo accadimento, sul quale mi auguro gli organi inquirenti faranno il loro compito, è avvenuto domenica 19 febbraio 2006 a Sassuolo, verso le ore 10 di mattina. Le riprese effettuate dal telefonino di un marocchino che ha assistito alla scena, vengono consegnate all’associazione Giovani musulmani d’Italia con sede a Sassuolo, e dopo averlo pubblicato nel sito si decidono di portarlo alla Digos della Questura di Reggio Emilia. Per una settimana la notizia rimane nascosta nei meandri regionali ( La Gazzetta di Modena & C.), per poi finire nei canali mediatici nazionali: Kataweb, Repubblica on-line e i vari tiggì nazionali, tra cui il Tg5 di Rossella.

    Qualcuno plaude la scelta coraggiosa dei direttori di trasmettere il filmato, e qualcuno accusa invece la Rai di stato di non aver dato ampio risalto all’accaduto. A parte il fatto che non è corretto parlare di coraggio ma, in questo caso, di propaganda; la cosa certa è che in un periodo come questo, esaltare e fomentare ulteriormente l’odio tra musulmani e occidente è molto pericoloso e va valutato con ponderazione. 
    Lo “scontro di civiltà”, ideato dal professor della Princeton University Bernard Lewis e portato avanti da Samuel Huntington della Harvard University, non ha mai raggiunto vette così alte, come in questo momento storico, e basta analizzare attentamente ciò che sta accadendo per rendersene conto.
    Senza andare troppo indietro nel tempo, vediamo cos’è accaduto negli ultimi tre mesi.

    Stabiliamo come punto di partenza la pubblicazione il 30 settembre 2005 delle dodici vignette da parte di un quotidiano neocon danese (collegato con i personaggi di estrema destra statunitensi), e rilanciate dai media (compiacenti al Sistema) dopo oltre tre mesi, proprio quando - guarda caso - l’Iran viene deferito al Consiglio di Sicurezza per l’idiozia delle armi nucleari, e Hamas stravince le elezioni in Palestina…
    Qui da noi l’ex ministro Calderoli scatena un putiferio, trascinatosi pure in Libia, andando in giro per mamma-Rai con una maglietta in cui erano stampate le vignette su Maometto. Mentre la seconda carica dello stato, Marcello Pera, sottoscrive un manifesto che porta - secondo Bertinotti - «al conflitto tra civiltà».[1]
    D’altronde il Presidente del Senato non è estraneo a simili uscite, estremamente strumentali. Ricordiamo le sue sparate sul multiculturalismo che «genera apartheid, risentimenti e terroristi di seconda generazione», per non parlare dell’apertura all’immigrazione in Europa che ci farebbe diventare «meticci» (leggi articolo)

    “Il Movimento Internazionale per i Diritti civili” spiega per filo e per segno come «la recente crociata lanciata dal presidente del Senato Marcello Pera in presunta difesa dei valori occidentali, che solca le acque mosse dalla provocazione del leghista Calderoli, si inquadra in una campagna islamofobica paneuropea che è stata messa a punto da Bernard Lewis, professore della Princeton University. Lewis, nato in Inghilterra è un prodotto dell'Arab Bureau ed è uno dei massimi controllori di Benjamin Nethanyahu, di cui è stato consigliere anche ufficialmente»
    Questo Bernard Lewis è stato spesso ospitato come relatore dalla fondazione presieduta da Pera, assieme anche a Daniel Pipes un esperto di islamofobia nonché dichiarato antiarabo.
    Tutto questo bailamme, ha ridestato perfino l’arzilla Fallaci, che afferma di voler preparare pure lei delle vignette islamofobiche…

    In Iraq salta in aria il secondo luogo più sacro dei musulmani sciiti, la moschea Dorata di Samarra, per opera di un misterioso “commando in mimetica”. E «>non c'è bisogno di essere complottisti per capire che i sospetti possono essere molti, e non solo i sunniti. Come si sa, tempo fa dei militari britannici sono stati arrestati [a Bassora] travestiti in abiti arabi, mentre giravano su un'auto armati»[2]  lo afferma Ray McGovern, ex analista della CIA!
    Naturalmente la colpa è dei sunniti, e questo ha provocato centinaia di morti in scontri e instaurato un regime di terrore – con tanto di coprifuoco – in un paese già devastato dal genocidio anglo-americano.
    Non vedete in tutto questo la mano di una entità superiore che sta spingendo allo scontro? Un’unica oscura mano che spingendo un po’ di là e un po’ di qua sta facendo il bello e cattivo tempo?
    In tutto questo a fomentare l’odio, la rabbia, la paura ci pensano pure le truppe statunitensi d’invasione in Iraq che passano le loro giornate sparando di giorno dalle camionette, contro tutto quello che si muove. Una vera e propria “battuta di caccia” con tanto di punteggio: “10 punti per le jeep, i camion, 20 per le auto normali, e ben 50 per le utilitarie”.

    Battuta di caccia a Baghdad
    Clicca sull’immagine per vedere il filmato 

    Se non ci credete guardatevi il filmato qui sopra (cliccando sull’immagine) e potrete osservare come questi criminali al soldo degli eserciti, sparano senza ritegno e umanità contro civili in macchina, in furgone, in camion, provocando incidenti stradali e moltissimi morti. Ma per loro è un gioco, un gioco che sicuramente qualcuno gli ha detto e/o permesso di fare: il deleterio gioco del Terrore!
    Questi zuzzurelloni sarebbero un gruppo di contractors americani della AEGIS[3] (i civili delle ditte collegate all’industria bellica e/o petrolifera).
    Come ho già detto: stiamo assistendo al più deleterio e pericoloso scontro di civiltà voluto e fomentato dai Poteri forti, e quello che manca è proprio un attentato, in stile 11 settembre, in Europa.
    Lo dicono gli esperti americani del Center for Transatlantic Studies della John Hopkins University, riunitisi in Germania il 31 gennaio scorso. Noi, secondo tali esperti, viviamo nella «devastante convinzione che l’Europa sia in qualche modo immune da grandi attacchi terroristici» [4]. Atteggiamento che cambierà, sempre secondo loro, quando ci troveremo di fronte un mega-attentato, che «non è questione di se, ma di quando»[5]
    In questi giorni il nostro Premier si trova proprio negli Stati Uniti: semplice propaganda pre-elettorale o c’è dell’altro…? 
    Stranamente sempre più fenomeni islamofobici ci stanno toccando molto da vicino, e non vorrei che qualcuno - in alto - avesse scelto l’Italia come bersaglio…

    [1] Bertinotti: “Quella di Pera è cultura dell’odio”, tratto da www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=880888
    [2] Ex agente della CIA: l’attentato alla moschea forse è cosa nostra http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=977&parametro=esteri 
    [3] Il Blog dei militari www.militari.info/dblog/articolo.asp?articolo=167 
    [4] Movimento e Solidarietà www.movisol.org/./znews023.htm 
    [5] Idem


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