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  • 10/03/2006 America: Quo Vadis?(Peter Utrecht, http://www.selvesandothers.org, visto su www.comedonchisciotte.org)

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    In questo articolo sulla così detta “supremazia” statunitense andremo ad esaminare alcuni fattori interni ed esterni ai quali si può attribuire questa lenta e pare irreversibile deriva verso un abisso di quest’unica “superpotenza”.
    Proviamo ad usare i “modelli di proiezione” storici del passato per paragonare la dominazione globale degli Stati Uniti ad altri declini imperiali, al fine di afferrare meglio il contesto attuale. Roma estendeva di conquista in conquista i confini del suo vasto impero e poi pretendeva un “tributo” o una tassa dai cittadini assoggettati. Era un compromesso ragionevole: i popoli assoggettati in cambio di una tassa pro capite da pagare ai propri signori imperiali si aggiudicavano i privilegi del diritto civile romano e la protezione dai barbari, grazie alle potenti legioni dell'impero. Roma esportò anche la propria grandeur culturale, straordinarie poesie, letteratura, architettura, che arricchivano le periferie più esterne dell'Impero. Per contro gli Stati Uniti esportano “libertà e democrazia”.

    Decodificate queste due parole che sono comunemente associate all'idea di completa libertà di espressione e movimento, nel contesto attuale significano tutela da parte della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, in forma di restituzione del debito. La libertà, sotto forma di accordi di libero mercato, è esportata in tutto il globo e permette alle corporazioni di usurpare le sovranità nazionali e di operare impunemente al di là delle “regole della legge”, nel tentativo di raggiungere l'accesso ad un più grande mercato e di costringere gli “stati bersaglio” a rinunciare a tutti i diritti sull'industria nazionale in favore del controllo da parte delle multinazionali. Anche gli Stati Uniti esportano la loro cultura sotto forma di gratificazioni istantanee come video giochi e fast food, creando così una popolazione cronicamente malata e sovrappeso su scala globale. Questo assomiglia ad una versione grottesca del panis et circenses romano che distraeva cittadini e masse conquistate allo stesso tempo. Gli Stati Uniti offrono ad una crescente polpolazione di illetterati, carcerati o senzatetto, una breve distrazione dalla loro pietosa esistenza, attarverso una realtà virtuale generata dal computer.

    L'universalità del diritto romano ha portato alla repubblica moderna che oggi chiamiamo Stati Uniti d'America. Purtroppo gli Stati Uniti (a differenza della gloriosa Repubblica Imperiale Romana) oggi non sono in grado, o non vogliono estendere “princìpi universali” all'estero come fecero dopo la seconda guerra mondiale con tanto successo attraverso il piano Marshall per l'Europa. Si limitano a proiettare la loro grandezza militare attraverso brevi esplosioni di “colpisci e terrorizza” [shock and awe]. Pertanto il loro potere è deriso per il fatto di essere semplicemente un’aggressione imperialista come direbbero quelli di sinistra. Il risultato è che gli Stati Uniti non riescono a conquistare i “cuori e le menti” degli indomiti in giro per il mondo. Possono bombardare quelli che percepiscono come nemici, ma sembra non possano fare nulla per garantire stabilità e prosperità dopo l'uso della forza militare come fecero in Germania e Giappone nel dopoguerra. Infatti una nazione profondamente divisa non è in grado di stabilire dei propositi comuni neppure all'interno dei propri confini. Con questo intendo dire che non investe nella scuola pubblica per i cittadini più poveri nè fornisce un servizio sanitario pubblico per i cittadini più anziani nè rafforza i suoi confini. Questo è dovuto ad una presidenza che si limita a promuovere un ordine del giorno per le corporation. a scapito del bene della nazione, e ad un’amministrazione che invece sa e vuole condurre guerre, ma che non è disposta a finanziarle aumentando le tasse, e che chiede a propri giovani “l’estremo sacrificio” al fronte, mentre non è in grado di fornire alloggio o pensioni decenti ai propri “eroi di guerra” in patria. Questa situazionre insostenibile portò alla rivolta delle legioni imperiali di Roma. Forse gli Stati Uniti dovrebbero fare di più per rendere “contente” le loro truppe...?

     



    I barbari alle porte:

    Attuare una qualunque politica per fermare la decadenza della repubblica è impedito anche dal divario politico che divide gli Stai Uniti... Le regioni americane chiamate “Heartland”, “Bible belt”, “Rust belt” e “the elite and effete Northeast” sono praticamente entità separate; regioni divise che somigliano sempre più ad isole straniere all'interno di una federazione in cui la corruzione e la frammentazione non fanno che aumentare. In aggiunta ci sono gli “incroci etnici” che costituiscono la cittadinanza della repubblica imperiale. Comunque, il “pentolone razziale” che sobbolliva di immigrati, sta ora traboccando a causa della richiesta da parte dei latinoamericani di avere accesso ad un’equa fetta dell’American pie [torta statunitense ndt.] e che pretendono una maggiore attenzione politica, che sia proporzionata al loro peso demografico. Nello stesso momento i loro parenti sul confine messicano tentano di dirigersi a nord, alla ricerca del sempre inafferabile “Sogno Americano”. Il sogno di un povero Messicano è un incubo per un altro allevatore dell'Arizona. Gli stati di confine hanno creato una resistenza patriottica a questo assalto mettendo miliziani armati a pattugliare il confine per cercare, stanare e spesso distruggere lavoratori a giornata senza visto, e questo avviene con il benevolo consenso della polizia di confine che è sottopagata e sfruttata. Come si possono sistemare queste pressioni sul confine interno ed esterno mentre allo stesso tempo si ingaggia una infinita “guerra al terrorismo” oltreoceano? Più a lungo questa domanda rimarrà senza risposta, più velocemente gli Stati Uniti scivoleranno nell'abisso.

    E ora spostiamoci sul fronte estero degli Stati Uniti su scala globale. In Afghanistan la guerra contro il terrorismo è stata combattuta senza sufficienti truppe di terra. Lo stesso vale per l'Iraq. Le forze speciali statunitensi cercano di vincere la “guerra al terrore” terrorizzando gli abitanti locali che danno rifugio ai propri “combattenti per la libertà”. Brandire il bastone senza appendere alcuna carota per la resistenza afgana, o per qualunque altra opposizione armata durante la campagna di occupazione, non servirà a calmare le crescenti rivolte negli stati poveri ed arretrati. La stessa cosa vale per l'Iraq, dove si sta combattendo una delle guerre più costose della storia degli Stati Uniti. Questa guerra impossibile da vincere sta prosciugando le casse statunitensi al ritmo di oltre 250 miliardi di dollari all'anno. Strapazzare bulletti come Saddam Hussein o calpestare “nanetti militari” in Medioriente non farà mai guadagnare amicizie agli Stati Uniti né onore e nemmeno sederà la crescente ribellione araba. Al contrario bombardare società semifeudali facendole regredire “all'età della pietra” è un obiettivo militare futile non lontano dalla follia più totale. Il bombardamento deve portare ad una veloce ricostruzione, stabilità e coinvolgimento del nemico sconfitto negli accordi post bellici. Nel caso dell'Iraq, una società decisamente più progredita di quella afgana, gli Stati Uniti hanno cercato di pacificare la nazione con “shok and awe”, cioè “colpisci e terrorizza”, seguito da una brutale occupazione. Hanno cercato di mettere il carro davanti ai buoi abbozzando una costituzione in uno stato ancora in guerra e sotto occupazione. Per quanto ancora gli Stati uniti potranno finanziare un così dispendioso conflitto, benchè questo sia volto a garantire l'accesso al pertolio del Golfo Persico? Sappiamo tutti che il petrolio si sta esaurendo, nonostante ciò le strategie del Pentagono sono ossessionate dal combattere guerre per possederlo, proprio mentre stiamo entrando nell'era post petrolio... follia!

    Inoltre l'America prende la maggiorparte del petrolio importato dall'Emisfero Occidentale, da tre stati clienti: Messico, Canada e Venezuela. Non c'è bisogno di spendere miliardi di dollari per pagare un'agenzia di intelligence per capire che il Sud America sta diventando un problema crescente per Washington, è chiaro. Ma cercare di ribaltare questi stati e i loro legittimi leader non guadagnerà a Washington molte simpatie. Per adesso il Canada e il Messico stanno traendo profitto dal boom delle espotrazioni di gas e pertolio ai loro vicini staunitensi. Un blocco commerciale continentale all'interno del NAFTA (North American Free Trade Agreement) è cruciale per l’autosufficienza energetica statunitense. Paradossalmente gli Stati Uniti, che sono così fortemente dipendenti dagli stretti legami coi loro partner nordamericani stanno danneggiando i legami bilaterali con questi indispensabili alleati. Tensioni commerciali, differenze riguardo alla guerra in Iraq, la militarizzazione dei confini a nord e a sud hanno allontanato i “Tre Amigos”.

    Il Canada e il Messico hanno un grande vantaggio sul loro vicino petroldipendente: sono entrambi, rispetto alle risorse energetiche statunitensi, autosufficienti. Queste risorse strategiche, benchè nazionalizzate nel caso del Messico, poterbbero essere condivise a patto che gli Stati Uniti facciano dei passi per andare incontro e non per alienare questi alleati. Il NAFTA può essre mantenuto e integrato in un’unione di stile UE con una moneta comune, una comune politica sull'immigrazione e flessibilità nello spostamento dei lavoratori. Ma forse, allo stato attuale delle cose, questo è solo un sogno irrealizzabile. Invece di corteggiare i suoi alleati nel Nord America, e la Francia e la Germania in Europa, gli Stati Uniti si sono agganciati ad un “nano diplomatico” o, come dice Brezinsky riferendosi alla Gran Bretagna, ad un “non attore” sulla scena internazionale. Attenzione, amo la vecchia nebbiosa Inghilterra con la sua selezione di birre corpose e le partite di cricket. Ma perchè gli Stati Uniti hanno scelto l'Inghilterra come proprio alleato principale nella “guerra al terrore”? La Gran Bretagna, non importa quanto affascinante possa apparire da Washington, sta ancora soffrendo di complessi post imperialisti. E' diventata la base europea delle cellule e delle reti terroristiche. Inoltre l'Inghilterra non ha risorse economiche (ha rifiutato di unirsi all'Euro) e neppure la forza militare per supportare le manovre militari statunitensi nonostante qualche spettatore possa pensare il contrario guardando la CNN. Come il “topo che ruggisce”, l'Inghilterra va alla guerra con un esercito fantoccio di terza mano nei Balcani o contro l'Argentina in una guerra farsa per proteggere poche dozzine di pecore al pascolo sulle isole spoglie e spazzate dal vento chiamate Falkland. L'Inghilterra spera che alcune di queste passate glorie imperiali possano essere trasmesse agli Stati Uniti e viceversa. E forse gli Stati Uniti si identificano con la vecchia e trasandata “madrepatria” che avevano disdegnato nella guerra di indipendenza. Ma questa nostalgia non vale un gran che militarmente o diplomaticamente ai fini di vincere guerre imperialiste nel nome di “libertà e democrazia”.

    Peter Utrecht
    Fonte: http://www.selvesandothers.org/
    Link: http://www.selvesandothers.org/article13152.html
    15.02.2006

    Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di AJRAM


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