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  • 31/05/2006 Ritiro dall' Iraq. Che paghi l' ENI il Conto (http://etleboro.blogspot.com/)

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    Non era ancora stata votata la fiducia al governo Prodi, quando è stata resa pubblica la notizia del ritiro dell'esercito italiano dall'Iraq. Parlano di tempi tecnici per il ritiro, ma il nostro se è un esercito di pace non ha bisogno dell'organizzazione del raccoglimento di un contingente di guerra, e poi, l'esercito spagnolo dopo aver subito l'attentato di Madrid ha  lasciato il paese in poco tempo.
    Ma allora, cosa siamo andati a fare? Se il nostro era un esercito di pace, decidendo per il ritiro si vuole forse dire che non vogliamo più la pace, ma la guerra, vuol dire che abbandoniamo una missione umanitaria?
    Il sacrificio dei nostri italiani a che cosa è valso?Abbiamo subito attentati, i nostri uomini sono morti per portare una luce di verità, ma hanno trovato solo oscurità. Molti soldi sono stati spesi per riportare i nostri giornalisti e i nostri missionari a casa sani e salvi, anche se sorgono molti dubbi su questi sequestri, come lo stesso Financial Times ha affermato. Il Times ha dichiarato che i riscatti sono stati pagati per un ammontare che supera i 45 milioni di dollari, versando fino all'ultimo cent che per poco non ci rilasciavano anche una ricevuta. Ci deve essere sfuggito qualcosa forse, e chiediamo, a questo punto, come è possibile che il Times sa quanto è stato pagato per i riscatti, considerando che dietro un sequestro vi sono una infinità di passaggi. È riuscito a ricostruire tutti gli eventi, e adesso che lo sappiamo, andremo direttamente da loro a chiedere invece di consultare i nostri servizi segreti. Insomma aveva ragione Cossiga che le "due Simone" si erano sequestrate da sole. Non vi sono molte alternative: o loro hanno detto una bufala, oppure dietro i rapimenti vi è una regia, la stessa che poi informa questi grandi quotidiani, che a tempo debito tirano fuori le notizie per usarle contro di noi.
    Siamo andati lì perchè Saddam aveva le armi di distruzione di massa, e poi le abbiamo lanciate noi sulla popolazione inerme. Abbiamo ammazzato bambini, violentato donne, torturato civili e distrutto villaggi, cancellato intere famiglie e consegnato una Nazione al caos e alla guerriglia. Infatti la verità è ben diversa da quella che i nostri statisti ci hanno detto, perché il contingente di Nassirya aveva come compito quello di salvaguardare la sicurezza dei pozzi dell'Eni, perché la nostra presenza era voluta da una Lobby che intendeva appropriarsi delle risorse di uno Stato, dopo aver arrestato il suo presidente e messo al suo posto un governo fantoccio da poter controllare. L'ambasciata di Bagdad rifiutò di dare i visti agli irakeni che erano pronti a testimoniare cosa realmente noi stavamo facendo: i nostri diplomatici si sono resi complici di una carneficina. E pensare che Enzo Baldoni ha pagato un caro prezzo per portare una verità, ma alla fine gli irakeni lo hanno lasciato in mano alle bande.

    Ci dica Sig. Prodi, lei che di Banche se ne intende, cosa aspetta ora dagli italiani, quanti sacrifici ancora chiederete? Voi politici non sapete fare altro che danni, siete piccoli uomini facilmente corruttibili e ricattabili, che per le briciole del potere siete capaci di vendere un intero Stato, milioni di persone. Avete ingannato un mondo intero con la favola del terrorismo, che vi è servita per controllare le menti delle persone mediante il terrore, o individuando un nemico da combattere senza sapere che il vero pericolo sono i nostri guardiani, coloro che devono salvaguardare la nostra vita. Di chi è ora la Banca Centrale Irakena, dov'è finito l'oro irakeno?Perché non dite cosa ha fatto l'ONU con il programma "Oil for food" , perché non spiegate le tangenti che avete tutti ricevuto per far sì che l'Iraq venisse derubato e miliardi di dollari fossero trasferiti in conti fantasma delle Banche Schermo, sotto la regia di Clearstream. Nessuno ha infatti mai detto che l'Occidente armava Saddam intrattenendo poi grossi affari mediante il riciclaggio dei petrodollari: migliaia sono le imprese europee coinvolte in tale sistema. Saddam conosceva i tracciati con i quali avrebbe potuto mettere in ginocchio l'intera Europa, e per tale motivo è stato prima reso un macellaio e poi ridicolarizzato, togliendo dignità e credibilità. Gli stessi figli di Saddam, uno dei quali era il Capo dei Servizi segreti, sono stati uccisi perché avevano tra le mani una lunghissima lista di tracciati e di contratti, nonché 20 anni di storia negata e manipolata, una documentazione talmente esplosiva che se fosse uscita fuori altre due torri sarebbero crollate.

    Rapporto Volker PDFLa guerra in Irak nasconde davvero grandi segreti, ed è stata una guerra molto strana perché della prima guerra nel golfo non si è visto assolutamente nulla di ciò che accadeva all'in fuori delle immagini che la sola CNN passava alla televisione. Basti pensare che sono hanno creato un vero e proprio fenomeno mediatico intorno ad un aereo che non è mai caduto, e poi ai famosi 200 bambini caduti per terra dalle incubatrici. È stata dunque la prima guerra vista dal televisore. Ci auguriamo che l'Iraq non abbia invaso il Kuwait perché pagato dalle stesse lobby che hanno finanziato Hitler, per comprare poi il petrolio kuwaitiano a basso prezzo, essendovi stato prima di tale invasione un contratto per lo spegnimento dei pozzi di petrolio del Kuwait. In quel caso però Saddam è stato ingannato, perchè dopo essere stato strumentalizzato è stato abbandonato ed è stato distrutto dalle stesse lobbies che lo finanziavano e lo armavano, in cambio del suo petrolio che era allora letteralmente strategico sul mercato petrolifero. Un po' come la banca che prima ti finanzia e poi ti porta in un aula di tribunale per toglierti la casa e l'impresa.

    Il no che è stato dato alla guerra in Iraq dalla Russia, dalla Germania e dalla Francia è stata più che altro una questione di esperienza di guerre: la Russia aveva combattuto anni l'Afganistan, la Francia l'Algeria, i Tedeschi subivano ancora il trauma del Muro di Berlino. Gli Americani invece sono dei dinamitardi nati, non hanno mai contato le proprie vittime,perchè gestiscono le guerre come delle lotterie, mettono una divisa ai propri uomini, bianchi neri o ispanici, e poi danno loro un funerale di stato, ma senza dare realmente peso alla gente che muore. In Italia tale sentimento è troppo forte, non riuscirebbe mai a sopportare la perdita di 3000 soldati, o anche solo di 100: in realtà noi siamo in Iraq per via dell'Eni, dunque è giusto che sia l'Eni a pagare il conto.
     

    Onoriamo gli Italiani morti in Iraq, che sono stati ingannati, perchè credevano di dare il loro sangue per la patria, mentre invece lo hanno dato per le Banche.

    Enzo Baldoni
    Fabrizio Quattrocchi
    Nicola Calipari
    Massimo Ficuciello
    Mimmo Intravaia
    Alfio Ragazzi
    Orazio Majorana
    Giovanni Cavallaro
    Daniele Ghione
    Giuseppe Coletta
    Silvio Olla
    Enzo Fregosi
    Alfonso Trincone
    Massimiliano Bruno
    Emanuele Ferraro
    Alessandro Carrisi
    Pietro Petrucci
    Domenico Intravaia
    Ivan Ghitti
    Andrea Filippa
    Filippo Merlino
    Stefano Rolla
    Marco Beci

    Carlo De Trizio
    Nicola Ciardelli
    Franco Lattanzi


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