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  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra I (Michel Chossudovsky, www.globalresearch.ca, visto su www.comedonchisciotte.org)

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    CONTRO IL LIBANO

    Anche se il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato Israele per le atrocità commesse in Libano, il suo governo resta un fedele alleato di Israele, come pure attore militare di prima grandezza sia in Medioriente sia in Asia Centrale, con stretti legami con Washington, Tel Aviv e il quartier generale NATO a Bruxelles.
    "Questa guerra è ingiusta (...) La guerra di Israele (...) sta soltanto alimentando l'odio... Non è difficile capire che in futuro ci aspettano una terribile guerra globale e un'enorme tragedia," ha detto Erdogan alla riunione dell'Organizzazione della Conferenza Islamica [Organization of the Islamic Conference - OIC] svoltasi ai primi di agosto a Kuala Lumpur. Beffarda ironia, con la sua alleanza con Stati Uniti e Israele la Turchia partecipa de facto alla "terribile guerra globale" evocata dal Primo Ministro Erdogan.

    L'indignazione di facciata del capo di governo turco risponde al forte sentimento anti-israeliano presente in Turchia e nel Medio Oriente. Il suo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo [Adalet ve Kalkýnma Partisi - AKP], che domina la coalizione al governo, viene descritto come una "entità politica pro-islamica". Tuttavia, al di là dell'apparenza, la coalizione egemonizzata dall'AKP e guidata dal Primo Ministro Erdogan è complice dei crimini di guerra israeliani.

    La condanna di Israele da parte della Turchia è in palese contraddizione con la realtà del suo duraturo accordo di cooperazione militare con Tel Aviv, accordo che il governo dell'AKP ha attivamente appoggiato. Il Primo Ministro Erdogan non ha semplicemente fiancheggiato gli interessi di Israele, ma ha anche intrattenuto uno stretto rapporto personale con l'ex Primo Ministro Ariel Sharon.

    Le contraddizioni sottese alla politica estera della Turchia hanno a che fare anche con le complesse divisioni all'interno della coalizione di governo, così come quelle tra governo e gerarchie militari, che storicamente hanno sempre avuto uno stretto legame col Pentagono e con la NATO. Sebbene l'alleanza con Israele possa produrre contrasti nel parlamento turco, è stata nondimeno accettata e sviluppata, sin dalla metà degli anni 90, da una coalizione di governo dopo l'altra.

    L’ALLEANZA MILITARE TURCO-ISRAELIANA

    Nel periodo immediatamente successivo alla Guerra Fredda la politica estera turca conobbe una svolta significativa, il che contribuì a ridefinire le relazioni tra Israele e Turchia. Elaborato inizialmente sotto l'egida del Primo Ministro Tansu Çiller, l'accordo militare turco-israeliano ha la sua pietra miliare nel Security and Secrecy Agreement del 1994 [SSA - Accordo su Sicurezza e Spionaggio]. Questo riallineamento strategico della Turchia a fianco di Israele faceva parte dei piani di Washington per il medio-oriente dopo la Guerra fredda, ed era anche sostenuto da operazioni clandestine di intelligence. Nel 1997 la signora Çiller fu accusata di essere alle dipendenze della CIA e "di accettare denaro da governi stranieri [gli USA] per operare contro l'interesse nazionale turco" ( Voice of America, 17 luglio 1997).

    Il Security and Secrecy Agreement prendeva a modello un vecchio accordo segreto tra Israele e Turchia, stipulato nei tardi anni 50 (al culmine della Guerra Fredda) e denominato "Peripheral Pact" [Patto di Confine, riferito all'URSS]: "Verso il 1958, comunque, tra le due nazioni si stipulò un accordo segreto, talvolta citato come patto di confine. Le sue basi concettuali si possono far risalire (addirittura prima della fondazione di Israele) all'ideologia di Baruch 'Uzel [Uziel], un leader israeliano che in seguito sarebbe diventato membro del Partito Liberale."

    Da sottolineare che i particolari concreti di questa alleanza rimangono celati in numerosi documenti segreti israeliani, dal segreto di stato della Turchia, da dossier riservati, nonché dall'insistenza nel sostenere che di fatto non esista nessun accordo documentato tra i due paesi. Ciononostante, i principî che reggono l'alleanza sembrerebbero essere tre. L'aspetto diplomatico implica campagne congiunte di pubbliche relazioni per influenzare l'opinione pubblica. L'aspetto militare comporterebbe lo scambio di informazioni di intelligence, progetti congiunti per il reciproco aiuto in casi di emergenza, e l'appoggio della Turchia a NATO e Pentagono per il rafforzamento dell'esercito israeliano. Qualcuno poi parla di una cooperazione scientifica "altamente strategica", come anche dell'esportazione di materiale bellico israeliano verso la Turchia.
    (Vedi il Washington Institute)

    Durante il governo di Süleyman Demirel, nel 1992, venne elaborato un protocollo per la Cooperazione nella Difesa, seguito due anni dopo dalla stipula del Security and Secrecy Agreement (SSA) del 1994. Nel 1997 Necmettin Erbakan prese il posto di Tansu Çiller come Primo Ministro in "una coalizione islamica di centro-destra" insieme al Partito della Retta Via [Dogru Yol Partisi, DYP] della Çiller.

    Nel 1997, il governo Erbakan fu costretto alle dimissioni in seguito alle pressioni esercitate dai militari, in quello che venne descritto come "un colpo di stato post-moderno".

    Il Security and Secrecy Agreement (SSA) del 1994, sponsorizzato dagli USA e messo in opera dal governo Çiller, pose le basi per una stabile e stretta collaborazione tra Israele e Turchia nei settori militari e di intelligence, insieme a esercitazioni congiunte, addestramento e produzione di armi. Ma le implicazioni dell'SSA non si fermano qui. Esso comporta anche un interscambio nell'intelligence militare, in quella che viene descritta come la "segretezza garantita nello scambio e nella condivisione delle informazioni".

    Sin dal suo inizio nel 1992, l'alleanza militare Turco-Israeliana è stata sistematicamente rivolta contro la Siria. Una bozza di accordo del 1993 fu seguita dalla creazione di "comitati congiunti" (turco-israeliani) destinati ad affrontare le cosiddette minacce regionali. Secondo i termini di questa bozza, Turchia e Israele si accordavano "per la raccolta di informazioni di intelligence su Siria, Iran e Iraq, e per periodici e regolari incontri miranti alla condivisione delle valutazioni riguardo il terrorismo e le capacità militari di detti paesi."

    La Turchia permetteva così all'IDF [cioè lo Tsahal, l'esercito israeliano] e alle forze di sicurezza israeliane lo spionaggio elettronico dalla Turchia verso Siria e Iran. In cambio, Israele collaborava all'equipaggiamento e all'addestramento delle truppe turche nelle attività anti-terrorismo lungo i confini con Siria, Iraq e Iran. (Ibid)

    Nel 1997, Israele e Turchia promossero un "Dialogo Strategico" che comportava consultazioni biennali tra i rispettivi vice-capi di Stato Maggiore (Milliyet [quotidiano turco], Istanbul, 14 luglio 2006).

    L'SSA del 1994 fu seguito nel 1996 da un Military Training and Cooperation Agreement [Accordo per l'Addestramento e la Cooperazione Militare] (MTCA). Sempre nel 1996, la Turchia firmava un Accordo per la Cooperazione dell'Industria Militare con Israele, in funzione della stipula di un "accordo segreto" con le industrie militari israeliane, al fine di rinnovare le divisioni corazzate turche, degli elicotteri e dei velivoli da combattimento F-4 ed F-5 (Ibid). Dopodiché, i due paesi cominciarono i negoziati in vista di un accordo di libero scambio, che divenne effettivo nel 2000.

    Nell'agenda ufficiale dei recenti incontri Turco-Israeliani troviamo progetti militari congiunti, inclusa la produzione in comune dell’ Arrow II [un missile a corto raggio per l'intercettazione di missili balistici] e del Popeye II [un missile aria-terra]. Quest'ultimo, noto anche col nome di Have Lite, è un missile piccolo e sofisticato, progettato per essere impiegato anche sugli aerei da caccia [1].



    Più di recente, il corridoio del Mediterraneo orientale, che va dal Mar Rosso al confine turco-siriano, attraverso Libano e Siria, è diventato, sia sul piano strategico sia sul piano economico, un elemento importante nello sviluppo dell'alleanza militare tra Israele e Turchia. Il tutto ha stretti legami col progetto di oleodotto Ceyhan-Ashkelon (che dovrebbe essere realizzato da Turchia e Israele), che collegherebbe la linea Baku-Tblisi-Ceyhan a quella israeliana Ashkelon-Eilat. (Michel Chossudovsky, LA GUERRA AL LIBANO E LA BATTAGLIA PER IL PETROLIO Luglio 2006) [2]

    In ultima analisi, la guerra contro il Libano ha come obbiettivo il controllo militare, da parte di Israele e Turchia, su un corridoio rivierasco che si estende dalla frontiera israelo-libanese al confine tra Siria e Turchia sul Mediterraneo Orientale. La militarizzazione del corridoio rivierasco libanese-siriano comporterebbe il controllo di quasi tutta la linea costiera del Mediterraneo Orientale da parte di Turchia e Israele, secondo i termini dell'alleanza militare tra i due paesi. (Ibid)

    Anche l'acqua ha un ruolo in quest'alleanza strategica. Secondo un accordo del 2004, la Turchia doveva vendere a Israele qualcosa come 50 milioni di metri cubi di acqua all'anno, per un periodo di vent'anni. Di recente, l'accordo ha subito modifiche. L'acqua dovrebbe venire portata verso Israele mediante una condotta turco-israeliana.

    IL TRATTATO DI SICUREZZA NATO-ISRAELE

    Nell’aprile del 2001 Israele ha iniziato a fare parte di un “trattato di sicurezza” con la Nato all’interno del ‘Dialogo Mediterraneo’.

    “Il trattato di sicurezza fornisce un insieme di regole da osservare per la protezione di informazioni classificate, così come definite dai 19 membri che ne fanno parte, e deve essere firmato da quei paesi che vogliono collaborare con la Nato.”

    Nel 2004 il Dialogo Mediterraneo è stato “elevato” a: “una genuina associazione (militare) con l’attivazione della Istanbul Cooperation Iniziative (ICI) che comprende alcuni paesi selezionati (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia) della più vasta area del Medio Oriente.” Il mandato della Instanbul Cooperation Iniziative è quello di:

    “contribuire alla sicurezza e alla stabilità regionale, promuovendo l’aumento della cooperazione, e innalzando la dimensione del dialogo politico, mediante l’assistenza alle riforme della difesa, alla cooperazione nel settore della sicurezza dei confini, con lo scopo di ottenere una maggiore interoperabilità e di contribuire alla lotta contro il terrorismo, assieme alla partecipazione ad altri sforzi internazionali.”

    L’iniziativa “presenta un ventaglio di attività bilaterali” che consistono nella “riforma della difesa, negli interventi di bilancio, di programmazione e sui rapporti civili-militari; nella cooperazione militari-militari al fine di contribuire alla inter-operabilità mediante la partecipazione a esercitazioni militari particolari e in attività collegate all’addestramento e all’indottrinamento,…” la cooperazione nella lotta al terrorismo comprende una condivisone totale delle informazioni ottenute; la cooperazione dell’alleanza nel settore delle armi di distruzione di massa…(Nato, The Istanbul Cooperation Iniziative)

    In termini pratici la Istanbul Cooperation Inititive serve a neutralizzare i potenziali avversari di Israele del mondo arabo. In sostanza garantisce via libera a Israele e al suo indefettibile alleato: la Turchia. Garantisce inoltre che gli altri stati membri (paesi arabi prospicienti il Mediterraneo) aderenti alla ICI non interverranno in conflitti in Medio Oriente istigati da Israele. Lo scopo principale della ICI è quello di paralizzare gli stati arabi a livello militare e diplomatico, in modo da assicurarsi che non potranno intervenire in modo significativo contro gli interessi USA-Israele in Medio Oriente.

    Verso la fine del 2004 c’è stata un’ulteriore “miglioramento” del Mediterranean Dialogue (ICI) che + diventato un accordo di cooperazione militare ancora più stringente. I paesi membri si sono incontrati a Bruxelles nel novembre del 2004. Alti ufficiali di Israele hanno tenuto, sotto gli auspici della Nato, delle conferenze con i capi militari dei sei membri del bacino mediterraneo, Egitto, Giordania, Algeria, Tunisia, Marocco e Mauritania. Lo scopo nascosto dell’incontro era quello di preparare il terreno per una completa associazione Nato-Israele con il tacito consenso degli stati arabi.

    Nel febbraio del 2005 è stato firmato a Tel Aviv il patto bilaterale Nato-Israele.

    Indice

  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra I
  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra II
  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra III


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