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  • 29/09/2006 Afghanistan, Iraq, Libano. Guerra, Guerriglia, Terrorismo: Strategia e Tattica (Giuseppe Brindisi, http://www.strategiaglobale.com)

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    Guerra, guerriglia e terrorismo, intesi come “Prosecuzione della politica con altri mezzi”, “scontro tra volontà contrapposte "Atto di forza che ha per scopo di costringere l’avversario a sottomettersi alla nostra volontà" s’informano ai medesimi principi pur conferendo a ciascuno di loro pesi e priorità differenti. Principio della concentrazione di potenza, della sorpresa, della manovra, dell’economia delle forze, della sicurezza, della riserva per far fronte all’imprevisto. Le forze avversarie, come in duello di scherma, mirano a conservare la propria libertà d’azione e, nel frattempo, a limitare o ad annullare quella dell’antagonista.

    La guerra mira al conseguimento di uno scopo definitivo: l’annullamento della capacità difensiva avversaria.

    La guerriglia, si prefigge, in un primo tempo di fiaccare la volontà nemica, sia rendendo inutilizzabile la potenza dello strumento militare avversario, inesprimibile in assenza di contrasto in campo aperto, sia demoralizzandolo con lo stillicidio di perdite umane e materiali e costringendolo a vivere, muoversi ed operare in clima di stressante insicurezza. Via via che va fiaccandosi la volontà avversaria, le forze di guerriglia si trasformano in unità operative convenzionali per battere definitivamente l’avversario in scontri frontali.

    Il terrorismo tende a paralizzare l’avversario con atti di violenza raccapriccianti che vanno dalle stragi, anche d’innocenti ed indifesi essere umani quali donne, vecchi e bambini, all'assassinio politico, alle mutilazioni, decapitazioni rituali, alle più raccapriccianti ecatombe umane. Lo scopo è instaurare un clima d’assoluta insicurezza e d’invivibilità oltre che a costringere il nemico a difendersi ovunque e ad infliggergli gravissimi danni economici e finanziari per fronteggiare una minaccia imprevedibile per spazio, obiettivi anche vitali per la vita sociale. Il terrorismo, come la guerriglia, è una forma di lotta transitoria che, di norma, appoggia la guerriglia per poi confluire in unità da esercito regolare.

    I principi ispiratori della guerra . della guerriglia e del terrorismo possono sembrare in antitesi, specie se si trascura il rapporto di simmetria tra gli avversari.

    Ad esempio il principio della concentrazione di potenza, inteso come realtà fisica d’espressione d’energia nell’unità di tempo deve essere applicata in senso “napoleonico” (chi vuole essere forte dappertutto è debole dappertutto). Errore attribuibile alla strategia USA vede impegnate contemporaneamente l’America in Afghanistan ed in Iraq, su territori troppo vasti per il rapporto forze/spazio realizzato in ciascuno dei due Paesi. Meglio sarebbe stato affrontare i due conflitti in successione di tempo. L’Italia commette analogo errore sparpagliando contingenti militari per mezzo mondo.

    Non passerà molto tempo per assistere ad attacchi “concentrati” delle forze di guerriglia che, applicando la tattica del Generale Giap in Vietnam, realizzeranno concentrazioni di potenza contro una base alla volta (come a Da Nang, in Vietnam).

    Si accennava al principio fisico della concentrazione di potenza. Ci si può rendere conto come, a parità di energia erogata in combattimento (fuoco, movimento...) il fattore tempo sia in rapporto inverso alla potenza realizzata.

    Rapidità d’intervento e di manovra sono, quindi, indispensabili per realizzare concemtrazioni di potenza per azioni e reazioni efficaci, offensive e difensive, specie in operazioni antiguerriglia ove il nemico rapidamente si concentra per attaccare ed altrettanto rapidamente si disperde per difendersi.

    La controsorpresa, poi, è irrinunciabile in situazioni operative prive di sistematicità in un ambito problematico ad elevato grado d'incertezza. Carenze d’Intelligence e di rapidità decisionale, d’intervento e di manovra, potrebbero essere esiziali per le forze che fronteggiano la guerriglia.

    Per quello che si conosce, in Iraq ed in Afghanistan hanno subito quasi sempre l’iniziativa della guerriglia e del terrorismo. Se non s’inverte il trend, le guerre in Iraq ed in Afghanistan diverranno ancora più dolorose per l'Occidente.


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