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  • 14/12/2006 L’amministrazione Bush sta progettando un olocausto nucleare? (Michel Chossudovsky – Tratto da globalresearch.ca Visto su http://italia.pravda.ru, e su www.disinformazione.it)

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    Abbiamo scoperto la bomba più terrificante della storia dell’umanità. Potrebbe avverarsi la distruzione col fuoco profetizzata nell'era della Valle dell'Eufrate, dopo Noè e la sua arca favolosa. […] Quest’arma dovrà essere usata contro il Giappone […] Verrà utilizzata in modo che gli obiettivi siano militari, soldati e marinai e non donne e bambini. Sebbene i giapponesi siano selvaggi, crudeli e spietati, noi, come leader mondiali del benessere comune non possiamo lanciare quella terribile bomba sulla vecchia o sulla nuova capitale […] L'obiettivo sarà puramente militare […] Sembra la cosa più terribile mai scoperta, ma si può fare in modo che diventi la più utile.”
    (dal diario del Presidente Harry Truman, 25 luglio 1945)

    “Il mondo avrà notato che la prima bomba atomica è stata sganciata sulla base militare di Hiroshima, poiché in questo primo attacco volevamo evitare, per quanto possibile, l’uccisione di civili.” (Discorso alla nazione del Presidente Truman, 9 agosto 1945)
    [Nota: la prima bomba fu sganciata su Hiroshima il 6 agosto 1945, la seconda su Nagasaki il 9 agosto, lo stesso giorno del discorso di Truman]

    Da quando la prima atomica è stata sganciata su Hiroshima, l’umanità non è mai stata così vicina all’indicibile: un olocausto nucleare in grado di coinvolgere con la sua ricaduta radioattiva, gran parte del Medio Oriente.
    Tutte le precauzioni dell’era della Guerra Fredda, che avevano classificato la bomba atomica come “arma da ultima risorsa” sono state dimenticate. Azioni militari offensive che prevedono l’uso di testate nucleari sono ora considerate come atti di “autodifesa”.
    Il confine fra armi nucleari tattiche e arsenali convenzionali è diventato quasi impercettibile. La nuova dottrina nucleare statunitense è basata su “una miscela di capacità offensive”. Questa dottrina, applicata ad un possibile bombardamento aereo all’Iran già pianificato dal Pentagono, prevede l’uso di armi atomiche combinate con armi convenzionali.

    Esattamente come nel caso della prima atomica, che secondo il presidente Truman “fu sganciata sulla base militare di Hiroshima”, le odierne “mini-atomiche” vengono presentate come armi “sicure per la popolazione civile”.
    Conosciuta negli ambienti ufficiali di Washington come "Joint Publication 3-12", la nuova dottrina nucleare (Doctrine for Joint Nuclear Operations) (DJNO, Dottrina per le Operazioni Nucleari Congiunte, Marzo 2005) prevede di “integrare attacchi nucleari e convenzionali”, sotto un Comando e Controllo (C2) unico e “integrato”.

    In questo documento, la pianificazione di una guerra viene descritta come un processo di gestione decisionale, in cui obiettivi strategici e militari devono essere raggiunti attraverso l’uso di una serie di strumenti, con un’attenzione minima alle conseguenti perdite di vite umane.

    La pianificazione militare si concentra sul “più efficiente uso della forza”, come ad esempio una disposizione ottimale dei diversi sistemi offensivi, per raggiungere obiettivi militari. In un contesto di questo tipo, armi nucleari e convenzionali vengono considerate tutte come facenti parte di una “cassetta degli attrezzi”, dalla quale i comandi militari possono scegliere e prelevare lo strumento che ritengono adatto alle “circostanze in evoluzione” di un teatro di guerra. (Nessuna di queste armi della “cassetta degli attrezzi” del Pentagono, incluse bombe distruggi-bunker, bombe a grappolo, mini-atomiche, armi chimiche e biologiche, viene mai classificata come “arma di distruzione di massa” quando è usata dagli Stati Uniti d’America o dai loro alleati.)

    L’obiettivo dichiarato è quello di:
    assicurare un più efficiente uso della forza e fornire ai comandanti una gamma più ampia possibile di opzioni offensive [sia nucleari che convenzionali] per fronteggiare eventualità improvvise. L’integrazione fra attacchi nucleari e convenzionali è dunque cruciale per il successo di qualsiasi strategia dettagliata. Questa integrazione assicurerà una ottimale individuazione degli obiettivi, danni collaterali minimi e una ridotta probabilità di escalation.”

    Questa dottrina ribalta completamente concetti e realtà. Riesce non solo a negare il devastante impatto delle armi atomiche, ma afferma in totale sicurezza che tali armi sono “sicure”, e che il loro uso in battaglia assicura “danni collaterali minimi e una ridotta probabilità di escalation”. La questione della pioggia radioattiva viene appena sfiorata solo nell’ambito delle armi nucleari tattiche. Questi principi di base che descrivono l’atomica come “sicura per i civili” creano un consenso negli ambienti militari, fornendo alibi rilevanti ai comandanti nelle zone di guerra.

    Azioni "Difensive" e "Offensive"
    Mentre il Nuclear Posture Review (NPR, Riesame della Politica Nucleare) del 2001allestisce i preparativi per un attacco nucleare preventivo in Medio Oriente, in particolare contro l’Iran, la DJNO fa un ulteriore passo avanti nel processo di eliminazione del confine fra azione militare “offensiva” e “difensiva”:
    “La nuova triade offre una sintesi di capacità strategica offensiva e difensiva, che include attacchi nucleari e non-nucleari, difesa attiva e passiva, ricerca e sviluppo intensi e solide infrastrutture industriali che sviluppino, costruiscano e mantengano forze offensive e sistemi difensivi…” (Ibid) (in corsivo sono indicati i passaggi chiave)
    Tuttavia questa nuova dottrina va oltre le azioni di “autodifesa preventiva”, e richiede “azioni anticipate” con armi nucleari nei confronti di “stati canaglia” che si suppone stiano preparando armi di distruzione di massa per un futuro indefinito:

    Un piano di sicurezza responsabile richiede una preparazione per minacce possibili, sebbene forse oggi improbabili. Le lezioni di storia militare sono chiare: i conflitti imprevedibili e irrazionali accadono. Le forze militari devono prepararsi a neutralizzare armi e minacce che già esistono o che esisteranno in futuro, anche se in quel momento non si prevede alcun probabile scenario di guerra. Per scoraggiare ulteriormente l’uso di armi di distruzione di massa (ADM), è essenziale che le forze armate statunitensi si preparino all’uso di armi atomiche, e che siano determinate ad impiegarle se ciò è necessario per prevenire o per reagire all’uso di armi di distruzione di massa.”

    Le atomiche servirebbero dunque per prevenire un inesistente piano di ADM (come quello dell’Iran, ad esempio), prima ancora che esso venga sviluppato. Questa contorta esposizione va oltre le premesse dell’NPR del 2001, il quale stabilisce che gli USA possono rispondere con armi nucleari se vengono attaccati con ADM:
    Gli Stati Uniti rendono noto che si riservano il diritto di rispondere con forze schiaccianti – incluse armi atomiche – all’uso di armi di distruzione di massa contro gli Stati Uniti, le nostre truppe all’estero, i nostri amici e i nostri alleati.”

    "Integrazione" fra Piani di Guerra Nucleare e Convenzionale
    La DJNO sottolinea le procedure che regolano l’uso di armi nucleari e la natura delle relazioni fra le operazioni di guerra nucleari e convenzionali.
    La DJNO stabilisce che: “L’uso di armi atomiche in un teatro di guerra richiede la massima integrazione possibile fra i piani nucleari e convenzionali.”
    Le implicazione di questa cosiddetta “integrazione” sono facilmente intuibili, perché una volta che il comandante in capo, vale a dire il presidente degli Stati Uniti, abbia preso la decisione di lanciare un attacco combinato convenzionale-nucleare, c’è il rischio che vengano usate armi nucleari tattiche senza che ci sia la necessità di un’ulteriore autorizzazione da parte del presidente. A questo riguardo, le procedure esecutive relative alle armi atomiche sotto la giurisdizione dei comandanti sul posto, vengono descritte come “flessibili e pronte a rapidi cambiamenti”:

    I comandanti sono responsabili della definizione degli obiettivi e dello sviluppo dei piani nucleari richiesti per il raggiungimento dei suddetti obiettivi. Il Comando Strategico (identificato con la sigla USSTRATCOM) ha il compito di fornire piani dettagliati adatti a ciò che richiede la situazione contingente. Un’opzione strategica nucleare segue un Piano di Operazione Congiunta e procedure esecutive prestabilite, in modo da formulare e mettere in pratica una reazione efficace nei tempi concessi dalla crisi […]
    Dato che non può esistere un’opzione per qualunque scenario, i comandanti devono avere la possibilità di pianificare rapidamente azioni di crisi e poi eseguirle. Questa pianificazione fornisce loro la capacità di sviluppare nuove opzioni, o di modificare quelle già esistenti, quando le opzioni correnti vengono giudicate inappropriate […]

    Il comando, il controllo e la coordinazione devono essere sufficientemente flessibili da permettere ai comandanti di colpire obiettivi in movimento, come ad esempio le piattaforme lanciamissili semoventi.

    Operazioni in Teatro Nucleare (TNO)
    Mentre per scatenare una guerra nucleare l’autorizzazione del presidente è richiesta formalmente, le Operazioni in Teatro Nucleare sarebbero responsabilità dei comandanti, che avrebbero il mandato non solo di eseguire, ma anche di formulare ordini relativi all’uso delle armi atomiche.
    Non dobbiamo più fare i conti con il “rischio di un accidentale lancio nucleare”, come faceva notare l’ex Segretario della Difesa Robert S. McNamara, ma con un processo decisionale che concede ai comandi militari, dal presidente fino ai comandanti operativi, il potere discrezionale nell’uso delle armi atomiche.

    Oltretutto, poiché queste “piccole” armi nucleari tattiche sono state riclassificate dal Pentagono come “sicure per i civili” e quindi “con minimo rischio di danni collaterali”, non esistono più restrizioni che possano limitarne l’utilizzo.
    Una volta presa la decisione di iniziare un’operazione militare (ad esempio un attacco aereo sull’Iran), i comandanti operativi hanno una certa libertà d’azione. In pratica ciò significa che, dopo la decisione del presidente, il comando strategico, in cooperazione con i comandanti operativi, può decidere i bersagli e il tipo di armamenti da utilizzare. Le armi nucleari tattiche in possesso degli statunitensi sono oramai considerate parte integrante dell’arsenale militare, dunque in altre parole sono “parte della cassetta degli attrezzi” usata nei teatri di guerra convenzionali.

    Attacco Aereo Pianificato all’Iran
    Un piano operativo per scatenare un attacco aereo sull’Iran è pronto fin dal giugno del 2005. Gli armamenti necessari per dare il via all’operazione sono già stati schierati.
    Il vicepresidente Dick Cheney ha dato ordine al comando strategico di preparare un “piano di contingenza” che “includa un attacco aereo all’Iran su vasta scala impiegando sia armi convenzionali che testate nucleari tattiche”. Il comando strategico statunitense avrebbe il compito di supervisionare e coordinare lo schieramento e di dare il via alle operazioni militari.

    Nel gennaio del 2005 è stato messo in atto un significativo cambiamento nel mandato dell’USSTRATCOM, il quale è stato definito come “il principale comando per l’integrazione e la sincronizzazione degli sforzi da parte del Dipartimento della Difesa nel combattere le armi di distruzione di massa”. Per rendere effettivo il nuovo mandato è stata creata una nuova unità di comando chiamata Joint Functional Component Command Space and Global Strike (o JFCCSGS, Comando Componenti Funzionali Congiunti per Attacchi Spaziali e Globali).
    Sorvegliato dall’USSTRATCOM, il JFCCSGS sarebbe responsabile delle operazioni militari che prevedano “l’utilizzo di armi nucleari o convenzionali” in conformità con la nuova dottrina nucleare dell’amministrazione Bush. Entrambe le categorie di armamenti verrebbero integrate in ”un’operazione di attacco congiunto” sotto un unico Comando e Controllo.

    Scrivono Robert S.Norris e Hans M.Kristensen, sul Bollettino degli Scienziati Atomici: "Il Dipartimento della Difesa sta aggiornando i suoi piani di attacco nucleare per uniformarsi alle direttive di questa amministrazione, e per adeguarsi alla transizione della strategia di guerra, passata dall’unico grande Piano Integrato dei tempi della Guerra Fredda ad una categoria di piani d’attacco più piccoli e flessibili pensati per contrastare nemici giornalieri. Il nuovo piano strategico centrale è conosciuto come OPLAN (Operations Plan) 8044 […] Questo piano riveduto e dettagliato fornisce opzioni molto più flessibili per proteggere gli alleati e per dissuadere, scoraggiare e, se necessario, distruggere gli avversari in un ampio raggio di possibili eventi […].” (segue)

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