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  • 28/12/2006 Saddam Hussein : reazioni alla conferma della sentenza capitale (Red, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Dopo la conferma della condanna di Saddam Hussein, abbiamo ricevuto da Marco Pannella l'annuncio che sta per cominciare lo sciopero della fame contro questa decisione (*) e da Shorsh Surme - giornalista Curdo Iracheno che collabora da anni con il nostro sito - il commento che segue.
    Sottolineiamo che l'Osservatorio e' contro la pena di morte sempre e comunque, poiche' non ritiene che la sanzione debba essere vendetta ma rieducazione, ma notiamo che - in questo caso come in altri (**) - si registra una disparita' di azioni politiche di protesta e richiesta d'intervento da parte di governi o singoli politici. Nel caso dell'Iraq, diversa e' stata la reazione alle condanne a morte del regime di Saddam e all'attuale condanna dell'ex rais.

    Quando Saddam sterminava la popolazione curda, donne, bambini e anziani colpevoli soltanto di esseri Curdi, nessuno faceva nulla. Quando c'erano migliaia di prigionieri politici in attesa di essere uccisi senza un processo, senza che potessero avere un avvocato per difenderli, non abbiamo visto nessuno a fare lo sciopero della fame per fermare quella barbarie, come lo sta facendo l'On. Marco Pannella che da martedì scorso ha iniziato lo sciopero della fame e della sete per chiedere al Governo, come ha già fatto anche al momento della prima condanna a morte del dittatore iracheno, "di impegnarsi subito e seriamente per scongiurare l'esecuzione immediata di Saddam Hussein".

    Forse l'On. Pannella non lo sa che la sua azione è molto dannosa per il processo di democratizzazione in corso in Iraq tra mille difficoltà, che guarda caso viene ostacolato in primis dei seguaci del dittatore che stanno seminando - insieme al terrorismo internazionale, come Al Qaeda - il terrore in Iraq. Capisco la posizione dell'On. Pannella, come europeo ha tutto il suo diritto di essere contro la pena di morte, ma Marco Pannella per sua fortuna non vive e non ha visuto in Iraq per comprendere quello che ha combinato quell'individuo.

    Chi vede le TV satellitari arabe, come la faziosa Al Jazeera, capisce subito come vengono strumentalizzate questi azioni dell'Occidente. Secondo Pannella se la condanna fosse eseguita "il governo iracheno compirebbe un atto infame, degno di quelli che furono propri di Saddam Hussein stesso, indegno di un paese civile e democratico". Marco Pannella dimentica che Saddam per trentacinque anni ha massacrato i popoli dell'Iraq, Curdi, Sciiti, anche molti Sunniti, Cristiani Caldei e Turcomanni.

    In questi ultimi mesi, ho letto e sentito delle cose sconcertanti come il fatto che il processo non sarebbe stato trasparente e che i giudici fossero finanziati dagli Stati Uniti. Ho seguito tutte le quaranta udienze e per un Paese come l'Iraq è stato un processo equo e giusto. Conosco personalmente uno dei presidenti della Corte che ha condotto una parte del processo e garantisco che è un magistrato assolutamente indipendente.

    Le dichiarazioni di D'Alema, di Prodi, di Zapatero sono contraddittorie. Da una parte riconoscono i crimini di Saddam e poi lanciano appelli affinché non sia giustiziato. Vadano a chiedere a chi ha perso tutti i suoi cari per colpa della dittatura che cosa pensa della condanna di Saddam. Proprio Ieri il partito di Saddam "Al Baath" è tornato a farsi vivo con un minaccioso comunicato apparso su un sito Internet: "Il nostro partito avverte nuovamente delle conseguenze di un'esecuzione del signor presidente e dei suoi commilitoni - annuncia ciò che resta del socialismo arabo - Baath e la resistenza sono determinati a vendicarsi con tutti i mezzi e ovunque per danneggiare l'America e i suoi interessi, se commettesse questo crimine".

    Personalmente lo avrei condannato ai lavori forzati, magari per tirar fuori i resti di quei bambini innocenti nelle fosse comuni da lui uccisi, ma la sua permanenza non darebbe ma la possibilità ai popoli dell'Iraq di voltare la pagina definitivamente.

    Shorsh Surme

    (*) Dalla lettera di Marco Pannella: "La probabilità di un'esecuzione immediata, e, comunque, la condanna a morte di Saddam Hussein mi ha fatto meglio risentire, oltre che comprendere, quanto il nostro Satyagraha Mondiale per la Pace dovrà essere effettivamente iniziato, e quanto il "realismo politico" per cui si vuole ad ogni costo assassinare l'assassino Saddam sia di demenziale, criminale stupidità. (...)

    (**) vedi

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