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  • 14/03/2006 Emergenza Migranti (www.verdi.it)

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    Lunghe code per la regolarizzazione davanti agli uffici postali. "Grottesca lotteria figlia della Bossi Fini", denuncia l'Arci. Verdi: "Il governo favorisce il lavoro nero"

     

    "Da questa notte, centinaia di migliaia di migranti sono in coda davanti agli uffici postali di tutta Italia per poter accedere ai benefici del decreto flussi, operativo da domani". “Mi auguro che questo spettacolo indegno – dice Mauro Bulgarelli, parlamentare dei Verdi - elimini ogni residuo dubbio sulla necessità di abrogare la Bossi-Fini e ripensare da zero le politiche sull'immigrazione".

     

    Per l’Arci, e non solo per l’associazione, quella delle file è una obiettiva emergenza “a cui bisogna con urgenza far fronte". Nelle ultime ore le code di immigrati davanti alle poste per ottenere la regolarizzazione stanno diventando sempre più lunghe.

     

     

    L'Arci ha inviato un telegramma ai sindaci e ai dirigenti degli uffici postali delle maggiori città chiedendo "che vengano predisposte con urgenza misure di assistenza, soprattutto per la notte". Per molti la permanenza in coda sarà di almeno 48 ore, “senza potersi spostare per non perdere il posto acquisito e con esso la speranza di rientrare nel numero previsto. In alcune città il freddo è molto intenso. L'assistenza è un atto di civiltà minimo. Ci auguriamo che questo appello venga raccolto con la necessaria tempestività".

     

    Gli immigrati "partecipano a una specie di grottesca lotteria, che in palio ha il loro futuro” denuncia l’associazione. Le richieste di regolarizzazioni sono infatti molte di più della quota prevista dal decreto e solo il caso (l'ordine di arrivo all'ufficio postale per consegnare il modulo) deciderà chi potrà continuare a lavorare in Italia da regolare e chi sarà di nuovo condannato alla clandestinità".

     

    Tutto ciò per l’Arci rappresenta “l'ingiustizia e il fallimento della legge Bossi-Fini”. Sbagliata per l’Arci è la definizione dei flussi: la regolarizzazione riguarderà infatti, in base al decreto, “meno di 200.000 persone. Le altre saranno condannate ancora alla clandestinità, pur avendo un'occupazione". Si tratta "della vita di persone in carne e ossa".

     

    "L'ipocrisia del sistema con chiamata diretta nominativa – aggiunge – è confermata da chi forma queste file: in coda non ci sono i datori di lavoro che dovrebbero, in base a quel sistema, segnalare il nome di una persona che si trova ancora nel paese d'origine per farlo venire in Italia. In coda ci sono gli immigrati, tutti già qui e con un lavoro in nero".

     

    “Il governo sa benissimo che la richiesta di manodopera è molto maggiore e agevola di fatto le assunzioni in nero - aggiunge Bulgarelli -, permettendo che datori di lavoro senza scrupoli sfruttino i migranti irregolari. In questo modo, si mortifica non solo la dignità dei lavoratori stranieri ma non si crea alcun presupposto per una concreta strategia di integrazione sociale”.

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