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  • 24/08/2006 Bonino: si' a Societa' Multietnica, no a quella Multiculturale. An: Reato entrare illegalmente (www.aduc.it)

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    E' urgente avere una seria politica europea per il Mediterraneo che includa gli aspetti dell'immigrazione: il coordinamento europeo e' cruciale per una politica comune che ottenga risultati concreti dai paesi da dove partono i clandestini". Emma Bonino, ministro per il Commercio internazionale e le Politiche Europee, commenta cosi' in un'intervista all'Espresso che sara' domani in edicola le tragiche ondate di sbarchi delle ultime settimane.
    "La via del dialogo bilaterale - sottolinea Bonino - condita da qualche scenica passeggiata col colonnello Gheddafi, mi sembra fallita. Bene fa Amato a concentrarsi su una Conferenza euro-africana che possa affrontare il fenomeno nella sua globalita' e a chiedere maggiore attenzione agli altri paesi europei attraverso i meccanismi dell'Unione".
    Per quanto riguarda poi la situazione normativa interna italiana, il ministro osserva come la legge Bossi-Fini debba essere rivista e migliorata: "I Cpt - afferma Bonino - non sono molto adeguati all'emergenza, e cosi' il controllo sulle espulsioni. Con la Bossi-Fini, la fila in Questura dovrebbero farla i datori di lavoro: chi li ha visti?".
    Insomma, prosegue il ministro, c'e' molto da fare, a partire da "una legge organica sul diritto d'asilo, un altro tema da portare in Consiglio dei ministri".

    Il ddl Amato che dimezza i tempi per ottenere la cittadinanza poi, ragiona Bonino, e' apprezzabile soprattutto "per la seconda parte della legge, che lega la cittadinanza all'integrazione reale: conoscenza di lingua e societa' italiana, diritti e doveri, lavoro stabile, radicamento nel territorio e assenza di reati penali".
    La ricetta per integrare gli immigrati musulmani nella societa' italiana? "Dobbiamo avvicinare il singolo straniero alla legge - riflette Bonino - possibilmente senza la mediazione dell'Islam. Dobbiamo evitare la separatezza totale, come la banlieue monoculturale, e anche che il centro islamico si consideri 'legibus solutus', svincolato dalla legge italiana". Come? "Cominciamo a certificare gli imam: non e' che il primo che si autoproclama tale predica quel che gli pare. In Marocco gli imam devono essere certificati, si comincia anche in Francia. Lo stato deve evitare che il propagandista estremista infiammi le comunita' con discorsi antioccidentali o anticostituzionali. Bisogna riaffermare il valore della legge in tutti i loro luoghi. L'Italia - continua il ministro - non puo' accettare il multiculturalismo. Siamo una societa' multietnica, ma non multiculturale". E' un nodo questo da affrontare, come dimostra ad esempio il caso di Hina, la pakistana sgozzata dal padre e vituperata dalla madre perche' "troppo occidentalizzata": "Lo scontro tra valori culturali diversi ci riguarda tutti", dichiara Bonino, che definisce l'assassinio "un delitto patriarcale". Hina "e' stata vittima di un pezzo di societa' patriarcale. E la cosa - conclude - ci riguarda perche' anche la societa' italiana e' uscita solo di recente dal suo assetto patriarcale".

    "Rompere i muri della incomunicabilita', obbligo all' incontro e al dialogo": e' questa la "prima cosa da fare" per affrontare la questione della presenza di immigrati in Italia, secondo il ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, che stamani, ad Assisi, ha partecipato al 64/o Corso internazionale di studi cristiani della Pro civitate christiana.
    "I versanti relativi alla questione dell' immigrazione - ha spiegato il ministro, a margine dell' incontro - sono due: uno riguarda la necessita' di evitare che l' immigrazione in Italia venga gestita dalla malavita organizzata" studiando quindi modalita' per entrare nel Paese legalmente. L' altro versante - ha continuato - e' legato alla opportunita' di rompere i muri della incomunicabilita', una volta che persone provenienti da altri Paesi si trovano a vivere in Italia.
    "In merito a questo secondo versante - ha detto ancora il ministro - bisogna agire moltissimo sulle politiche di inclusione. Questo vuol dire per esempio lavorare per la lotta alla dispersione scolastica evitando, come sta invece accadendo, che i bambini immigrati di seconda generazione non vadano a scuola, ed anche evitare i ghetti (penso al caso di Padova)". "Bisogna fare - ha proseguito Ferrero - tutte le operazioni culturali e legislative che aiutano un dialogo". Bisogna studiare le modalita' attraverso le quali, direttamente da parte dello Stato o attraverso il rapporto fra lo Stato e le forme di attivazione della societa' civile, si possano mettere in campo "tutte le forme molecolari di relazione".
    A questo proposito, commentando la vicenda della pachistana sgozzata dal padre, il ministro ha detto che "nella misura in cui si creano separatezza ed emarginazione, casi come questo continueranno ad accadere". "Alla domanda - ha spiegato - di come possa maturare nella testa di un padre l' idea di uccidere la propria figlia, l' unica risposta che riesco a darmi e' che se quel padre e' inserito in un contesto di relazioni in cui non si sente assediato nella sua identita', ma invece e' chiamato a confrontarsi, anche con la possibilita' di cambiare la propria identita', allora questa vicenda potrebbe rimanere solo un brutto ricordo".

    "Su come risolvere il problema dell'immigrazione una risposta non ce l'ha nessuno. Dobbiamo fare come sul Libano: il governo faccia una proposta, l' opposizione la integri". Sull'immigrazione e' questo il messaggio lanciato dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, intervenuto al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, in un dibattito sul lavoro nelle carceri, insieme a Giulio Andreotti.
    "Una soluzione - ha detto Mastella - potrebbe essere una sorta di piano Marshall per l'Africa, l'Europa dovrebbe pensare alla stabilita' del continente africano. Non puo' essere un modello la Spagna zapaterista che erige muri come a Ceuta, ma nemmeno l'amministrazione Bush, visto che in America arrivano 300mila disperati sudamericani ogni anno. Il problema e' complicato, la risposta non c'e', bisogna confrontarci".
    Dopo la contestazione, limitata e subito isolata, ricevuta ieri da Rutelli, il ministro Mastella ha raccolto grandi applausi dalla platea ciellina, soprattutto quando nel suo intervento ha richiamato l'importanza della difesa dei valori cattolici e quando ha ricordato i suggerimenti che gli ha dato il suo interlocutore, Giulio Andreotti, quando Mastella ha assunto l'incarico di ministro della Giustizia. "Ho detto ad Andreotti - ha raccontato Mastella - che io non mi ero mai occupato di giustizia. Lui mi ha risposto con una delle sue solite battute: se tu fossi stato nominato ministro dell' Industria non avresti conosciuto l'arte dei bulloni...".

    ALTRI COMMENTI

    "Novanta tra morti e dispersi in due giorni: l'emergenza immigrazione sta assumendo dimensioni tragiche, intollerabili. Questa emergenza umanitaria non si affronta dando la priorita' alla via repressiva e giudiziaria". Lo dice Pietro Milazzo, responsabile immigrazione Cgil Sicilia secondo cui "la creazione dei pool di magistrati ed investigatori, il coordinamento dei pattugliamenti in mare con il governo libico e maltese, l'inasprimento delle pene per gli scafisti, non affrontano il problema alla radice, non intervengono sulle cause ma sugli effetti del problema. "La vera questione - conclude - e' intervenire sulle ragioni strutturali della poverta' e della disuguaglianza con una vigorosa politica di cooperazione allo sviluppo e, nel contempo, modificare drasticamente le legislazioni europee e nazionali in materia di immigrazione, eliminando gli sbarramenti proibizionisti. Si deve dare a tutti la possibilita' di arrivare legalmente nei paesi ricchi per ricerca lavoro eliminando la vergogna dei centri di permanenza, dove sono trattenuti, in regime di restrizione di liberta', le vittime ed i sopravvissuti di queste orrende tragedie". "L'utilizzo di una procedura d'urgenza sulla Bossi-Fini si giustifica solo per quanto riguarda gli aspetti di maggiore contrasto all'immigrazione clandestina". Lo afferma Adolfo Urso, membro dell'Esecutivo politico di Alleanza Nazionale, secondo cui "gli apprendisti stregoni della sinistra stanno cominciando a capire i disastri che le loro dichiarazioni hanno provocato, con l'aumento degli sbarchi e delle conseguenti tragedie, ed ora cercano di correre ai ripari, con il solito contr'ordine compagni.
    L'aumento delle pene nei confronti dei trafficanti e migliori strumenti a disposizione di investigatori e magistrato servono a rafforzare la logica Bossi-Fini, unica strada per dare un segnale fermo e chiaro a chi ha creduto che l'Italia stesse abbassando ogni difesa. Pero' - conclude - e' necessario che si ammetta pubblicamente l'errore e si parli finalmente di rafforzare e non di cancellare la Bossi-Fini".

    "L'effetto indulto e il buonismo peloso hanno gia' determinato una recrudescenza dei reati e un nuovo stato di intolleranza verso la comunita' straniera. Le periferie d'Italia sono in ebollizione". Lo ha dichiarato Giampaolo Landi, responsabile immigrazione di Alleanza Nazionale.
    "Colpa della Fini-Bossi? -ha continuato Landi- il governo Prodi sia serio e possibilmente coraggioso introducendo il reato di immigrazione clandestina, i cui effetti sarebbero immediati per riaccreditare l'Italia come paese dove lo stato di diritto prevale sulla diffusione dell'illegalita'. Ogni legge e' perfettibile ma anche peggiorabile e questo governo -ha concluso l'esponente di An- con le sue insanabili contraddizioni sembra orientato a seguire questa seconda opzione".

    "L'escalation degli sbarchi dei clandestini, tra cui quello sull'isola di Lampedusa, e' una sconfortante conferma dei guasti prodotti dall'Unione sul fronte dell'immigrazione. Visto che ormai siamo arrivati a un'invasione di extracomunitari, questa e' una materia che l'intelligence potrebbe affrontare con sempre maggiori competenze. Aver iniziato a smantellare la Bossi-Fini, una legge che puo' mantenere nei limiti fisiologici le ondate migratorie, sta producendo solo disastri". E' quanto afferma il deputato Antonio Martusciello, componente della Consulta del Presidente di Forza Italia.
    "Il vizio dell'Unione delle sinistre di delegare ogni emergenza a nuovi pool inutili e inefficaci, poiche' i suoi componenti sono gia' oberati da altre funzioni, non fa altro che cronicizzate i problemi. Bisogna invece - prosegue l'esponente azzurro - avere il coraggio di recarsi in Libia, riprendere il dialogo col colonnello Gheddafi, come ha gia' fatto l'ex premier Silvio Berlusconi, e stroncare a monte questi flussi. Evidentemente di questi fenomeni - conclude Martusciello - si deve fare carico con maggiore senso di responsabilita' la maggioranza di centrosinistra, che fino ad oggi non e' riuscita a trattare efficacemente con Paesi che affacciano sul Mediterraneo, da cui continuano a partire le carrette del mare".

    "Non e' l'immigrazione in se' la causa principale dell'aumento dei reati, ma il contesto sociale e culturale nel quale leggi sbagliate come questa li relegano". Questo e' quanto dichiara Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera sul problema dell'immigrazione.
    "Il giudizio negativo sulla Bossi Fini- continua Sgobio- e' decretato gia' dal dramma quotidiano dei tanti disperati che vengono qua in Italia e, grazie a questa sciagurata legge, sono loro malgrado costretti a rimanere relegati nella marginalita' sociale o peggio ancora nel circolo della piccola o grande criminalita'". Non bisogna per il capogruppo dei Comunisti Italiani dimenticare "che anche i Cpt hanno contribuito a cristallizzare lo stato di marginalita' sociale dei migranti". Siccome il fenomeno e' "inarrestabile- sottolinea Sgobio- il dovere della politica e' affrontare la questione sotto il profilo culturale, operando un'adeguata integrazione delle nuove generazioni di migranti nelle nostre scuole e non sul piano puramente dell'ordine pubblico con teorie di intervento poliziesco o repressivo".

    "E' incredibile che per ogni problema che il Governo deve affrontare, per il quale emerge il profondo contrasto interno alle forze del centrosinistra, si chieda l'appoggio dell'opposizione". Lo dichiara il presidente dei deputati di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa. "Puntualmente il Ministro Mastella, dopo aver preso atto delle sciocchezze dette da gran parte della sua maggioranza, ultime in ordine di tempo quelle del capogruppo alla Camera dei Comunisti Italiani Pino Sgobio, chiede aiuto all'opposizione per superare le divisioni della maggioranza sull'emergenza immigrazione. Il centrodestra - prosegue La Russa - ha da tempo avvisato l'Unione sull'effetto deleterio che gli annunzi di apertura indiscriminata delle frontiere avrebbero sortito. Perfino Beppe Grillo ha chiesto ai Ministri del governo Prodi se, chiudendo i Cpt, fossero stati disposti ad ospitare gli extracomunitari in casa loro".
    "La verita' - conclude La Russa - e' che il tema, da affrontare sia a livello italiano che europeo, non puo' trovare neanche un avvio di soluzione fintanto che la posizione ideologica del venite tutti - venite presto, tanto cara alla sinistra, non sara' sconfitta e accantonata

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