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  • 31/08/2006 Mezzo Milione gli Studenti Stranieri nelle Scuole Italiane (www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata

    Con il suono della campanella dall'11 settembre nelle classi del Belpaese entreranno quasi 500 mila alunni stranieri. Se nel 2001 le scuole che registravano la presenza di studenti stranieri erano 20.581, nel 2005-2006 sono diventate 37 mila, cioe' oltre due terzi del totale. Sono alcuni dati emersi da un'indagine sugli alunni con cittadinanza non italiana (delle scuole statali e non statali) presentata oggi, nella sede del dicastero, dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni.

    STUDENTI STRANIERI A QUOTA 500 MILA
    Sono stati circa 430.000 gli alunni con cittadinanza non italiana nello scorso anno scolastico, con un'incidenza del 4,8% sul totale della popolazione scolastica complessiva. Considerando che l'aumento nel triennio 2003-2005 e' stato in media di 60/70 mila unita' all'anno, e' presumibile che, nell'anno scolastico che sta per iniziare, il totale degli alunni stranieri sfiori le 500mila unita'.

    IN EUROPA SIAMO IL PAESE CON MENO STRANIERI
    Il cambiamento per la scuola italiana e' stato rapidissimo: si e' passati, infatti, dai 50.000 alunni stranieri dell'anno 1995-96 ai 430.000 del 2005-2006. Tuttavia le percentuali sono nettamente inferiori a quelle di altri Paesi europei di consolidata immigrazione e inferiori anche a Paesi di recente immigrazione come la Spagna. I dati parlano chiaro: Svizzera 23,6%, Germania 10%, Paesi Bassi 13%, Inghilterra 15%, Spagna 5,7%, Portogallo 5,5%, Francia 5%.

    E' BOOM NELLE SUPERIORI
    Dai dati emerge una crescita significativa di studenti stranieri nella scuola secondaria superiore: piu' di 80.000 nell'anno scolastico 2005-2006, quasi l'80% iscritti negli istituti tecnici e professionali. DIVARIO TRA NORD E SUD La mappa della presenza di alunni stranieri che emerge dall' indagine e' molto disomogenea e differenziata sul territorio nazionale: la presenza di alunni stranieri, infatti, raggiunge la percentuale del 9,5% in Emilia Romagna, supera l'8% in Lombardia, Veneto e Marche, ma e' dell'1% in regioni come Campania e Sicilia.

    IN CALO PRESENZE DA PAESI ISLAMICI
    Sono 191 i paesi d'origine degli alunni stranieri nella nostra scuola. Si conferma un aumento significativo dell'incidenza delle cittadinanze dei paesi dell'Est europeo, Romania soprattutto, che passa, in due anni, dal 9,7% al 12,4%, ma anche Ucraina e Moldavia. E' leggermente diminuito, invece, il peso della presenza degli alunni stranieri provenienti da Albania e Marocco: sempre negli ultimi due anni il primo e' passato dal 17,7% sul totale degli alunni stranieri al 16,3%, il secondo dal 14,9% al 14%. Questi due paesi rimangono, tuttavia, al primo e al secondo posto nella classifica delle cittadinanze piu' rappresentate rispettivamente con 69.374 e 59.489 studenti. La Romania e' al terzo posto con 52.821 presenze. Il totale degli alunni con cittadinanza non italiana provenienti da paesi a prevalente tradizione islamica e' circa un terzo del totale degli alunni stranieri.

    RITARDO SCOLASTICO
    Gia' in partenza, dalla prima classe della scuola primaria, si evidenzia un ritardo (inteso come la frequenza di uno o piu' classi inferiori a quella prevista dall'eta' anagrafica) del 10% degli alunni stranieri, che sale al 75,5% nella prima classe della scuola secondaria di secondo grado.

    ADULTI A SCUOLA
    Nei centri di educazione per adulti sono stati rilevati, nell'anno scolastico 2003-2004, oltre 120.000 iscritti, in grande maggioranza nelle regioni del nord Italia e con una significativa presenza femminile. Una rilevazione recente, ancora in fase di completamento, stima il numero di iscritti, per l'anno scolastico 2005-2006 in circa 180.000.

    Nessuno in Italia gridi 'mamma li turchi': il monito arriva dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, che, confortato dai numeri, sfata quello che sembra essere diventato un luogo comune.
    'Sulla stampa si e' via via sviluppato un dibattito che da' la sensazione di una vera e propria invasione di studenti stranieri, soprattutto musulmani, nelle nostre scuole: non e' vero. Non siamo in presenza di nessuna invasione islamica e non e' davvero il caso di gridare 'mamma li turchi'. Le nazionalita' rappresentate sono ben 191 ei ragazzi provenienti da paesi arabi sono meno di un terzo dell'intera popolazione scolastica, un numero inferiore alle 140 mila unita". Non solo, facendo un raffronto con gli altri Paesi europei, l'Italia in quanto a presenza di stranieri tra i banchi di scuola, si piazza in fondo alla classifica.
    Cio' non toglie che ormai la presenza di alunni stranieri sia un dato strutturale del nostro sistema scolastico con il quale bisogna fare i conti. 'E' necessario un grande impegno per promuovere forme efficaci e diffuse di accoglienza e integrazione' ha osservato Fioroni per il quale 'l'apprendimento dell'italiano, con l'obiettivo di arrivare a una certificazione delle competenze, e il riconoscimento e la valorizzazione delle lingue d'origine e del patrimonio linguistico e culturale dei ragazzi stranieri devono essere al centro dell'azione didattica'. Ma nel concreto cosa fare?
    Intanto - ha spiegato il ministro - il fenomeno si puo' affrontare mettendo a frutto le tante 'buone pratiche' che gia' esistono. E poi, le direzioni in cui muoversi sono tante con la consapevolezza che 'nell'acquisizione della cittadinanza la scuola e' un elemento fondamentale e che la cittadinanza non puo' essere cartacea, ma deve essere una scelta consapevole di chi studia la lingua italiana, la cultura del Paese, sceglie l'interculturalita". Insomma, va riconosciuto 'il valore del meticciato' mettendo in relazione le diverse culture presenti nel Paese. 'Dobbiamo essere orgogliosi e gelosi della nostra identita' - ha spiegato il ministro - ma si puo' ottenere una identita' in divenire. Dalla reciproca stima e dalla frequentazione possono cadere le barriere mettendo fine a paure e diffidenze'.
    E allora via a una Task Force che si occupi del tema dell'integrazione (mettendo in rete autonomie locali e scuole) con l'obiettivo di far sparire le scuole-ghetto; a un meccanismo che renda davvero cogente per i figli degli immigrati l'obbligo scolastico (fino a 16 anni); a un progetto per la formazione degli insegnanti (valorizzando l'opportunita' rappresentata dai docenti di seconda lingua); a una convenzione con la Rai per avviare un programma per l'apprendimento della lingua italiana.
    E ancora, introduzione di nuove lingue, accanto a quelle tradizionali (inglese francese, tedesco...) per lo studio di un secondo idioma, biblioteche plurilingue, ecc...
    Tutti interventi finalizzati a varare un modello di integrazione che - ha concluso Fioroni - non sia ne' quello di assimilazione francese, ne' il multiculturalismo inglese. Noi vogliamo realizzare un modello basato sull'interculturalita".

    "Nonostante le promesse di un fase di riflessione sullo stato della scuola italiana, il ministro Fioroni ha deciso unilateralmente di annullare alcune delle novità più significative della riforma Moratti senza nessuna concreta verifica dei risultati ottenuti con le componenti scolastiche, ma cedendo solamente alle pressioni sindacali". Lo afferma Fabio Garagnani, capogruppo di Forza Italia in commissione Cultura alla Camera. "È un ritorno al passato con l'abolizione del porfolio, del tutor e dell'anticipo dell'iscrizione nella scuola dell'infanzia.
    Così si crea anche un obiettivo disagio alle famiglie e agli studenti - aggiunge - dimostrando ancora una volta una volontà distruttiva di una riforma qualificante ed apprezzata non solo dagli esperti del settore ma anche dalla Comunità Europea".
    "A parte ovvie considerazioni sul ruolo ininfluente della commissione cultura della Camera, e questo la dice lunga sul rispetto delle prerogative del Parlamento da parte del centro sinistra - continua l'esponente di FI - resta il fatto che un settore importante come la scuola, che coinvolge tutta la società italiana, on può accettare il rincorrersi di riforme e controriforme senza penalizzare la qualità dell'insegnamento e la capacità di apprendimento degli studenti".
    "Manca un progetto concreto e visibile di riforma e sarebbe stato opportuno abrogare quella esistente soltanto in presenza di una proposta alternativa che oggi non c'è. È prevalsa invece una pura volontà distruttiva e non il bene della collettività scolastica. Infine - conclude Garagnani - un consiglio a Fioroni: di fronte agli episodi di violenza indiscriminata che sono accaduti in tutta Italia ed agli enormi problemi creati dall'integrazione extracomunitaria, e vista la rilevanza della formazione delle giovani generazioni e la presenza quantitativamente rilevante dei giovani immigrati nelle scuole, forse sarebbe stata opportuna una chiara direttiva sulla necessita del rispetto della cultura dell'identità e dell'ordinamento giuridico italiano nelle scuole, presupposti indispensabili per una effettiva integrazione".

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